Il presidente Erdoğan ha detto che il premier iracheno Zeydi gli ha offerto 1 milione di barili di petrolio al giorno: "Così non dipenderemo da altri; quando quel petrolio arriverà qui, copriremo il fabbisogno"
La Turchia e l'Iraq rafforzano la loro alleanza strategica con un'intesa destinata a ridisegnare gli equilibri energetici della regione. Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha ricevuto ad Ankara il primo ministro iracheno Ali Zeydi, in visita ufficiale, annunciando al termine dell'incontro un accordo che prevede la fornitura alla Turchia di un milione di barili di petrolio al giorno, oltre a una cooperazione sempre più stretta nei settori della sicurezza, delle infrastrutture, del gas naturale e della gestione delle risorse idriche.
L'intesa arriva in una fase particolarmente delicata per il Medio Oriente, segnata dalle tensioni tra Stati Uniti e Iran e dalle persistenti limitazioni al traffico marittimo nello stretto di Hormuz, uno dei principali snodi mondiali per l'esportazione di greggio.
Il maxi accordo energetico
Nel corso della conferenza stampa congiunta, Erdoğan ha rivelato che il premier iracheno gli ha proposto di incrementare in maniera significativa le forniture di petrolio.
"Possiamo fornire alla Turchia un milione di barili di petrolio al giorno, senza che dobbiate dipendere da altri Paesi", avrebbe detto Zeydi durante il colloquio.
Il presidente turco ha accolto con favore la proposta, sottolineando che un simile volume di importazioni consentirebbe ad Ankara di coprire una parte consistente del proprio fabbisogno energetico, riducendo la dipendenza da altri fornitori internazionali.
L'intesa si inserisce nella strategia turca di rafforzare la sicurezza energetica attraverso una cooperazione sempre più stretta con il vicino iracheno.
Petrolio, gas e oleodotti
Uno dei dossier principali riguarda l'oleodotto Kirkuk-Ceyhan, il collegamento che trasporta il petrolio iracheno fino al porto turco di Ceyhan, sul Mediterraneo.
All'inizio di luglio i due Paesi hanno prorogato per dodici mesi l'accordo sull'infrastruttura e puntano ora ad aumentarne la capacità, estendendo il trasporto anche al greggio proveniente da Bassora, nel sud dell'Iraq.
Sul tavolo c'è inoltre il progetto per utilizzare il territorio turco come corridoio per il gas naturale destinato alle centrali elettriche irachene, molte delle quali oggi operano al di sotto delle proprie capacità proprio a causa della carenza di combustibile.
Sicurezza e lotta al PKK
L'incontro ha affrontato anche i temi della sicurezza regionale e della cooperazione nella lotta al terrorismo.
Erdoğan ha ribadito la disponibilità della Turchia a fornire all'Iraq prodotti dell'industria della difesa e ha chiesto a Baghdad di compiere un ulteriore passo nei confronti del PKK, già dichiarato "organizzazione vietata" dalle autorità irachene.
Ankara auspica infatti che il governo iracheno classifichi formalmente il PKK come organizzazione terroristica, rafforzando così la collaborazione già avviata attraverso il Centro congiunto di coordinamento per la sicurezza istituito a Baghdad.
Il PKK è considerato un'organizzazione terroristica dall'Unione europea, dagli Stati Uniti, dal Regno Unito, dalla Francia, dalla Turchia e da numerosi altri Paesi.
Il Corridoio di sviluppo da 17 miliardi di dollari
Tra i progetti strategici figura anche il Kalkınma Yolu, il cosiddetto Corridoio di sviluppo.
L'opera, dal valore di 17 miliardi di dollari, collegherà il porto di Bassora all'Europa attraversando il territorio turco, trasformandosi in una nuova rotta commerciale alternativa per merci ed energia.
Secondo Zeydi, i lavori hanno ricevuto un nuovo impulso, mentre Ankara sostiene che il progetto sia ormai nella fase conclusiva della pianificazione. L'obiettivo è definire il finanziamento e avviare i cantieri entro la fine del 2026.
Cooperazione anche sulla gestione dell'acqua
L'intesa tra Ankara e Baghdad non riguarda soltanto energia e sicurezza.
Dal 1° settembre 2026 entrerà infatti in vigore un nuovo accordo sulla gestione delle acque dei fiumi Tigri ed Eufrate, approvato dal Parlamento iracheno.
I due Paesi realizzeranno progetti comuni per infrastrutture idriche e dighe, finanziati attraverso un fondo alimentato da una quota dei proventi derivanti dalle esportazioni di petrolio iracheno verso la Turchia.
Le imprese turche saranno chiamate a svolgere un ruolo centrale nella realizzazione delle opere.
Una partnership sempre più strategica
Per il premier Ali Zeydi, entrato in carica lo scorso maggio, la visita ad Ankara rappresenta la terza missione internazionale dopo quelle negli Stati Uniti e in Iran, confermando la volontà di mantenere saldo il rapporto con la Turchia.
L'obiettivo di entrambi i governi è consolidare il partenariato strategico costruito negli ultimi anni, ampliando la cooperazione in ambiti che spaziano dall'energia ai trasporti, dalla sicurezza alla gestione delle risorse naturali.
L'intesa annunciata ad Ankara potrebbe così trasformare la relazione tra i due Paesi in uno dei pilastri dei nuovi equilibri economici ed energetici del Medio Oriente.