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Audi investe negli USA: Trump punta su casa automobilistica tedesca alle elezioni

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump saluta l'amministratore delegato di Audi, Gernot Döllner, durante un comizio elettorale a Perry, in Georgia, il 24 ottobre 2026.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump saluta l'amministratore delegato di Audi, Gernot Döllner, a un comizio a Perry, Georgia, il 24 ottobre 2026. -  Diritti d'autore  AP Photo
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Di Nela Heidner
Pubblicato il •Ultimo aggiornamento
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Audi progetta il suo primo stabilimento automobilistico negli Stati Uniti. Il costruttore di Ingolstadt vuole investire miliardi in un nuovo sito produttivo nello Stato della Georgia.

Audi compie un passo importante verso gli Stati Uniti: il costruttore premium di Ingolstadt intende investire circa quattro miliardi di dollari nel suo primo stabilimento automobilistico di proprietà negli USA, nello Stato della Georgia.

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L’annuncio è arrivato sabato 24 ottobre 2026, durante un comizio elettorale del presidente americano Donald Trump a Perry, in Georgia. Trump è salito sul palco insieme a Döllner e ha sottolineato nel suo intervento che la sua politica commerciale spinge le aziende a trasferire la produzione negli Stati Uniti. L’iniziativa si inserisce nel contesto della campagna per le elezioni di metà mandato del 3 novembre.

Il numero uno di Audi, Gernot Döllner, ha spiegato l’investimento richiamando le ambizioni di lungo periodo del gruppo negli USA: il mercato americano è uno dei più importanti al mondo per le auto premium, ma finora Audi non vi ha sfruttato appieno il proprio potenziale.

La produzione dovrebbe partire all’inizio degli anni 2030

Il piano prevede una capacità annua fino a 200.000 veicoli e circa 4.500 posti di lavoro. Lo stabilimento sorgerà al Middle Georgia Megasite, nel Peach County, vicino alla città di Macon. La Georgia si è aggiudicata il progetto secondo le autorità statali (fonte in tedesco) anche grazie alla presenza di una solida industria di fornitori, a buoni collegamenti di trasporto e a manodopera qualificata. Ha influito inoltre la possibilità di ampliare l’impianto in una fase successiva.

Secondo l’azienda, l’avvio dei lavori preparatori è previsto per il 2027, mentre la produzione in serie dovrebbe cominciare all’inizio degli anni 2030. Il governo della Georgia indica il 2031 come data obiettivo per l’inizio della produzione completa.

Con circa 4.500 posti di lavoro diretti, il progetto rappresenterebbe un’importante iniziativa industriale per la regione. A questi si aggiungerebbero nuovi impieghi presso fornitori, società di logistica e imprese di servizi.

Grandi SUV per il mercato americano

Nel nuovo impianto verranno costruiti soprattutto SUV di grandi dimensioni e fascia alta. L’agenzia Reuters, citando un rappresentante del governo USA, riferisce che i modelli previsti sono Audi Q7, Q8 e Q9. Audi parla di SUV particolarmente grandi e di alta qualità, sviluppati su misura per le esigenze dei clienti nordamericani.

Per Audi si tratta di una scelta strategica rilevante: finora il gruppo ha rifornito il mercato statunitense con veicoli importati dall’Europa o dal Messico. Una produzione locale ridurrebbe la dipendenza dalle catene di fornitura internazionali e dalle oscillazioni dei cambi. Allo stesso tempo Audi produrrebbe più vicino ai clienti americani e rafforzerebbe la propria posizione rispetto ai costruttori che dispongono già di impianti negli USA, come sottolinea la casa automobilistica in una nota ufficiale.

Trump rivendica il successo della sua politica dei dazi

Trump ha introdotto dazi aggiuntivi sull’importazione di auto e componenti e ha ripetutamente sollecitato i costruttori stranieri a produrre di più negli Stati Uniti. Per aziende come Audi questa politica aumenta i costi delle importazioni, rendendo più conveniente la produzione in loco. Secondo Reuters, i dazi voluti da Trump sono costati ad Audi circa 1,2 miliardi di euro lo scorso anno.

Non si può però dedurre in modo diretto che i dazi siano l’unico motivo della scelta del sito produttivo: Audi richiama anche il potenziamento di lungo periodo delle proprie attività negli USA, l’accesso al mercato, le infrastrutture esistenti e la base regionale di fornitori.

Che cosa significa per la Germania?

La decisione solleva interrogativi sul futuro degli impianti tedeschi del gruppo Volkswagen. Una produzione aggiuntiva negli USA non implica automaticamente la perdita di posti di lavoro in Germania, ma modifica la distribuzione geografica degli investimenti futuri e accresce il peso del Nord America.

Audi sottolinea che la Germania e l’Europa continueranno a rappresentare l’ossatura industriale dell’azienda: le competenze esistenti in ricerca, ingegneria e produzione verranno integrate, e non sostituite, dal nuovo sito americano.

La IG Metall, stando a quanto riporta la Tagesschau, accoglie in linea di principio con favore una maggiore presenza sul mercato statunitense, chiedendo però al contempo garanzie chiare per i lavoratori degli stabilimenti tedeschi. Secondo il sindacato, la decisione definitiva resta comunque subordinata all’approvazione degli organi competenti di Volkswagen.

Georgia: un polo industriale con tradizione automobilistica

La Georgia è ormai uno dei centri dell’industria automobilistica americana. Il gruppo sudcoreano Kia produce dal 2009 a West Point; Hyundai, anch’essa sudcoreana, ha costruito vicino a Savannah un impianto da miliardi di dollari per veicoli elettrificati. A ciò si aggiungono i porti ad alta capacità di Savannah e Brunswick, attraverso i quali veicoli e componenti possono essere spediti in tutto il mondo.

Per Trump l’investimento rappresenterebbe un ulteriore successo da rivendicare nella sua strategia di riportare più produzione industriale negli Stati Uniti. Per Audi è un passo che avvicina il gruppo a uno dei mercati automobilistici più importanti al mondo.

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