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Pace in stallo e corsa ai fondi europei per l'Ucraina

António COSTA (presidente del Consiglio europeo, CONSIGLIO EUROPEO), Volodymyr ZELENSKYY (presidente dell'Ucraina, Ucraina)
António Costa (presidente del Consiglio europeo, Consiglio europeo), Volodymyr Zelenskyy (presidente dell'Ucraina, Ucraina) -  Diritti d'autore  FREDERIC SIERAKOWSKI/
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Di Mared Gwyn Jones
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Buongiorno. Sono Mared Gwyn con la newsletter del giovedì. Oggi: il difficile rilancio dei negoziati di pace tra Ucraina e Russia, i fondi per Kiev intrecciati al prossimo bilancio Ue e Milei in Argentina riaccende lo scontro verbale con Sánchez in Spagna.

Si torna al punto di partenza?: dopo l’incontro di mercoledì tra Vladimir Putin e l’inviato statunitense Steve Witkoff a San Pietroburgo, il Cremlino sostiene che la Russia sia "in linea di principio" pronta a riprendere a metà novembre i negoziati trilaterali con Ucraina e Stati Uniti, con Abu Dhabi che emerge come possibile sede, riferisce la mia collega Sasha Vakulina.

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Ma ci siamo già passati. Mosca ha più volte aperto alla prospettiva di negoziati senza ammorbidire le sue richieste massimaliste, scrive Sasha. Stavolta sembra uguale: il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov ha lasciato intendere che le proposte portate da Witkoff dopo i colloqui con Zelenskyj e i leader europei a Oslo offrivano ben poco che la Russia considerasse utile.

Witkoff, intanto, ha definito Putin un "umanitario" dopo la scarcerazione di un cittadino statunitense detenuto. Vale la pena ricordare: il presidente russo è ricercato dalla Corte penale internazionale per la presunta deportazione e il trasferimento illegale di almeno 20.000 bambini ucraini.

È allo studio anche un vertice separato tra Trump, Putin e il presidente cinese Xi Jinping, che potrebbe affrontare il futuro dell’Ucraina senza Kyiv al tavolo. Resta da capire se e quando si terrà, e in che modo si collegherà ai negoziati di pace proposti.

Zelenskyj ha detto ieri sera a Fox News che l’Ucraina potrebbe accettare un cessate il fuoco lungo le attuali linee del fronte senza riconoscere la sovranità russa sui territori occupati. È una posizione che Kyiv ha già espresso in passato.

Nonostante l’intensa attività diplomatica, le posizioni di fondo finora sono cambiate appena.

Il ruolo di Stubb: il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato mercoledì che la Russia potrebbe accogliere favorevolmente il coinvolgimento del presidente finlandese Alexander Stubb nei negoziati di pace, a patto che eviti di limitarsi a "ripetere" la posizione dell’Europa sull’Ucraina.

Stubb ha avuto un ruolo di primo piano nei colloqui di questa settimana a Oslo insieme al suo omologo norvegese ed è tra i nomi circolati come possibile inviato dell’UE per futuri negoziati di pace. Ma il Cremlino ora sembra voler dettare le condizioni della partecipazione di Stubb ai colloqui ancora prima che inizino.

Trump accusato di schierarsi: nel frattempo, l’ex generale di brigata dell’esercito statunitense Ben Hodges ha dichiarato alla mia collega Shona Murray che il presidente Donald Trump si sta schierando con la Russia e sta deliberatamente indebolendo la capacità dell’Ucraina di difendersi dall’aggressione russa.

"Non avrebbe mai sostenuto l’Ucraina e si sarebbe schierato con la Russia, i segnali c’erano tutti", ha detto Hodges a Euronews, aggiungendo di non "fidarsi" dell’amministrazione statunitense. Qui l’intervista completa.

Un mix esplosivo: allo stesso tempo, la battaglia sul prossimo bilancio dell’UE si intreccia sempre più con la ricerca di ulteriori aiuti per l’Ucraina, scrive Jorge Liboreiro.

Il vertice straordinario dell’UE del mese prossimo, inizialmente pensato per far avanzare i negoziati sul bilancio, è stato esteso a due giorni, dal 26 al 27 novembre, per includere il dossier Ucraina. La posta in gioco cresce rapidamente.

Il cambio di agenda arriva dopo la richiesta del presidente Zelenskyj di ulteriori 70 miliardi di euro di sostegno militare e finanziario per il 2027. I leader dell’UE hanno concordato di affrontare l’enorme gap di finanziamento, ma Bruxelles sollecita altri alleati, come Regno Unito, Canada, Norvegia, Australia e Giappone, ad aumentare i propri contributi, per evitare che sia il blocco europeo a sopportare quasi tutto il peso.

Il prossimo passo spetta alla Commissione europea, che dovrà stabilire quale parte dei 70 miliardi dovrà essere coperta dall’UE. Il calcolo servirà poi a delineare le opzioni per raccogliere le risorse. Come vi abbiamo spiegato all’inizio della settimana, il debito comune sembra la via più probabile, anche se costosa in un contesto di tassi di interesse molto elevati.

La mossa di Costa: in vista del vertice straordinario, il presidente del Consiglio europeo António Costa presenterà un nuovo compromesso sul bilancio dell’UE. Il processo politico si è mosso poco, con i leader ancora divisi in due fronti contrapposti, i "Frugali" e gli "Amici della coesione". "Per la stabilità dell’Europa dobbiamo approvare il nostro prossimo bilancio pluriennale entro la fine dell’anno", ha dichiarato ieri Costa, in un nuovo appello agli Stati membri.

