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Elettrificazione, IA e fossili: cosa aspettarsi dal vertice sul clima in Turchia il prossimo mese

Il presidente designato della COP31 e ministro turco dell'Ambiente Murat Kurum interviene all'Istanbul Climate Finance Summit, il 4 settembre 2026.
Il presidente designato della COP31 e ministro turco dell'Ambiente e del Clima Murat Kurum parla all'Istanbul Climate Finance Summit il 4 settembre 2026. -  Diritti d'autore  AP Photo/Khalil Hamra
Diritti d'autore AP Photo/Khalil Hamra
Di Angela Symons Agenzie: AFP
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I colloqui ONU ad Antalya il mese prossimo si svolgeranno sullo sfondo della crisi energetica, del caldo estremo e della devastante alluvione in Nepal.

Il mese prossimo tutti i riflettori saranno puntati sulla Turchia, che ospiterà il più grande vertice sul clima al mondo.

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La COP31 si aprirà nella città balneare di Antalya il 9 novembre, riunendo 197 Paesi per affrontare le temperature globali da record, i crescenti danni climatici e le pressioni sempre più forti per abbandonare i combustibili fossili che riscaldano il Pianeta.

Sebbene la Turchia si sia aggiudicata il ruolo di Paese ospitante, le lunghe negoziazioni saranno guidate dall'Australia, in base a un accordo senza precedenti raggiunto dopo che entrambe le nazioni avevano presentato la candidatura per ospitare il principale appuntamento mondiale sul clima.

Quest'anno i negoziati formali dell'ONU dovrebbero essere poveri di decisioni di grande portata, mentre al centro dell'attenzione ci saranno gli impegni volontari sul clima.

Accanto a questi, il Paese ospitante punta a promuovere l'elettrificazione come una delle strade per ridurre le emissioni e la dipendenza dai combustibili fossili. I critici avvertono però che l'elettrificazione deve procedere di pari passo con l'energia pulita, se vuole davvero contribuire alla decarbonizzazione.

In che modo un anno segnato da devastanti disastri climatici e da turbolenze sui mercati energetici globali influenzerà le discussioni dentro e fuori le sale negoziali?

L'uscita dai combustibili fossili sarà sul tavolo alla COP31?

I tentativi di raggiungere un consenso globale su obiettivi concreti o percorsi per la uscita dai combustibili fossili si sono arenati e questa questione, da sempre spinosa, non figura ufficialmente all'ordine del giorno dei negoziati della COP31.

In assenza di un consenso, si prevede che il Brasile presenti una "roadmap" volontaria per guidare la transizione da carbone, petrolio e gas, dopo che lo scorso anno i Paesi non sono riusciti a mettersi d'accordo sul processo alla COP.

Ma la frustrazione per lo stallo sui combustibili fossili potrebbe riaccendersi ad Antalya. Quest'anno circa 60 Paesi che chiedono un'azione più rapida sui combustibili fossili hanno organizzato una propria conferenza separata fuori dal processo delle Nazioni Unite.

Non è chiaro come questi Paesi verranno coinvolti alla COP31, ma Turchia e Australia hanno promesso che il vertice sarà prevedibile, senza sorprese dell'ultima ora.

Perché puntare sull'elettrificazione potrebbe rivelarsi problematico

Turchia e Australia vogliono concentrare l'attenzione sull'elettrificazione, cioè sulla sostituzione delle tecnologie che bruciano direttamente combustibili fossili, come le auto diesel e il riscaldamento a gas, con alternative elettriche.

La loro iniziativa di punta ad Antalya invita i Paesi a impegnarsi su un obiettivo volontario: aumentare la quota della domanda finale di energia soddisfatta dall'elettricità dall'attuale circa 20 per cento al 35 per cento entro il 2035.

Secondo gli organizzatori, aumentare l'elettrificazione potrebbe ridurre le emissioni di gas serra e la dipendenza dalle costose importazioni di combustibili fossili, un tema cruciale per molti Paesi dopo che la guerra in Medio Oriente ha innescato uno shock energetico globale.

Ma circa un terzo dell'elettricità mondiale è ancora prodotta con il carbone e l'obiettivo di elettrificazione non precisa come dovrebbe essere generata questa energia aggiuntiva, sollevando dubbi sulla sua credibilità.

Quali impegni volontari sul clima sono attesi ai margini della COP31?

Oltre al principale obiettivo sull'elettrificazione, la Turchia sta promuovendo una serie di iniziative volontarie su temi come l'intelligenza artificiale, la riduzione del metano e dei rifiuti e le città resilienti al clima.

Questi impegni non vincolanti confluiranno in una separata "action agenda" che correrà in parallelo ai negoziati formali della COP, dove le decisioni vengono prese per consenso e i Paesi devono accordarsi su ogni riga del testo.

Quest'anno i negoziati, spesso molto duri, contengono pochi temi in grado di attirare i riflettori e riguardano soprattutto questioni tecniche rimaste in sospeso dalle conferenze precedenti.

I finanziamenti per il clima dopo le inondazioni in Nepal

Un altro punto dolente ricorrente alle COP riguarda l'entità dell'assistenza finanziaria fornita dai Paesi più ricchi, che sarà nuovamente esaminata ad Antalya, soprattutto dopo le devastanti inondazioni in Nepal collegate ai cambiamenti climatici.

L'appello di Kathmandu per ottenere aiuti ha rilanciato le storiche richieste affinché i grandi responsabili delle emissioni del passato versino più fondi per aiutare i Paesi più poveri a passare alle energie rinnovabili, ad adattarsi agli impatti climatici e a riprendersi dai disastri.

La Turchia si propone come ponte tra Paesi sviluppati e in via di sviluppo e il futuro presidente della COP31, Murat Kurum, ha affermato che colmare il "baratro" dei finanziamenti per il clima sarà una delle priorità ad Antalya.

Chi ospiterà il "global stocktake" della COP nel 2028?

Alla COP33 del 2028 i Paesi realizzeranno un "global stocktake" dei progressi compiuti sull'azione climatica. Questo esercizio, che si svolge ogni cinque anni, valuta dove il mondo è mancato nel raggiungimento degli obiettivi dell'Accordo di Parigi.

Ma questo appuntamento cruciale non ha ancora un Paese ospitante, dopo che l'India ha ritirato la propria candidatura.

Secondo fonti informate, la Cina sta valutando di presentare una candidatura, mentre Pechino cerca di rafforzare la propria reputazione di leader globale nella lotta al cambiamento climatico, soprattutto in assenza degli Stati Uniti.

Una decisione non deve necessariamente essere presa quest'anno, ma la prospettiva di una COP a Pechino ad alto tasso politico dovrebbe essere uno dei temi più discussi ad Antalya.

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