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"Non mi vergogno di chiedere": il sistema Volta è un'opportunità per molti

Membri del movimento civico Guarda à Casa, Ota, Portogallo, 24 agosto 2026.
Membri del movimento civico Guarda à Casa, Ota, Portogallo, 24 agosto 2026. Diritti d'autore  Nelson Mota (Guarda à Casa)
Diritti d'autore Nelson Mota (Guarda à Casa)
Di Lina Ferreira
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Il Volta fa davvero giri curiosi. Il sistema di restituzione delle bottiglie di plastica vuote, introdotto ad aprile in Portogallo, è diventato anche uno strumento di raccolta fondi per giovani che inseguono sogni estivi, sfide, donazioni ad associazioni e gruppi civici.

Le sorelle Ariela e Alice usavano già il sistema Volta per arrotondare la paghetta. Ma dal 10 giugno è diventato un impegno quotidiano, che coinvolge tutto il condominio in cui vivono, a Vila do Conde.

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"Hanno scritto dei bigliettini e io li ho stampati con il loro progetto e l'orario in cui sarebbero passate a ritirare il sacco", racconta la madre, Karina Lauro, arrivata in Portogallo all’inizio del 2024, da Rio de Janeiro.

"Lasciano il sacco davanti alla porta di ogni persona e tutti i giorni, alle nove di sera, tornano a prendere quel sacco con le bottiglie, quando ci sono bottiglie".

Le bottiglie vuote vengono poi cambiate con denaro. Con un obiettivo preciso: entro giugno del prossimo anno raggiungere 120 mila bottiglie, per un totale di 6 mila euro ciascuna.

Il denaro servirà a realizzare un sogno. Alice, dieci anni, vuole fare uno scambio culturale di tre settimane in Corea del Sud. La sorella Ariela, 13 anni, vuole anche lei partecipare a uno scambio culturale, ma negli Stati Uniti.

Sono state proprio le ragazze ad avere l’idea di usare il Volta per raccogliere fondi e coinvolgere i vicini, dopo che la madre le aveva avvertite che con le sole bottiglie di casa non sarebbe stato possibile.

**"**Era davvero pochissimo, no? Perché erano solo le bottiglie di casa", dice Karina Lauro. "Se ci fossimo basati solo su di noi, non ce l’avremmo fatta".

"Non prendiamo nulla dalla spazzatura"

Con il Volta, le bottiglie di plastica, fino a tre litri, sono soggette a una tariffa di deposito di dieci centesimi. Questa somma può poi essere recuperata restituendo le bottiglie.

La restituzione avviene tramite macchine presenti nei supermercati (fonte in portoghese), che rilasciano uno scontrino convertibile in sconti o in denaro. Stanno comparendo anche chioschi in altri luoghi molto frequentati o pensati per gestire grandi quantità di bottiglie.

Questo sistema, gestito da SDR Portugal, è il modo scelto dal Paese per rispondere alla Diretiva dos Plásticos de Utilização Única (DSUP), che impone di raccogliere il 90% delle bottiglie con deposito entro il 2029. La direttiva consente ai Paesi dell’Unione europea di istituire sistemi di deposito per raggiungere questo obiettivo.

In Portogallo il sistema è stato introdotto ad aprile. E, mentre i consumatori si abituavano, hanno iniziato a circolare notizie di cassonetti rovesciati e rifiuti sparsi per terra da parte di persone in cerca di bottiglie. A Lisbona, diversi residenti e giunte di freguesia si sono lamentate (fonte in portoghese) della mancanza di igiene urbana. Alla fine di luglio, la PSP ha arrestato un uomo (fonte in portoghese) per aver rovesciato cassonetti, definendolo "minatore dei rifiuti".

Non si tratta di uno scenario del tutto nuovo. In un’intervista a Euronews, lo scorso anno, il presidente dell’Agenzia Portoghese per l’Ambiente (APA), José Pimenta Machado, parlava di possibili rischi ambientali associati. Il servizio ricordava anche che in Germania, dove il sistema esiste dal 2003, è comune che persone senza dimora rovistino tra i rifiuti in cerca di bottiglie.

Ma non tutte le persone che cercano bottiglie sono senza tetto o senza reddito. Alcune lo fanno per avere un’entrata extra e, per alcuni giovani, è diventato una vera sfida estiva.

