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Disordini in Francia: il turismo teme la fuga dei visitatori stranieri

Alcuni passanti camminano davanti al bistrot La Barrique, danneggiato dopo le rivolte e i saccheggi seguiti alle manifestazioni del 17 ottobre a Parigi.
Alcuni passanti camminano davanti al bistrot La Barrique, danneggiato dopo i disordini e i saccheggi seguiti alle proteste del 17 ottobre a Parigi. -  Diritti d'autore  AP Photo
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Di Nina Borowski & AFP
Pubblicato il •Ultimo aggiornamento
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Le immagini dei disordini in Francia, trasmesse in tutto il mondo, stanno già rallentando le prenotazioni alberghiere. Gli operatori turistici temono che il protrarsi della violenza allontani altri visitatori stranieri dal Paese.

Le immagini delle rivolte in Francia, diffuse in tutto il mondo, suscitano la preoccupazione dei professionisti del turismo. Le prime conseguenze si fanno già sentire sulle prenotazioni alberghiere e gli operatori temono un deterioramento della situazione se le violenze dovessero continuare.

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"Questo aumento della violenza in piena città, a Nizza, a Parigi, a Lione, è catastrofico", deplora Christelle Cassagne, responsabile di ADN Tourisme, una federazione che riunisce gli organismi istituzionali del turismo in Francia.

"Quando si prenota un hotel per una settimana, non è certo per restare chiusi in camera", aggiunge.

Turisti che esitano a mantenere il loro soggiorno

A Parigi, la chiusura del museo del Louvre, lunedì, a causa di un raduno di studenti davanti all’ingresso, ha contrariato molti turisti venuti a scoprire il celebre museo.

In questo contesto di tensione, alcuni viaggiatori stanno riconsiderando il loro soggiorno nella capitale.

Biciclette carbonizzate il giorno dopo una notte calma sotto coprifuoco a Parigi, martedì 20 ottobre 2026.
Biciclette carbonizzate il giorno dopo una notte calma sotto coprifuoco a Parigi, martedì 20 ottobre 2026. (Photo AP/Christophe Ena)

Secondo MKG Consulting, i primi effetti sono già visibili: gli hotel parigini registrano un rallentamento delle prenotazioni per le prossime sei settimane.

In sole 24 ore, tra il 19 e il 20 ottobre, il loro vantaggio rispetto allo stesso periodo del 2025 si è nettamente ridotto, passando da 1 a 0,2 punti percentuali per i soggiorni previsti dal 20 al 29 ottobre, e da 3,5 a 1,9 punti per quelli dal 20 al 25 ottobre.

Il timore di nuove rivolte pesa sul turismo

Secondo Didier Arino, direttore del cabinet Protourisme, l’ampiezza delle ripercussioni dipenderà soprattutto dal protrarsi dei disordini. Una sola giornata di rivolte a Parigi avrebbe provocato l’annullamento di circa l’1% delle prenotazioni del mese, un effetto ancora relativamente limitato.

"Più i clienti arrivano da lontano, più sono sensibili ai rischi legati alla sicurezza, e maggiori sono le conseguenze", sottolinea.

Stati Uniti, Cina e Germania figurano tra i Paesi che hanno rivolto raccomandazioni di prudenza ai propri cittadini che intendono recarsi in Francia.

Questi avvertimenti potrebbero pesare in particolare sulla presenza dei turisti americani e asiatici, le cui spese sono generalmente più elevate rispetto a quelle dei visitatori europei.

"Se dura due settimane, non è molto grave. Al contrario, se dovesse proseguire per diversi mesi, sarebbe catastrofico", avverte Laurent Abitbol, presidente del consiglio di amministrazione della rete di agenzie di viaggi Selectour.

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