L'accordo è un passo chiave per sfruttare i giacimenti di gas ciprioti e rafforzare la cooperazione energetica nel Mediterraneo orientale, che potrebbe trasformarsi in un corridoio energetico affidabile per l'Europa. L’export passerà dall’Egitto, con produzione al via nel 2028
Lunedì a Nicosia il gruppo energetico italiano Eni ha firmato contratti per un valore complessivo compreso tra 1,3 e 1,8 miliardi di dollari, per la costruzione delle infrastrutture necessarie allo sviluppo del giacimento di gas naturale Cronos, situato all'interno della Zona economica esclusiva (Zee) di Cipro. Al fianco di Eni c'è anche il gruppo francese TotalEnergies, che insieme porteranno avanti lo sfruttamento del giacimento.
Il progetto punta alla valorizzazione commerciale del gas naturale cipriota attraverso l'Egitto, con la prospettiva di avviare le esportazioni verso i mercati internazionali e l'Europa dopo l'inizio della produzione, previsto nel 2028.
Gli accordi rappresentano una tappa importante negli sforzi di Cipro per rafforzare la propria posizione sulla mappa energetica del Mediterraneo orientale, contribuendo al tempo stesso alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento di gas naturale dell'Europa.
Il presidente della Repubblica di Cipro, Nikos Christodoulidis, ha ricevuto al palazzo presidenziale una delegazione di Eni guidata da Guido Brusco, responsabile delle attività operative del gruppo. A seguire si è svolta la cerimonia di firma dei contratti relativi allo studio, alla fornitura delle attrezzature, alla costruzione e all'installazione delle infrastrutture necessarie per lo sviluppo del giacimento.
Christodoulidis, in una dichiarazione scritta sulla conclusione dell'accordo ha sottolineato, tra l'altro, che "la firma di contratti fino a 1,8 miliardi di dollari per lo sviluppo del giacimento 'Cronos' e, di conseguenza, per la prima valorizzazione commerciale del gas naturale cipriota, rappresenta una forte attestazione di fiducia nelle prospettive energetiche del nostro Paese, con un rilievo geopolitico ed economico particolare".
In un intervento, Guido Brusco, Chief Operating Officer Global Natural Resources di Eni, ha definito lo sviluppo del progetto una pietra miliare storica per Cipro, trattandosi del primo progetto di sviluppo di un giacimento di idrocarburi nel Paese.
Produzione fino a 500 milioni di piedi cubi al giorno
Secondo Guido Brusco, il giacimento "Cronos" dispone di riserve stimate superiori a 3 trilioni di piedi cubi (TCF) di gas naturale, con una produzione che dovrebbe arrivare fino a 500 milioni di piedi cubi al giorno in condizioni di esercizio stabilizzate.
Il gas naturale sarà trasportato in Egitto, dove verrà trattato utilizzando infrastrutture esistenti, tra cui impianti collegati al giacimento Zohr.
Successivamente sarà convogliato verso l'impianto di liquefazione del gas naturale a Damietta, da dove verrà esportato sui mercati internazionali, principalmente in Europa.
Lo sfruttamento delle infrastrutture egiziane già operative costituisce uno dei pilastri del progetto, poiché permette di sviluppare il giacimento attraverso collaborazioni energetiche regionali e facilita la valorizzazione commerciale del gas.
"Una pietra miliare storica per Cipro"
Il dirigente di Eni ha ricordato che la società opera a Cipro dal 2013, investendo da oltre un decennio nello sviluppo di know-how, capitale umano e infrastrutture tecnologiche.
Ha spiegato che il passaggio del progetto "Cronos" alla fase di realizzazione è il risultato di questo impegno di lungo periodo, nonché della cooperazione tra la Repubblica di Cipro, l'Egitto, Eni e TotalEnergies.
"È il nostro primo progetto di sviluppo a Cipro e conferma il nostro impegno a essere un partner di lungo periodo nel futuro energetico del Paese", ha osservato.
