Il ministro della Giustizia Gürlek ha annunciato blitz in 63 indirizzi in sei città turche e procedimenti contro 49 indagati accusati di aver bloccato gli appuntamenti per i visti Schengen con software “bot”
In Turchia è stata lanciata un'operazione contro società e privati che, secondo le indagini, utilizzavano software "bot" per bloccare gli appuntamenti nelle richieste di visto Schengen e ne traevano profitti illeciti.
Il ministro della Giustizia turco Akın Gürlek ha dichiarato martedì su X che, nell'ambito dell'inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Istanbul, sono state condotte operazioni simultanee in 63 indirizzi a Istanbul, Ankara, Antalya, Balıkesir, Bursa e Izmir e sono stati avviati procedimenti giudiziari per arrestare 49 sospetti.
"È stato indagato il comportamento di alcune persone e società che, sotto il nome di consulenza per i visti, accedevano tramite software denominati "bot" ai sistemi di prenotazione online dei consolati e delle agenzie autorizzate, bloccando in massa gli appuntamenti e rendendo di fatto impossibile ai nostri cittadini ottenere direttamente una data", ha dichiarato Gürlek.
"Nell'ambito dell'inchiesta sono emersi elementi importanti secondo cui, promettendo il rilascio del visto o l'ottenimento di un appuntamento entro determinati tempi, venivano richieste ai cittadini somme elevate a titolo di "software", "consulenza" e "spese di servizio". Nei casi in cui i servizi promessi non venivano forniti, non si procedeva al rimborso e i dati personali dei richiedenti venivano trasferiti a sistemi digitali privati", ha spiegato il ministro.
Controlli dei flussi finanziari, "movimenti per oltre 2 miliardi"
Gürlek ha precisato che il controllo finanziario copre il periodo gennaio 2024-luglio 2026.
Il ministro ha aggiunto che "dalle verifiche effettuate dal Consiglio di controllo fiscale del nostro Ministero del Tesoro e delle Finanze è emerso che, nel periodo gennaio 2024-luglio 2026, sui conti riconducibili alle strutture societarie oggetto dell'inchiesta si sono registrati movimenti di denaro per oltre 2 miliardi e 841 milioni di lire turche (circa51,5 milioni di euro) e sono stati incassati circa 918 milioni di lire turche (16,7 milioni di euro) da più di 41 mila persone. È stato inoltre accertato che una parte significativa degli incassi è stata indirizzata sui conti dei soci e dei dipendenti delle società e che vi sono intensi movimenti di contante, cripto-attività e metalli preziosi".
Il ministro Gürlek ha aggiunto che proseguono anche gli esami sui materiali digitali e sui documenti sequestrati durante le perquisizioni.
Ottenere un appuntamento per il visto Schengen è sempre più difficile e molti richiedenti si rivolgono alle società intermediarie in cerca di una soluzione. Queste aziende chiedono pagamenti aggiuntivi in cambio della possibilità di trovare più facilmente una data disponibile e di accelerare la procedura di rilascio del visto.
Negli ultimi tempi queste strutture sono finite al centro dell'attenzione per accuse di irregolarità. Tuttavia, nella normativa vigente a tutela dei consumatori non esiste una disciplina specifica sui servizi di intermediazione per i visti in materia di prezzi, rimborsi e obblighi di informazione.
Mentre la crisi degli appuntamenti per i visti Schengen e i sospetti sulle società intermediarie sono arrivati all'ordine del giorno del Parlamento, il governo a giugno aveva annunciato l'avvio di verifiche su sette aziende.