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Porsche, ritorno della Cayenne a Lipsia: ai lavoratori rischi di tagli salariali

Cayenne S Electric con pacchetto stile per gli interni
Cayenne S Electric con pacchetto di stile per gli interni Diritti d'autore  Porsche Newsroom
Diritti d'autore Porsche Newsroom
Di Verena Schad
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Il Cayenne dovrebbe tornare a essere prodotto in Germania. Ma il trasferimento della produzione a Lipsia sembra avere un costo elevato: i dipendenti dovranno rinunciare a parte dello stipendio.

Porsche sta lavorando a una profonda ristrutturazione della propria produzione. Come riportato per prima dalla Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ), la produzione del modello di punta Cayenne dovrebbe essere trasferita interamente da Bratislava, in Slovacchia, a Lipsia. Lì il SUV dovrebbe in futuro uscire dalle linee di montaggio in tutte le varianti di motorizzazione.

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Porsche vuole salvare lo stabilimento di Lipsia

Per lo stabilimento in Sassonia sarebbe una prospettiva importante per il futuro. Sullo sfondo ci sono le attuali sovracapacità in casa Porsche. Sia l’impianto per i SUV a Lipsia sia lo stabilimento principale di Stoccarda-Zuffenhausen risultano sottoutilizzati.

Ma i piani sembrano legati a una condizione decisiva. Secondo le informazioni della FAZ, il trasferimento sarebbe possibile solo se i dipendenti accettassero significativi tagli ai salari. I costi del personale in Slovacchia sono nettamente inferiori a quelli in Germania. Per riportare la produzione a Lipsia in modo economicamente sostenibile, queste differenze dovrebbero essere almeno in parte compensate.

Il comitato aziendale centrale avrebbe confermato che sono in corso colloqui con l’azienda. Il presidente del consiglio di fabbrica, Ibrahim Aslan, ha spiegato che diversi punti restano ancora aperti. L’obiettivo è arrivare il più rapidamente possibile a una soluzione, ma al momento non è chiaro quando si potrà raggiungere un accordo.

Porsche, da parte sua, non ha voluto commentare i piani concreti di trasferimento, ma secondo il quotidiano ha comunque confermato l’esistenza di negoziati con i rappresentanti dei lavoratori.

Prosegue la politica di risparmio

Il possibile rientro della produzione del Cayenne in Germania rientra in una più ampia riorganizzazione del costruttore di auto sportive. Già negli scorsi mesi, centinaia di contratti a tempo determinato non sono stati rinnovati. Entro agosto dovrebbero inoltre essere eliminati circa 200 posti attraverso accordi di risoluzione consensuale e indennità di uscita. Inoltre fino a 400 dipendenti potrebbero essere trasferiti temporaneamente nello stabilimento Volkswagen di Wolfsburg.

L’amministratore delegato Michael Leiters ha già motivato la politica di risparmio con il difficile contesto di mercato. In un’intervista alla Leipziger Volkszeitung ha dichiarato: «La pressione costante sull’industria automobilistica richiede misure decise anche da parte di Porsche». Allo stesso tempo ha ribadito esplicitamente il suo impegno nei confronti della Germania e dello stabilimento di Lipsia.

La crisi delle vendite mette Porsche sotto pressione

La ristrutturazione avviene sullo sfondo di una situazione economica difficile. A pesare sono soprattutto le deboli vendite in Cina, l’impatto dei dazi statunitensi e gli elevati investimenti per il riposizionamento dell’azienda. Nel primo trimestre del 2026 le consegne a livello mondiale sono diminuite sensibilmente. Già in precedenza il costruttore di auto sportive aveva annunciato un forte crollo degli utili per l’esercizio 2025.

Con il trasferimento della produzione del Cayenne a Lipsia, Porsche potrebbe migliorare nel lungo periodo il grado di utilizzo del suo stabilimento tedesco. Ciò sarà però probabilmente possibile soltanto se azienda e forza lavoro troveranno un accordo su dolorose concessioni.

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