Allo stesso tempo ha definito il progetto l'avvio di un nuovo capitolo per l'industria energetica cipriota, con prospettive di rafforzamento del ruolo del Paese sulla mappa energetica regionale.
Guido Brusco ha ringraziato la Repubblica di Cipro e le istituzioni competenti per la collaborazione e il sostegno costante alla promozione del progetto.
Parallelamente ha richiamato il contributo dell'Egitto, sottolineando che la cooperazione tra i due Paesi ha delineato un percorso sostenibile per la valorizzazione commerciale del gas di "Cronos".
In chiusura ha sottolineato che l'avvio della fase esecutiva segna l'inizio di un progetto energetico complesso, che richiede elevata competenza tecnica, stretto coordinamento tra i soggetti coinvolti e il rigoroso rispetto degli standard di sicurezza.
Giacimento Cronos: obiettivo l'avvio della produzione nel 2028
Eni e il gruppo energetico francese TotalEnergies, che sviluppano congiuntamente il giacimento Cronos, a luglio hanno deciso di accelerare la realizzazione del progetto, fissando come obiettivo l'inizio della produzione nel primo semestre del 2028.
Un vantaggio decisivo è la possibilità di utilizzare le infrastrutture esistenti sviluppate per il giacimento di gas naturale egiziano Zohr. Questo approccio dovrebbe ridurre i costi di sviluppo e abbreviare i tempi di costruzione degli impianti necessari.
Nel quadro del progetto, Eni dovrebbe occuparsi della costruzione dei gasdotti che collegheranno il giacimento Cronos alla rete del gas naturale dell'Egitto, oltre a un ulteriore gasdotto che unirà gli impianti di trattamento di Zohr al terminal di gas naturale liquefatto (GNL) di Damietta.
Da lì il gas naturale potrà essere liquefatto e trasportato via nave verso i mercati internazionali, compreso quello europeo.
La cooperazione tra Cipro, Grecia, Egitto e Italia al centro della strategia energetica
Oltre alla dimensione economica e commerciale, lo sviluppo del giacimento Cronos mette in luce il valore strategico del rafforzamento della cooperazione energetica nel Mediterraneo orientale.
La cooperazione tra Cipro, Grecia, Egitto e Italia può diventare un pilastro chiave di un più ampio corridoio energetico che colleghi i giacimenti del Mediterraneo orientale al mercato europeo. Cipro offre prospettive di nuova produzione di gas naturale, l'Egitto dispone degli impianti di trattamento e liquefazione, la Grecia garantisce la posizione geografica e le interconnessioni per veicolare i flussi energetici verso l'Europa sudorientale e centrale, mentre l'Italia rappresenta un importante punto di accesso a una delle maggiori piazze energetiche dell'Unione europea.
La complementarità di queste capacità apre la strada a investimenti in infrastrutture, al rafforzamento delle relazioni commerciali e allo sviluppo di nuove rotte di trasporto dell'energia. Allo stesso tempo può rafforzare la posizione negoziale dei Paesi europei e ridurre i rischi legati alla dipendenza da un numero limitato di fornitori e corridoi di approvvigionamento.
Sicurezza energetica dell'Europa e diversificazione delle forniture
Per Nicosia il significato degli accordi va oltre il loro valore economico immediato. Secondo il quotidiano cipriota O Phileleftheros, le entrate dalla vendita del gas naturale non sono destinate a fluire nell'immediato, il che attribuisce agli accordi una rilevante dimensione geopolitica e strategica.
L'impegno di Eni rappresenta una fiducia nelle prospettive di Cipro e rafforza l'argomento a favore dello sfruttamento delle risorse energetiche interne dell'Europa, con l'obiettivo di ridurre la dipendenza da fornitori esterni.