È il caso di due ragazzi che lavorano in una concessione balneare, a Loulé. In un’intervista a Rádio Renascença assicurano che non vanno "in giro tra i rifiuti" (fonte in portoghese), ma si limitano a inserire nel Volta le bottiglie che già devono raccogliere sul lavoro.

Karina Lauro conosce il fenomeno di chi cerca bottiglie nella spazzatura, anche "persone che davvero stanno accumulando bottiglie per avere un reddito". Ma, in questo caso, le figlie non vanno nella spazzatura.

**"**No, ci vengono sempre regalate. Noi non prendiamo nulla dalla spazzatura", spiega la madre. "Anche perché non andiamo in strada a raccogliere, andiamo direttamente a casa delle persone".

Questo è anche un progetto ambientale, a sostegno del riciclaggio, pensato già in funzione di un altro sogno di Alice: studiare ad Harvard.

"L’obiettivo è che riescano davvero a raggiungere quel numero di bottiglie riciclate, in modo che possa contare anche come progetto ambientale per Alice", spiega la madre, ricordando i criteri di ammissione nelle università statunitensi.

Dalle bifanas ai gatti

António Casa Branca è il proprietario del Gatil Original (fonte in portoghese), un santuario a Vendas Novas che accoglie soprattutto gatti anziani, malati e vulnerabili. Circa un mese e mezzo fa ha avuto un’idea: avviare partnership con le attività della città.

Le attività partner consegnano le bottiglie vuote al rifugio, che le restituisce e incassa il denaro. Questi fondi servono poi per comprare cibo per gli animali.

**"**A Vendas Novas ci sono molte case che servono bifanas e abbiamo cercato di avviare una collaborazione: ogni settimana andiamo a ritirare i sacchi che vogliono darci con i rifiuti riciclabili, quelle bottiglie di plastica e le lattine", spiega. "Poi andiamo alle macchine, li cambiamo con gli scontrini e al supermercato li trasformiamo in paté".

Alla prima prova, la donazione di una casa di bifanas ha riempito un furgone.

"Un signore che ha una casa di bifanas ha riempito il mio furgone di sacchi di bottiglie da un litro e mezzo, piccole. Ho riempito il furgone e ne sono usciti circa 50 euro", racconta António.

Il rifugio ha già cinque partnership che coinvolgono anche una pasticceria, e c’è perfino uno studio di contabilità interessato ad aiutare con le bottiglie usate dai dipendenti. Il piano di António Casa Branca è, ogni giorno alla fine del lavoro, fare un giro tra le attività partner.

"Per me è oro. Non mi vergogno di andare a chiedere, a mendicare", dice.

"Se riuscissimo a ottenere da ogni ristorante 50 euro alla settimana, da tre o quattro ristoranti, riusciremmo già a coprire il cibo degli animali".

Ed è esattamente ciò che sta accadendo. In questo momento, António Casa Branca riesce a comprare tutto il cibo per i circa 40 gatti che ha nel rifugio. Restano fuori altre spese, come le visite veterinarie e i medicinali.

Quando si inseriscono le bottiglie nelle macchine del Volta è già possibile inviare l’importo a un’istituzione (fonte in portoghese). Il sito di Volta cita come esempio la Liga dos Bombeiros Portugueses, la Cáritas, la Liga para a Proteção do Ambiente o la Liga Portuguesa dos Direitos do Animal. Le entità disponibili dipendono dalla singola macchina.

Ma ci sono istituzioni che stanno spingendo ancora più in là questa raccolta di fondi. Chiedono ai donatori di portare loro gli scontrini di rimborso o addirittura le bottiglie stesse, assumendosi poi l’onere di inserirle nei punti di raccolta.

António Casa Branca ha già incontrato ristoranti che ora danno le bottiglie ai dipendenti, o casi in cui le bottiglie vengono destinate a lavoratori in difficoltà. Le bottiglie del Volta sono i nuovi tappi di plastica?

"I tappi aiutavano persone che li raccoglievano per pagare le cure dei figli", spiega. "Le persone portavano i tappi al rifugio come donazione e noi non li utilizzavamo. Non ne traevamo alcun beneficio: li raccoglievamo e li consegnavamo a chi ne aveva bisogno".

