Il Consiglio dell’UE ha revocato il meccanismo di condizionalità del 2022 imposto all’Ungheria per i rischi di corruzione, sbloccando 4,2 miliardi di euro e ripristinando l’accesso a Erasmus+ e Horizon Europe
Il Consiglio dell’Unione europea ha deciso di porre fine al meccanismo di condizionalità imposto all’Ungheria per contrastare i rischi di corruzione e tutelare lo stato di diritto. La decisione apre la strada allo sblocco di 4,2 miliardi di euro e al ritorno di Budapest nei programmi europei di scambio universitario Erasmus+ e di ricerca Horizon Europe.
La misura era stata introdotta nel 2022, durante il governo dell’ex primo ministro Viktor Orbán, per subordinare l’accesso ai finanziamenti europei al rispetto dello stato di diritto. I timori legati alla corruzione e all’indipendenza delle istituzioni avevano portato al congelamento di una parte consistente delle risorse destinate al Paese.
Il nuovo governo di Péter Magyar e le riforme anticorruzione
La decisione arriva dopo la schiacciante vittoria elettorale del partito di centrodestra Tisza, guidato da Péter Magyar. Il nuovo governo ha adottato una serie di misure per rafforzare la trasparenza e contrastare la corruzione, con l’obiettivo di soddisfare le condizioni poste da Bruxelles per accedere ai fondi.
Magyar ha inoltre raggiunto un accordo con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen per lo sblocco complessivo di 16,4 miliardi di euro, subordinato all'attuazione di riforme e alla presentazione di piani di investimento. Le risorse erano state congelate durante il governo Orbán per le preoccupazioni europee sul rispetto dello stato di diritto e sulla gestione dei fondi pubblici.
"Oggi si apre un nuovo capitolo. Per l'Ungheria e per l'Europa", ha scritto von der Leyen sui social media.
Erasmus+ e Horizon Europe, cosa cambia per Budapest
La fine del meccanismo di condizionalità consente all'Ungheria di rientrare nel programma Erasmus+, che finanzia la mobilità di studenti e universitari, e in Horizon Europe, il principale programma dell'Ue per la ricerca e l'innovazione.
Restano tuttavia da valutare altre richieste finanziarie di Budapest. Il governo ungherese ha chiesto 10 miliardi di euro nell'ambito dei fondi europei per la ripresa post-pandemica, mentre altri 2,2 miliardi sono legati a interventi per migliorare la libertà accademica.
Alla fine di agosto, l'Ungheria aveva dichiarato di aver soddisfatto tutte le condizioni necessarie per accedere ai finanziamenti. La Commissione europea sta ora verificando il rispetto dei requisiti. In caso di valutazione positiva e dopo l'approvazione prevista in autunno, Budapest potrebbe ottenere l'accesso alle risorse entro la fine dell'anno.