Il missile ha colpito una petroliera a 63 miglia nautiche a ovest di Yanbu, incendiandola: è l’ultimo attacco del blocco annunciato dagli Houthi contro l’Arabia Saudita, che mette a rischio l’export quotidiano di milioni di barili di greggio.
I ribelli Houthi dello Yemen hanno dichiarato lunedì che le loro forze hanno colpito una petroliera saudita nel Mar Rosso con un missile balistico. Il gruppo, sostenuto dall'Iran, continua a perseguire un blocco marittimo dello stretto di Bab el-Mandeb, un'altra arteria cruciale per la navigazione globale.
"L'attacco è stato preciso e diretto, ha provocato un incendio a bordo della nave e ha costretto diverse altre imbarcazioni presenti nell'area bersaglio a fuggire", hanno dichiarato gli Houthi in un comunicato.
"Questo attacco rientra nell'attuazione della decisione delle Forze armate di vietare la navigazione marittima al nemico saudita".
L'annuncio degli Houthi è arrivato poche ore dopo che un'agenzia marittima britannica aveva riferito che una petroliera, colpita da un "proiettile sconosciuto", aveva preso fuoco al largo della costa saudita sul Mar Rosso.
"Il responsabile della sicurezza della compagnia ha riferito che una petroliera è stata colpita da un proiettile sconosciuto, che ha provocato un incendio sul ponte principale dell'unità", ha dichiarato la United Kingdom Maritime Trade Operations.
"Tutto l'equipaggio è in salvo e al completo e non sono stati segnalati impatti ambientali", ha aggiunto.
L'incidente è avvenuto 63 miglia nautiche a ovest della città saudita di Yanbu, ha precisato l'agenzia. Yanbu si trova a centinaia di chilometri a nord dello Yemen.
La società britannica di sicurezza marittima Vanguard Tech ha inoltre riferito che una nave battente bandiera saudita è stata colpita da un missile e ha preso fuoco.
Lo stretto di Bab al-Mandeb, che collega la parte meridionale del Mar Rosso al Golfo di Aden e all'Oceano Indiano, convoglia circa il 12% del commercio marittimo mondiale.
Gli Houthi lo hanno pesantemente destabilizzato con la loro campagna contro le navi legate a Israele durante la guerra tra Israele e Hamas a Gaza, sostenendo che si tratta di un gesto di sostegno ai palestinesi.
La campagna sul Bab el-Mandeb arriva in un momento in cui lo stretto di Hormuz, l'altro punto di strozzatura cruciale del Golfo, resta sotto blocco dopo la prosecuzione della guerra tra Stati Uniti e Iran, seguita al crollo dell'accordo provvisorio tra le due parti.
Secondo le indiscrezioni, gli Houthi hanno avviato colloqui con Teheran per introdurre un pedaggio sulle navi cargo che transitano nello stretto, sul modello di quello che l'Iran sta valutando per Hormuz.
La tensione sale
Il gruppo, ufficialmente noto come Ansar Allah, ha iniziato ad attaccare le navi dell'Arabia Saudita dopo aver proclamato il mese scorso un blocco marittimo contro il Paese.
Le ostilità sono esplose a luglio, dopo che il gruppo ha accolto un aereo iraniano nella capitale yemenita Sana'a, innescando una serie di attacchi reciproci.
Dall'inizio dell'ultima ondata di combattimenti, gli Houthi hanno colpito petroliere saudite nel Mar Rosso e attaccato le forze del governo yemenita.
Hanno inoltre preso di mira più volte le infrastrutture petrolifere e gli aeroporti sauditi.
Riad ha risposto con raid aerei contro postazioni militari e infrastrutture degli Houthi a Hodeidah, il principale porto yemenita sul Mar Rosso.
Il blocco ha messo in pericolo la capacità dell'Arabia Saudita di esportare milioni di barili di petrolio greggio al giorno.
Il 31 luglio Riad ha annunciato una nuova coalizione multinazionale per la difesa marittima: 14 Paesi, tra cui Pakistan, Turchia ed Egitto, hanno firmato una dichiarazione istitutiva per proteggere la navigazione nel Mar Rosso.
Coinvolto da oltre un decennio in una propria guerra, lo Yemen è diventato l'ultimo Paese a essere trascinato nel conflitto con l'Iran il mese scorso, quando gli Houthi hanno fatto saltare la tregua del 2022 con il governo riconosciuto a livello internazionale.
Gli Houthi, saliti al potere alla fine del 2014 dopo aver preso Sana'a e conquistato il palazzo presidenziale e siti militari strategici, costringendo il governo yemenita all'esilio, fanno parte del cosiddetto Asse della Resistenza guidato da Teheran.
L'Asse è una rete informale di gruppi militanti attivi in diversi Paesi della regione, tra cui Hezbollah in Libano, Hamas a Gaza e milizie in Iraq, tutti sostenuti, addestrati e armati in varia misura dall'IRGC.
Pur non controllando il tratto di costa yemenita affacciato sul Bab el-Mandeb, gli Houthi mantengono posizioni a meno di 100 chilometri di distanza.