Il caro-diesel globale ha spinto l’Agenzia internazionale dell’energia a chiedere ai membri di accelerare i rilasci delle riserve strategiche, dando priorità al diesel, e di valutare se servano ulteriori rilasci di diesel.
In vista della riunione del consiglio di amministrazione dell'Agenzia internazionale per l'energia (IEA) in programma questo giovedì, il direttore esecutivo Fatih Birol ha inviato una lettera ai governi dei Paesi membri chiedendo ulteriori interventi. I mercati mondiali del diesel devono infatti fare i conti con forniture molto limitate.
Birol ha proposto che i Paesi che non hanno ancora rilasciato tutto il petrolio promesso a marzo, quando l'IEA aveva deciso di immettere sul mercato 400 milioni di barili, accelerino i rilasci rimanenti, dando priorità al diesel. Alcuni Paesi hanno già superato gli impegni iniziali.
Ai membri è stato inoltre chiesto di valutare se siano necessari ulteriori rilasci di diesel e, in caso affermativo, indicare quanti volumi potrebbero mettere a disposizione e con quali tempi.
Il consiglio di amministrazione esaminerà questi interventi nella riunione del 15 ottobre.
"Come abbiamo fatto a marzo, credo che possiamo ancora una volta dimostrare la capacità dell'IEA di agire congiuntamente a sostegno della sicurezza energetica e della stabilità economica", ha dichiarato Birol nel comunicato diffuso domenica.
Il G7 aveva già annunciato l'intenzione di rilasciare fino a 100 milioni di barili di petrolio per frenare l'impennata dei prezzi dell'energia. Tuttavia, un documento interno visionato da Euronews ha rivelato che tali volumi servirebbero a coprire gli impegni di marzo ancora in sospeso, e non costituirebbero un'aggiunta rispetto ai 400 milioni di barili inizialmente promessi.
"Dei 400 milioni di barili, ne sono stati rilasciati 326 milioni. Poiché alcuni membri hanno contribuito oltre quanto previsto, i 100 milioni di barili citati nella dichiarazione del G7 possono essere assorbiti nell'azione già avviata, a condizione che tutti rispettino i propri impegni", si legge nel documento.
I prezzi del diesel sono in forte aumento a causa della carenza di carburante a livello globale. La guerra con l'Iran ha interrotto le spedizioni di petrolio greggio attraverso lo Stretto di Hormuz, mentre i danni subiti dalle raffinerie hanno ulteriormente limitato l'offerta di carburante.
Secondo la società di analisi Kpler, le esportazioni di petrolio greggio e condensati dal Golfo Medio Orientale, escluso l'Iran, a settembre sono tornate ai livelli precedenti alla guerra. Gran parte di quel petrolio, però, viaggia ora su rotte alternative o viene trasferito tra petroliere in mare aperto.
La dichiarazione dell'IEA arriva due giorni dopo l'annuncio del presidente statunitense Donald Trump su un accordo con la Russia per la fornitura di diesel. Washington ha temporaneamente allentato le sanzioni sul diesel russo, consentendone la vendita e la consegna, comprese le importazioni negli Stati Uniti, fino al 7 aprile 2027.
Mosca ha fatto sapere di essere pronta a fornire petrolio e prodotti petroliferi agli Stati Uniti e ai mercati internazionali, dopo una conversazione telefonica tra Trump e il presidente russo Vladimir Putin.
"Sono convinto che questo avrà un impatto positivo sull'intera economia mondiale", ha dichiarato Putin, secondo la nota diffusa da Mosca.
Le sanzioni europee restano in vigore, ma ulteriori forniture russe sul mercato globale potrebbero contribuire a ridurre i prezzi del diesel. L'effetto dipenderà dai volumi che la Russia riuscirà a esportare, dato che i danni alle sue raffinerie ne limitano la capacità produttiva.
Il Brent, il riferimento internazionale per il prezzo del petrolio, lunedì mattina è rimasto sopra i 100 dollari al barile. I futures europei sul diesel sono scesi di circa il 3%, attestandosi intorno a 1.437 dollari a tonnellata.