Il compromesso di Costa guarderà con particolare attenzione alle cosiddette nuove risorse proprie, le imposte a livello europeo pensate per portare entrate aggiuntive al bilancio. Luca Bertuzzi analizza alcune delle opzioni sul tavolo.

I diplomatici dell’UE sono divisi sulla possibilità di affrontare bilancio europeo e finanziamenti all’Ucraina come un unico pacchetto. Sul dibattito pesa anche l’ombra delle elezioni presidenziali francesi del prossimo anno. "Il dato di fatto è che questi sono i temi più urgenti per il resto dell’anno, senza dubbio", ha detto un diplomatico.

Il piano di Weidel: nel frattempo, la leader del partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD), Alice Weidel, ha presentato il suo piano per riformare radicalmente l’UE durante una visita al Parlamento europeo a Strasburgo mercoledì. Forte di una larga vittoria alle regionali in Sassonia-Anhalt lo scorso settembre, l’AfD è oggi in testa ai sondaggi nazionali.

"Il nostro obiettivo è assumerci la responsabilità di governo dopo le prossime elezioni federali", ha dichiarato Weidel. Il mio collega Vincenzo Genovese illustra nel dettaglio il piano di Weidel e lo confronta con quello presentato la settimana scorsa a Bruxelles da Marine Le Pen.

Milei riaccende lo scontro verbale con Sánchez mentre il premier spagnolo si definisce "di sinistra e orgoglioso"

Javier Milei ha fatto sapere di essere arrivato a Madrid mercoledì.

Il libertario argentino ha lanciato un durissimo attacco contro il primo ministro Pedro Sánchez all’inizio della sua visita nella capitale spagnola. Milei, che imputa al socialismo il declino economico e culturale dell’Argentina, ha accusato Sánchez di comportarsi da dittatore.

La visita si inserisce in una campagna politica altamente polarizzata in vista delle elezioni del 29 novembre, con Sánchez che si presenta come ultimo baluardo contro quella che definisce l’ultra-destra e una coalizione di forze reazionarie, tra cui lo stesso Milei.

Durante un incontro a colazione, il presidente argentino ha definito Sánchez un "dittatore senza vergogna" e ha sostenuto che il premier spagnolo stia alimentando un’"invasione" a Ceuta, l’enclave spagnola che in luglio ha registrato un massiccio sfondamento della frontiera dalla vicina Marocco.

"I socialisti preferiscono regnare all’inferno piuttosto che servire in paradiso. Ecco perché incoraggiano l’invasione. Ogni migrante è un voto. Se il prezzo da pagare è la distruzione del Paese, sono più che disposti a pagarlo", ha detto.

Christina Thykjaer e Maria Tadeo offrono un’analisi più approfondita.

Altre notizie dalle nostre redazioni

Perquisizioni dei procuratori europei negli uffici di un gruppo di estrema destra in uno scandalo da 4 milioni di euro. L’Ufficio del Procuratore pubblico europeo (EPPO) ha perquisito mercoledì gli uffici del gruppo di estrema destra Patriots for Europe (PfE) a Bruxelles e a Strasburgo nell’ambito di un’indagine sul presunto uso improprio di milioni di euro di fondi europei. Le perquisizioni sono collegate all’inchiesta sul precedente gruppo Identità e Democrazia (ID), che includeva il Rassemblement National di Marine Le Pen e la Lega di Matteo Salvini. Vincenzo Genovese racconta la vicenda.

Premio di giornalismo dell’UE a un’inchiesta sugli abusi dei diritti umani nei centri per migranti dell’Italia in Albania. Un’inchiesta che denuncia violazioni dei diritti umani nei controversi centri per migranti gestiti dall’Italia in Albania ha vinto mercoledì il Premio di giornalismo Daphne Caruana Galizia del Parlamento europeo. Il reportage, intitolato "Cuffed, caged, cast away: this is Europe’s ‘innovative solution’ for unwanted migrants", mette in dubbio la legalità dei centri, diventati fonte di ispirazione per la politica migratoria europea. Vincenzo offre ulteriori dettagli.

In apparente frecciata a Trump, Macron attacca i "commenti stupidi" di leader stranieri sulle proteste in Francia. Il presidente francese Emmanuel Macron ha criticato i leader mondiali che, a suo dire, stanno facendo campagna elettorale "a spese della Francia" con "commenti inaccettabili e persino stupidi" sui disordini scoppiati nel Paese lo scorso fine settimana. Estelle Nilsson-Julien ne racconta di più.

L’Europa valuta misure di risparmio energetico mentre si aggrava la crisi in Medio Oriente. I governi dell’UE potrebbero chiedere a famiglie e imprese di ridurre i consumi energetici, mentre la guerra in Medio Oriente spinge al rialzo i prezzi e minaccia le forniture di petrolio e gas, secondo un documento visionato da Euronews. Marta Pacheco spiega i dettagli.

Teniamo d’occhio anche

  • La commissaria europea per l’Allargamento Marta Kos partecipa al vertice dei leader del Processo di Berlino in Montenegro.
  • La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo António Costa incontrano il presidente del Vietnam Tô Lâm.

Per oggi è tutto. Sasha Vakulina, Jorge Liboreiro, Luca Bertuzzi e Vincenzo Genovese hanno contribuito a questa newsletter.

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