Questi sviluppi assumono particolare importanza in una fase di tensioni crescenti in Medio Oriente e di timori per le conseguenze del confronto tra Stati Uniti e Iran nello Stretto di Hormuz, uno dei principali canali di transito dell'energia a livello mondiale.
I rischi di interruzione dei flussi energetici nell'area più ampia accentuano la necessità per l'Europa di garantirsi fonti alternative di approvvigionamento e di rafforzare le partnership strategiche con Paesi dotati di risorse energetiche e delle infrastrutture di esportazione necessarie.
In questo contesto lo sviluppo di nuovi giacimenti nel Mediterraneo orientale può contribuire alla diversificazione del mix energetico europeo, riducendo i rischi associati a un'eccessiva dipendenza da specifici Paesi o rotte di trasporto.
La reale incidenza del gas cipriota sulla sicurezza energetica europea dipenderà però dal momento di avvio della produzione, dalle capacità di esportazione disponibili, dagli accordi commerciali e dalle condizioni prevalenti sui mercati internazionali.
Lo sfruttamento di Cronos non significa automaticamente sostituire le forniture provenienti dagli Stati Uniti o dalla Russia, ma può aggiungere un'ulteriore opzione al portafoglio energetico europeo.
Le aziende incaricate della realizzazione del progetto
Nel quadro dell'avanzamento del progetto è prevista la firma di contratti con società specializzate, che assumeranno diversi incarichi per lo sviluppo del giacimento e delle infrastrutture necessarie.
In particolare:
- Baker Hughes: Progettazione, fornitura e costruzione dei sistemi di produzione sottomarini.
- Dalmine: Lavori relativi ai gasdotti di esportazione del gas naturale e al trasporto di MEG.
- TechnipFMC: Realizzazione delle linee di produzione flessibili.
- McDermott: Trasporto, installazione offshore, collegamento e preparazione all'esercizio di gasdotti e attrezzature sottomarine.
- Oceaneering: Costruzione dei principali cavi di controllo sottomarini.
- CMHI: Costruzione e installazione di un'unità di controllo galleggiante.
- Petrojet: Costruzione di un nuovo gasdotto terrestre in Egitto, tra Zohr e Damietta.
- Saipem: Prestazione di servizi di perforazione offshore con la nave di perforazione Saipem 10000.
Il coinvolgimento di queste società copre un ampio ventaglio di attività, dalla costruzione delle attrezzature sottomarine allo sviluppo dei gasdotti e delle infrastrutture terrestri che sosterranno il trasporto del gas naturale.
Nuovi progetti energetici nel Mediterraneo orientale
Il giacimento Cronos si inserisce in una più ampia dinamica nel settore dell'esplorazione e dello sviluppo di idrocarburi nel Mediterraneo orientale.
Il colosso energetico statunitense Chevron prosegue le trattative per lo sviluppo del giacimento Afrodite, nel quale partecipa insieme alla israeliana NewMed Energy e alla britannica Shell.
Parallelamente, secondo quanto riportato dalla stampa, Shell ha raggiunto un accordo per la vendita della sua quota nel giacimento al gruppo energetico ungherese MOL, con il completamento dell'operazione atteso per l'inizio del 2027.
L'avanzamento di questi progetti determinerà in larga misura la capacità di Cipro di trasformare le scoperte di gas naturale in risorse commercialmente sfruttabili e di rafforzare la sua integrazione nelle catene energetiche regionali.
La posta in gioco, quindi, non si limita allo sfruttamento di un ulteriore giacimento di gas naturale. Riguarda la possibilità che il Mediterraneo orientale si trasformi in un corridoio energetico affidabile per l'Europa, grazie a investimenti, cooperazioni regionali e infrastrutture in grado di collegare la produzione ai mercati europei.
In questo processo, la più stretta cooperazione tra Cipro, Grecia e Egitto assume un rilievo particolare, perché può coniugare il potenziale produttivo della regione con le esigenze dell'Europa di un approvvigionamento energetico più sicuro, diversificato e competitivo.