Gli incontri cercano un difficile equilibrio nella politica estera di Washington, che cerca di mediare la pace in Ucraina pur essendo stata l’artefice dell’intervento militare in Medio Oriente
Donald Trump affronta una delle giornate più delicate della sua politica estera ospitando alla Casa Bianca, in due incontri consecutivi, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. I due faccia a faccia arrivano in un momento di forte tensione internazionale e rappresentano un banco di prova per la strategia dell'amministrazione americana sui due principali scenari di crisi: la guerra tra Russia e Ucraina e le tensioni in Medio Oriente.
Il presidente ucraino è il primo a essere ricevuto nello Studio Ovale, con l'obiettivo di ottenere rassicurazioni sul sostegno degli Stati Uniti a Kiev, mentre il successivo colloquio con Netanyahu è incentrato soprattutto sull'Iran, sulla sicurezza regionale e sul futuro di Gaza.
Zelensky cerca garanzie sul sostegno americano
L'incontro tra Trump e Zelensky arriva mentre il conflitto in Ucraina continua a intensificarsi. Nelle ultime ore Mosca ha denunciato un massiccio attacco con oltre 390 droni ucraini contro la regione della capitale russa, che avrebbe provocato danni ad alcuni edifici residenziali. Allo stesso tempo anche la Russia ha proseguito i propri bombardamenti sul territorio ucraino.
Alla vigilia della visita, Zelensky ha dichiarato di sperare che Washington continui a sostenere il suo Paese e che sia possibile arrivare a "una pace dignitosa". Il presidente ucraino discuterà con Trump sia della situazione militare sia delle prospettive diplomatiche.
Negli ultimi mesi i rapporti tra i due leader hanno mostrato segnali di miglioramento dopo una fase caratterizzata da forti tensioni. Dal ritorno di Trump alla Casa Bianca, gli Stati Uniti hanno ridotto le forniture dirette di armamenti all'Ucraina, privilegiando il programma PURL, attraverso il quale i Paesi europei acquistano sistemi d'arma prodotti negli Stati Uniti per poi trasferirli a Kiev.
Washington, tuttavia, continua a garantire un sostegno strategico fondamentale attraverso la condivisione di intelligence e l'accesso alla rete satellitare Starlink, ritenuta essenziale per le comunicazioni delle forze armate ucraine.
Netanyahu porta sul tavolo il dossier Iran
Dopo Zelensky sarà la volta del premier israeliano Benjamin Netanyahu, al suo primo incontro diretto con Trump dopo la guerra con l'Iran, un conflitto che ha modificato gli equilibri dell'intera regione e riportato Teheran al centro delle priorità della diplomazia americana.
Prima della partenza per Washington, Netanyahu ha definito il vertice "una grande responsabilità", spiegando che il confronto riguarderà innanzitutto l'Iran ma anche tutte le principali questioni di sicurezza che interessano Israele.
"Il nostro obiettivo è tutelare la nostra sicurezza e ampliare anche il cerchio della pace intorno a noi", ha affermato il premier israeliano.
L'incontro servirà anche a ricucire i rapporti personali tra i due leader, incrinatisi nei mesi scorsi durante le discussioni sul cessate il fuoco con Teheran. Dopo alcune critiche pubbliche da parte di Trump, entrambi hanno successivamente cercato di ridimensionare le divergenze.
Sul tavolo anche Libano e ricostruzione di Gaza
Oltre al dossier iraniano, Trump e Netanyahu discuteranno dell'attuazione dell'accordo sostenuto dagli Stati Uniti tra Israele e Libano e delle prospettive per la ricostruzione della Striscia di Gaza.
Il territorio palestinese resta devastato dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023 condotti da Hamas contro Israele e la successiva offensiva militare israeliana, che ha trasformato la ricostruzione in una delle principali sfide diplomatiche e umanitarie della regione.
Con i due vertici di oggi, Trump tenta dunque di rafforzare il ruolo degli Stati Uniti come protagonista dei negoziati internazionali, cercando un equilibrio tra pressione diplomatica, sostegno agli alleati e deterrenza militare in due dei teatri più instabili del mondo.