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Mondiali 2026: 50 anni dei rigori e del cucchiaio alla Panenka

Anche la finale di Champions League PSG-Arsenal a Budapest, il 30 maggio 2026, si è decisa ai rigori.
Anche la finale di Champions League PSG-Arsenal a Budapest del 30 maggio 2026 è stata decisa ai rigori Diritti d'autore  Petr Josek/Copyright 2026 The AP. All rights reserved
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Di Peter Kristof
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Quel rigore allora considerato rivoluzionario fu calciato dal cecoslovacco Antonin Panenka nel primo spareggio ai rigori di un grande torneo, il 20 giugno 1976. Nel Mondiale in corso potrebbero teoricamente esserci 32 serie di rigori.

Esattamente cinquant'anni fa, per la prima volta, una partita di un grande torneo di calcio venne decisa ai rigori. Nella finale dell'Europeo 1976 la Germania Ovest e la Cecoslovacchia non riuscirono a superarsi: tempi regolamentari e supplementari finirono 2-2.

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La partita, e con essa il titolo europeo, fu decisa con i calci di rigore, una procedura che oggi è la norma ma che allora rappresentava una novità. In precedenza, dopo incontri di questo tipo si ricorreva a una ripetizione della gara oppure al sorteggio: un esempio classico è la fase finale a quattro dell'Europeo disputato otto anni prima.

Agli Europei del 1968 in Italia, la semifinale Italia–Unione Sovietica si chiuse sullo 0-0. Dopo i supplementari, a decidere chi sarebbe andato in finale fu il lancio della monetina, che premiò gli azzurri. Neppure la finale fu semplice: al punto che il titolo si assegnò solo due giorni dopo il primo fischio d'inizio.

L'Italia pareggiò 1-1 con la Jugoslavia, o meglio, la partita non si concluse davvero, perché la finale venne rigiocata due giorni più tardi. Nella ripetizione gli azzurri furono nettamente superiori, vinsero 2-0 e si laurearono campioni d'Europa.

Non è escluso che, dopo quanto accaduto a Napoli e a Roma, i dirigenti del calcio internazionale abbiano cominciato a pensare che fosse necessario intervenire.

Che decidano i rigori

Da qui nacque la decisione di sostituire per le squadre, gli organizzatori, i tifosi – insomma, per tutti – le complicate ripetizioni delle partite con i calci di rigore. Le gare che, dopo i tempi supplementari di 2 volte 15 minuti, erano ancora in parità dovevano essere decise dal dischetto.

Il primo duello dal dischetto entrò nella storia del calcio non solo perché fu il primo, ma anche perché si presentò un giocatore che trasformò il rigore in un modo mai visto, quasi sfacciato.

La nazionale di calcio della Cecoslovacchia prima della finale dell'Europeo contro la Germania Ovest a Belgrado il 20 giugno 1976 (Antonin Panenka terzo da destra)La nazionale di calcio della Cecoslovacchia prima della finale dell'Europeo contro la Germania Ovest a Belgrado il 20 giugno 1976 (Antonin Panenka terzo da destra)

La nascita del rigore alla Panenka

La serie di rigori tra Cecoslovacchia e Germania Ovest procedette senza scosse per un po': nelle prime tre esecuzioni da una parte e dall'altra – Masny, Nehoda e Ondrus per i cecoslovacchi, Bonhof, Flohe e Bongartz per i tedeschi – andarono tutti a segno. Anche Jurkemik trasformò il suo penalty nel giro successivo, mentre Uli Hoeness sbagliò, calciando alto sopra la traversa.

Toccò allora ad Antonin Panenka. Se il centrocampista del Bohemians Praga, allora 27enne, avesse segnato, sarebbe stato tutto deciso. In caso contrario i tedeschi avrebbero avuto un'altra chance per pareggiare.

Davanti a Panenka, sulla linea di porta, c'era probabilmente il miglior portiere del mondo, il campione del mondo ed europeo Sepp Maier, che cerca di intuire dove sarebbe stata calciata la palla. Decide per la sua sinistra e si tuffa da quella parte, ma Panenka, con un tocco morbido sotto il pallone lo scavalca e lo piazza al centro della porta.

Chi aveva mai visto una cosa del genere?

All'epoca nessuno. La Cecoslovacchia divenne campione d'Europa e quel modo di calciare il rigore fu battezzato con il suo nome: rigore alla Panenka. Un riconoscimento tutt'altro che comune: nella storia del calcio non se ne contano molti. In Ungheria, ad esempio, fu davvero noto soltanto un altro termine coniato da un nome proprio, la 'robinzonád', usato per indicare una parata spettacolare, che richiamava il portiere inglese Jack Robinson, in nazionale a cavallo tra Ottocento e Novecento.

Antonin Panenka, campione d'Europa con la Cecoslovacchia, al sorteggio dell'Europeo 2016 a Parigi il 12 dicembre 2015Antonin Panenka, campione d'Europa con la Cecoslovacchia, al sorteggio dell'Europeo 2016 a Parigi il 12 dicembre 2015

Tre finali mondiali decise ai rigori

Sei anni dopo quella serie del 1976, i rigori decisivi debuttarono anche ai Mondiali. Nella semifinale del Mondiale 1982 in Spagna, la Germania Ovest eliminò in questo modo la Francia. Da allora si sono disputati numerosi altri duelli dal dischetto e vale la pena ricordare che ben tre finali mondiali sono state decise ai rigori.