"Ora, con le lattine, è diretto. Noi raccogliamo volentieri le lattine, andiamo con i sacchi pieni e possiamo cambiarle con denaro. È un lavoro in più, ma ripaga", conclude.

"Non possiamo lasciare che vada in rovina"

Dall’inizio di agosto c’è un cassone presso la Junta de Freguesia di Ota, ad Alenquer, nel distretto di Lisbona, dove i residenti possono lasciare le bottiglie di plastica vuote. Nel centro della freguesia è comparso anche un cassone da mille litri a disposizione per le bottiglie. Il cassone si è riempito in pochi giorni.

"Dato che la partecipazione è grande, stiamo pensando di posizionare altri due cassoni, uno a ciascuna estremità della freguesia", spiega Nelson Mota.

Nelson è cresciuto a Ota e mantiene un forte legame con il paese. Fa parte di Guarda à Casa, un movimento civico (fonte in portoghese) che vuole recuperare l’edificio dove vivevano le guardie forestali della Serra da Ota.

"Abbiamo deciso che possiamo fare qualcosa, non possiamo lasciare che questo edificio vada in rovina", spiega. "Se le entità competenti non riescono a intervenire, perché quest’anno con i diluvi che ci sono stati è normale che i comuni non riescano ad aiutare certi progetti".

Finché non è emersa l’idea di usare il sistema di ritorno delle bottiglie Volta per raccogliere denaro.

"Volta è un modo semplice per raccogliere un po’ di soldi. Non sono cifre sostanziose, ma quei soldi che servono per iniziare a organizzare qualche evento".

Oltre ai cassoni, il gruppo conta anche sulla collaborazione dell’Associação Recreativa e Desportiva, che sta donando le bottiglie del bar. I membri del movimento civico stanno raccogliendo bottiglie anche tra amici e sul lavoro e poi, personalmente, recuperano il denaro alle macchine del Volta.

"Ieri personalmente ho fatto un deposito, sono stati 11,60 euro. In altre parole, 116 bottiglie", spiega Nelson Mota. "Ho consegnato 116 bottiglie, che non mi occupavano spazio in macchina, e senza fatica ho ottenuto 10 euro. Secondo me ne vale la pena, no?", dice a Euronews.

Il successo dell’iniziativa non sorprende Nelson Mota:

"È ovvio che l’iniziativa stia ottenendo una buona accoglienza. Le persone a Ota, quando nasce questo tipo di progetto, cercano sempre di aiutare. Sono fatte così".

"Non immaginavo che diventasse così grande"

Il progetto di Ariela e Alice sta ottenendo successo, soprattutto grazie ai social. Le pagine "Sonho na garrafa" spiegano il processo di raccolta e aggiornano sul numero di bottiglie già accumulate.

"Volevo creare questa pagina social e mostrare il progetto, perché arrivasse lontano e restasse registrato per il suo futuro", dice Karina Lauro, riferendosi al sogno universitario della figlia. "Ma non immaginavo che avrebbe avuto una tale risonanza, perché le persone hanno cominciato ad abbracciarlo."

La pagina Instagram (fonte in portoghese) ha più di 12 mila follower e su TikTok (fonte in portoghese) conta oltre 250 mila "mi piace". Così sempre più persone hanno iniziato a mandare messaggi di incoraggiamento e a voler contribuire, anche dall’estero.

"Quando il pubblico online ha iniziato a vederle, ha cominciato a voler donare anche le bottiglie, a donare il denaro ottenuto dalla loro restituzione", racconta la madre, aggiungendo che accetta donazioni solo se provengono dal cambio di bottiglie.

"C’è una persona in Irlanda che ogni settimana manda qualcosa. In Irlanda il deposito è di 25 centesimi a bottiglia, quindi le cambia lì e manda il denaro alle bambine".

Un altro grande impulso è arrivato dai ristoranti, che hanno voluto aderire al progetto. È la madre stessa che ora raccoglie le bottiglie nei ristoranti, una volta alla settimana.

Fino a metà agosto hanno raccolto oltre 5.300 bottiglie e 537 euro.

**"**Ora però hanno iniziato ad arrivare più messaggi da altri ristoranti, desiderosi di aiutare. Quindi, con l’ingresso dei ristoranti, probabilmente quel numero raddoppierà".

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