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Francia, sindacati delusi dopo l'incontro col governo: appello alla mobilitazione del 5 novembre

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Archivio - La segretaria generale del sindacato CGT, Sophie Binet, a Parigi, il 1º maggio 2026.
Archivio - La segretaria generale del sindacato CGT, Sophie Binet, a Parigi, il 1º maggio 2026. -  Diritti d'autore  (Photo AP/Aurélie Morissard)
Diritti d'autore (Photo AP/Aurélie Morissard)
Di Jean-Philippe Liabot
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Dopo un incontro di quasi due ore e mezza con il premier, i sindacati denunciano l'assenza di risposte concrete. Proseguono le proteste e si prepara lo sciopero del 5 novembre. Rinnovati i coprifuoco a Parigi e Lione

I sindacati sono usciti delusi dall'incontro con il primo ministro francese Sébastien Lecornu, che li ha ricevuti mercoledì 21 ottobre a Matignon per un colloquio durato quasi due ore e mezza.

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Secondo Sophie Binet, segretaria generale della Confederazione generale del lavoro (CGT), Lecornu non ha annunciato “alcuna misura” per rispondere alle numerose proteste. “Non è stata presa in considerazione nessuna delle nostre rivendicazioni”, ha lamentato.

La CGT, che aveva partecipato alle mobilitazioni del 17 ottobre, degenerate in sommosse e saccheggi in diverse città nel corso del fine settimana, sarà di nuovo in piazza sabato per l'"atto II" della mobilitazione sul costo della vita annunciata da un coordinamento di gilet gialli.

Per i sindacati, l'obiettivo centrale resta la mobilitazione lanciata dalla quasi totalità delle sigle, nel privato e nel pubblico, per il 5 novembre. "È arrivato il momento di superare una nuova soglia nella mobilitazione, d'ora in poi deve subentrare lo sciopero", ha dichiarato Sophie Binet.

Da qui ad allora, la segretaria generale della Confédération française démocratique du travail (CFDT, primo sindacato del Paese), Marylise Léon, si aspetta "risposte sociali" alle attese dei lavoratori.

Secondo il presidente della Confédération française des travailleurs chrétiens (CFTC), Cyril Chabanier, il governo ha comunque "aperto la porta" a una discussione sulla rivalutazione del salario minimo. Su questo dossier, il primo ministro Sébastien Lecornu ha chiesto di "procedere rapidamente".

A Matignon, i sindacati hanno inoltre criticato la mancata convocazione delle organizzazioni degli studenti delle scuole superiori e universitari.

Queste ultime dovrebbero essere ricevute di nuovo lunedì dal ministro dell'Istruzione, Édouard Geffray, che ha promesso prime misure per rispondere alle richieste degli studenti.

I liceali sono mobilitati da diverse settimane per chiedere più risorse per l'istruzione, il miglioramento dello stato degli edifici scolastici, la sostituzione degli insegnanti assenti e la soppressione della piattaforma Parcoursup.

Dal Qatar Macron invoca "fermezza"

Dal Qatar, Emmanuel Macron ha invocato "fermezza" nei confronti degli autori delle violenze e ha convocato per giovedì una riunione con i servizi di intelligence sulle falle del 17 ottobre. Il presidente non ha invece fatto annunci sulle rivendicazioni avanzate dai manifestanti.

Macron si è anche recato in Arabia Saudita, dove ha incontrato il principe ereditario Mohammed bin Salman. Da Riyadh il presidente francese ha assicurato che grazie a questo tour nel Golfo i francesi otterranno un "giusto ritorno" sui prezzi del gasolio.

Mercoledì, esponenti politici di diversi schieramenti hanno nuovamente denunciato quelle che considerano carenze da parte delle autorità.

Édouard Philippe, candidato di Horizons alla presidenza, ha criticato la decisione di Macron di andare nel Golfo nonostante le proteste. L'ex capo dello Stato François Hollande ha parlato di governo debole, mentre la candidata del Rassemblement national alle presidenziali Marine Le Pen ha parlato di "potere al tramonto".

Continuano i coprifuoco a Parigi e Lione

A Parigi, la prefettura di polizia ha instaurato un nuovo coprifuoco nella notte tra mercoledì e giovedì in alcuni settori.

Gli appositi decreti "vietano la presenza di maggiorenni e minorenni, nei perimetri di Place de la République e del settore delle Halles dalle 23 di oggi alle 6 di domani", ha indicato la prefettura di polizia su X.

A Lione, la prefettura del Rodano ha deciso di rinnovare il coprifuoco e il divieto di assembramenti, prorogando le misure adottate l'altro ieri e ieri in città. Il coprifuoco entra in vigore dalle 23 alle 6, cioè due ore più tardi rispetto ai precedenti, che scattavano già dalle 21.

Oltre 2500 fermi e 174 arresti

In visita a Marsiglia, teatro di violenze nel fine settimana e dove il municipio è stato danneggiato, il ministro della Giustizia Gérald Darmanin ha riferito che sono state fermate circa 2.500 persone in seguito agli scontri e ai saccheggi di numerosi negozi avvenuti durante le proteste del 17 ottobre.

Fra queste, 917 persone sono state deferite con richiesta di procedimento per essere giudicate in comparizione immediata. Il ministro, che ha promesso una giustizia esercitata con fermezza, ha assicurato che questa cifra è raddoppiata, se non triplicata.

A Parigi, dei 557 fermi di polizia seguiti alle violenze e ai saccheggi commessi nella capitale, 300 persone sono comparse mercoledì a metà giornata davanti a un magistrato. Martedì sera la procuratrice di Parigi, Laure Beccuau, ha precisato che nessuna di loro ha rivendicato un movente "di qualunque natura politica esso sia", mentre il governo accusa l'estrema sinistra di essere in larga parte istigatrice delle violenze.

Da diverse settimane è inoltre sotto esame la gestione dell'ordine pubblico. I movimenti studenteschi hanno lanciato decine di segnalazioni di violazioni dei diritti da parte della polizia. L'IGPN, l'organismo che vigila sull'operato della polizia, ha avviato almeno sei indagini sui fatti del 17 ottobre.

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