Mentre la Francia cerca miliardi di euro per risanare i conti pubblici, Oxfam riporta il patto Dutreil al centro del dibattito di bilancio e sostiene che la sua proposta permetterebbe di recuperare diversi miliardi dalle eredità più consistenti.
In un momento in cui ogni euro speso e ogni risparmio vengono passati al setaccio per ridurre il deficit francese, l'ONG Oxfam indica un'altra possibile fonte di entrate: le eredità molto consistenti.
In un rapporto pubblicato martedì 22 settembre (fonte in francese), l'associazione prende di mira il pacte Dutreil, il meccanismo fiscale che consente di ridurre in modo significativo le imposte di successione al momento del passaggio di un'impresa.
Il rapporto esce mentre si avvia la preparazione del bilancio 2027, in un contesto di finanze pubbliche particolarmente deteriorate.
Mentre il deficit pubblico francese e il debito continuano ad aumentare tra il 2025 e il 2026 (dal 5,1% al 5,4% per il primo, e dal 115,7% al 119,3% del PIL per il secondo), la Direzione generale del Tesoro ritiene che nei prossimi anni saranno necessari importanti sforzi finanziari. In questo contesto, Oxfam sostiene che l'aggiustamento di bilancio potrebbe passare anche da una revisione di alcune agevolazioni fiscali.
Che cos'è il pacte Dutreil?
Il pacte Dutreil, creato nel 2003 e che prende il nome dal ministro del Commercio e dell'Artigianato dell'epoca, Renaud Dutreil, facilita la trasmissione delle imprese accordando un'esenzione del 75% delle imposte sulle donazioni e sulle successioni. Evita così che gli eredi debbano vendere l'impresa di famiglia per poter pagare queste tasse.
In cambio, i beneficiari si impegnano a conservare le quote per un periodo minimo e a rispettare determinate condizioni di attività. La legge di bilancio 2026 ha già irrigidito il meccanismo, in particolare allungando la durata di detenzione ed escludendo alcuni beni non professionali.
Secondo Oxfam, le trasmissioni effettuate grazie al pacte Dutreil hanno rappresentato in media quasi 3 miliardi di euro all'anno negli ultimi quattro anni, con un picco a 5,5 miliardi di euro nel 2024, secondo la Corte dei conti.
E Oxfam ritiene che il mantenimento delle regole attuali potrebbe tradursi in un mancato gettito ancora molto più importante in futuro. Secondo i suoi calcoli, la trasmissione dei patrimoni dei miliardari francesi di oltre 70 anni tramite il pacte Dutreil potrebbe privare le finanze pubbliche di oltre 111 miliardi di euro nei prossimi trent'anni.
Si tratta di una cifra frutto di una proiezione, e non di una somma che lo Stato recupererebbe automaticamente se il dispositivo venisse soppresso. Ma per Oxfam illustra il potenziale di bilancio di una riforma su questo tema.
Oxfam prende di mira i patrimoni francesi più elevati
Per l'associazione, il problema è soprattutto la concentrazione del vantaggio fiscale. Oxfam ritiene che i beneficiari più ricchi traggano molto più profitto dal meccanismo rispetto agli altri.
Secondo i suoi calcoli, i 110 beneficiari più privilegiati, vale a dire circa l'1% del totale, avrebbero risparmiato in media 30 milioni di euro di imposte ciascuno nel 2024. Al contrario, metà dei beneficiari meno favoriti avrebbe risparmiato in media meno di 40.000 euro.
Oxfam parla di "super-eredità" per definire le successioni dello 0,1% degli eredi più importanti. L'associazione stima che queste eredità raggiungano in media 13 milioni di euro e che il loro tasso effettivo di imposizione sia di circa il 10%, mentre l'aliquota marginale teorica può arrivare al 45% per le trasmissioni più consistenti.
Oxfam propone quindi soprattutto di limitare a 1 milione di euro per beneficiario l'esenzione accordata attraverso il pacte Dutreil. Secondo le sue stime, questa riforma lascerebbe il 90% dei beneficiari attuali al di fuori del tetto, permettendo allo Stato di recuperare oltre 3 miliardi di euro all'anno.
Il dibattito sul pacte Dutreil potrebbe quindi trovare spazio nelle discussioni sul disegno di legge di bilancio per il 2027. La questione sarà capire fino a che punto ridurre questo vantaggio fiscale senza rimettere in discussione il suo obiettivo iniziale: consentire la trasmissione delle imprese ed evitare che il pagamento delle imposte costringa alcune famiglie a cedere il proprio strumento di lavoro.
Ma secondo Layla Abdelke Yakoub, responsabile Plaidoyer Justice fiscale et inégalités a Oxfam France, "Nel presentare le prime piste di bilancio, il primo ministro Sébastien Lecornu ha voluto sottolineare che il governo non toccherà il pacte Dutreil.". Secondo lei, "questo rifiuto di intervenire su questa nicchia fiscale ingiusta non risponde al desiderio dei francesi di far contribuire di più i patrimoni più elevati. Oxfam spera in un sussulto del Primo ministro, la palla è nel suo campo"</em, spiega nel comunicato dell'ONG. (fonte in francese)
Dietro il dibattito tecnico sul pacte Dutreil si gioca quindi anche una questione molto più politica: in una Francia che cerca disperatamente miliardi per rimettere in sesto i conti pubblici, quale parte dello sforzo deve essere chiesta ai patrimoni molto elevati e alle trasmissioni più importanti?