Gravi incendi stanno devastando l'Andalusia. L'orografia complessa e intense raffiche di vento rendono difficili lo spegnimento e i soccorsi. Polemica sulla non attivazione del servizio di allerta sui cellulari dei cittadini. Al momento risultano 12 vittime e 23 dispersi
Un devastante incendio boschivo nel comune di Los Gallardos, in provincia di Almería, ha causato la morte di 12 persone, diventando uno dei disastri più tragici in Andalusia degli ultimi anni. I dispersi sono al momento 23.
"Ho appena avuto un colloquio con il presidente della Giunta di Andalusia, Juanma Moreno. Lavoriamo dal primo momento con la massima collaborazione tra le istituzioni per far fronte a questa tragedia".
Così il premier spagnolo, Pedro Sanchez, in un messaggio su X in cui assicura che "tutti i mezzi materiali e umani del Governo di Spagna sono già dispiegati per ottenere l'estinzione dell'incendio a Los Gallardos e l'assistenza alle persone colpite".
Sanchez ha ribadito "il cordoglio alle famiglie delle persone decedute e la nostra solidarietà a tutti gli abitanti" delle zone colpite dal drammatico rogo ancora fuori controllo, che si è sviluppato ieri, probabilmente per la caduta di un cavo elettrico.
Tuttavia, l'ente nazionale Red Electrica ha escluso si tratti di cavi di sua proprietà. Così come i tecnici della compagnia Endesa (partecipata Enel), che alle 2:00 di questa mattina hanno compiuto un sopralluogo nella zona ed hanno escluso che la linea - peraltro non attiva - fosse di sua responsabilità, in quanto appartenente a un ristorante e una casa abbandonati.
Perché l'incendio in Andalusia si è prorogato tanto velocemente
L'incendio, scoppiato giovedì pomeriggio, si è propagato rapidamente a causa delle avverse condizioni meteorologiche, costringendo all'evacuazione di diverse località vicine.
Secondo quanto riportato dal servizio di emergenza andaluso 112, alcune delle vittime sono state trovate all'interno di veicoli avvolti dalle fiamme mentre tentavano di fuggire dalla zona. Le autorità non hanno ancora reso note le loro identità né le circostanze specifiche del decesso.
Antonio Sanz, consigliere della Presidenza, degli Interni, del Dialogo Sociale e della Semplificazione Amministrativa presso il Governo Regionale dell'Andalusia, ha dichiarato che la maggior parte – o addirittura tutte – le vittime potrebbero essere cittadini stranieri.
Secondo la sua ricostruzione, i deceduti si erano allontanati dal percorso di evacuazione designato dai servizi di emergenza e avevano cercato una via d'uscita alternativa attraverso il letto di un fiume, una decisione che si è poi trasformata in una "trappola" quando sono stati travolti dalle fiamme.
Come è stato dato l'allarme per l'incendio in Andalusia
Il presidente della giunta dell'Andalusia Juanma Moreno ha anche spiegato che le fiamme, inizialmente circoscritte, "si sono rapidamente propagate verso nord alimentate dal vento di oltre 50 km orari, avanzando su un fronte di 15 km in appena due ore".
Il presidente andaluso ha assicurato che il sindaco e le autorità locali "hanno dato avviso ai residenti delle case disseminate nella zona, bussando porta a porta", anche se alcuni abitanti "non hanno fatto caso all'allarme" scegliendo di restare nelle abitazioni per proteggere i propri beni.
E ha giustificato il fatto di non aver lanciato l'allerta con il sistema 'Es-alert' sui cellulari, perché "avrebbe provocato confusione, dato che "alcune zona dovevano essere evacuate, in altri casi i residenti dovevano confinarsi in casa e le rotte di evacuazione non erano uguali per tutti". Moreno ha inoltre aggiunto che il rogo ha danneggiato tre ripetitori delle linee telefoniche.
Al momento le fiamme hanno distrutto almeno 3.200 ettari di boscaglia. "Si sono estese come la polvere da sparo nella zona a nord di Los Gallardos, dove abbondano pinete e la boscaglia completamente secca a causa delle ultime ondate di calore" estremo, ha spiegato ancora il governatore andaluso.
E con un'orografia complessa, piena di scarpate, che rende difficile l'arrivo di mezzi pesanti, per circoscrivere il perimetro dell'incendio. "Purtroppo le previsioni meteo indicano raffiche di vento ancora più intense, che complicano ulteriormente le operazioni", ha aggiunto Juanma Moreno, nel confermare che sul fronte del fuoco sono mobilitate oltre 500 persone, 220 militari dell'Ume, protezione civile, guardia forestale e Guardia Civil, oltre a una quindicina di mezzi antincendi aerei.
Quanti soccorritori sono stati inviati in Almería
L'avanzare dell'incendio ha costretto all'attivazione del Livello 2 del Piano Andaluso di Emergenza Incendi Boschivi (INFOCA), nonché all'evacuazione preventiva di centinaia di residenti di Bédar e di altre zone limitrofe.
Oltre cento persone provenienti dal Piano INFOCA, dalla Guardia Civile, dai vigili del fuoco, dalla Protezione Civile e dall'Unità di Emergenza Militare (UME) stanno partecipando alle operazioni di spegnimento e continuano a lavorare per domare l'intenso incendio.