Nel 1994 il Brasile divenne campione del mondo superando l'Italia ai rigori dopo lo 0-0 nei tempi regolamentari e supplementari. Nel 2006 furono gli azzurri, sull'1-1, a battere la Francia dal dischetto in finale. I francesi non andarono meglio quattro anni fa, nel 2022: sul 3-3 vinse l'Argentina ai rigori.

Il rigore alla Panenka più famoso ai Mondiali: Zidane

Torniamo però alla finale del 2006. Non nella serie dei rigori – perché nel frattempo era stato espulso –, ma ancora nei tempi regolamentari, il francese Zinedine Zidane calciò quello che è forse il rigore alla Panenka più celebre di sempre in una Coppa del Mondo.

Al 7º minuto Zidane si presentò sul dischetto e piazzò il pallone con una precisione millimetrica: la palla colpì la parte inferiore della traversa e, rimbalzando verso il basso, oltrepassò la linea di porta senza nemmeno finire nella rete alle spalle del portiere italiano Gianluigi Buffon.

Di così poco il pallone ha superato la linea di porta dopo il rigore di Zinedine Zidane nella finale mondiale di Berlino 2006 (a terra il portiere italiano Gianluigi Buffon) il 9 luglio 2006Di così poco il pallone ha superato la linea di porta dopo il rigore di Zinedine Zidane nella finale mondiale di Berlino 2006 (a terra il portiere italiano Gianluigi Buffon) il 9 luglio 2006

Non riesce a tutti: Brahim Diaz

È evidente però che il rigore alla Panenka non è affatto un metodo infallibile per trasformare un penalty. Cinquant'anni fa, a parte Sepp Maier e lo stesso Panenka – solo uno o due compagni intuivano cosa sarebbe accaduto –, quasi tutti rimasero sorpresi. Oggi, con la diffusione di questo gesto tecnico, anche i portieri si aspettano che chi va dal dischetto possa tentare un cucchiaio alla Panenka.

È successo per esempio lo scorso gennaio, nella finale della Coppa d'Africa, sullo 0-0: il capocannoniere del torneo, il marocchino Brahim Diaz, ha avuto l'occasione di calciare un rigore davanti al pubblico di casa nei minuti di recupero dei tempi regolamentari, ma il suo tocco sotto si è trasformato in un comodo pallone tra le braccia del portiere senegalese Édouard Mendy.

Il marocchino Brahim Diaz (in rosso) con il pallone durante la partita Brasile–Marocco (1-1) ai Mondiali in corso il 13 giugno 2026Il marocchino Brahim Diaz (in rosso) con il pallone durante la partita Brasile–Marocco (1-1) ai Mondiali in corso il 13 giugno 2026

(Dopo la finale sembrò che quell'errore fosse costato caro al Marocco, perché nei supplementari di 2 volte 15 minuti il Senegal segnò e vinse il trofeo continentale. Tuttavia, già prima del rigore, per protestare contro la decisione arbitrale, i giocatori senegalesi avevano lasciato il campo e, al termine di un lungo contenzioso legale, il Senegal è stato privato della vittoria e il Marocco è stato proclamato vincitore della Coppa d'Africa.)

Ci sono anche imitatori ungheresi: Szoboszlai

Oggi si vedono rigori alla Panenka in tutto il mondo, a ogni livello, e naturalmente anche sui campi ungheresi.

Di recente, Dominik Szoboszlai, con la maglia della nazionale, nella partita di Nations League contro la Germania ha scelto proprio questa soluzione (fonte in ceco), con cui – nei minuti di recupero dei tempi regolamentari – ha fissato sull'1-1 il risultato del match, alla Puskás Aréna di Budapest, nel novembre 2024.

Dominik Szoboszlai dopo aver pareggiato su rigore nella partita di Nations League Ungheria–Germania (1-1) alla Puskás Aréna di Budapest il 18 novembre 2024Dominik Szoboszlai dopo aver pareggiato su rigore nella partita di Nations League Ungheria–Germania (1-1) alla Puskás Aréna di Budapest il 18 novembre 2024

Considerato che la nazionale ungherese non si è qualificata, ai Mondiali Szoboszlai non potrà ripetere il suo numero. È molto probabile però che Panenka trovi comunque dei seguaci anche ai Mondiali organizzati congiuntamente da Stati Uniti, Messico e Canada.

In teoria 32 partite dei Mondiali possono essere decise ai rigori

Poiché la fase a eliminazione diretta – che inizia il 28 giugno, cioè tra poco più di una settimana – per la prima volta nella storia dei Mondiali prende il via con gli spareggi per l'accesso agli ottavi, insieme a ottavi, quarti, semifinali, finale per il terzo posto e finale ci saranno in totale 32 incontri che, in teoria, potrebbero essere decisi ai rigori in questo Mondiale.

Non conviene puntare grosse somme né sul fatto che accada in tutte queste partite, né sul fatto che non ci sia nemmeno una serie di rigori.

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