La polizia ha dichiarato che il movente non è ancora noto e che finora non ci sono arresti, ma si sospetta un legame con la competizione per l’estrazione mineraria illegale nella zona
Uomini armati hanno fatto irruzione nella notte in un insediamento informale alla periferia di Johannesburg, in Sudafrica, uccidendo 12 persone in quella che le autorità definiscono l’ennesima sparatoria di massa in un Paese segnato da un’elevata diffusione di armi e da una violenza criminale diffusa.
L’attacco è avvenuto poco prima della mezzanotte di martedì nel quartiere di Jumpers, una baraccopoli costruita con lamiera e legno, situata vicino a zone dove si concentrano attività di estrazione mineraria illegale. Secondo la polizia sudafricana, circa una decina di aggressori sarebbe stata trasportata sul posto in auto prima di scatenare l’assalto.
I sospetti, arrivati da entrambe le entrate dell’insediamento, avrebbero aperto il fuoco simultaneamente su più punti della comunità, colpendo residenti e minatori informali prima di fuggire con lo stesso veicolo utilizzato per l’arrivo.
“Le indagini preliminari rivelano che 12 persone sono morte in seguito all’attacco”, ha dichiarato il colonnello Dimakatso Nevhuhulwi, confermando che otto uomini adulti e tre donne sono stati trovati morti sul posto, mentre una quarta vittima è deceduta in ospedale.
Le autorità non hanno ancora identificato un movente ufficiale, ma gli investigatori sospettano un collegamento con la criminalità legata alle miniere illegali nella zona, situata a circa sei chilometri dal centro di Johannesburg e vicino a vecchi siti auriferi abbandonati.
Il commissario provinciale della polizia, il tenente generale Tommy Mthombeni, ha definito l’episodio “spietato e barbaro”, sottolineando come l’area sia da tempo al centro di conflitti legati all’estrazione clandestina. Solo tre settimane fa, la polizia aveva condotto un’operazione nella stessa zona sequestrando armi e munizioni e arrestando tre persone.
Le miniere illegali rappresentano un fenomeno diffuso in Sudafrica: migliaia di minatori informali, spesso provenienti anche dal vicino Lesotho, lavorano in condizioni estremamente pericolose nei pozzi abbandonati delle ex miniere d’oro. Questi minatori, noti localmente come “zama zamas”, sono spesso coinvolti in dinamiche di criminalità organizzata e conflitti territoriali.
Secondo le autorità, l’attacco potrebbe essere legato alla competizione per il controllo delle attività di estrazione illegale, una fonte di reddito contesa da gruppi criminali. Non risultano al momento arresti.
La violenza armata in Sudafrica resta un problema strutturale, alimentato dalla circolazione di armi legali e illegali e dalla presenza di gang organizzate. Il presidente Cyril Ramaphosa ha più volte definito la criminalità violenta una delle principali minacce alla sicurezza nazionale.
Non è la prima volta che episodi simili colpiscono le comunità minerarie informali: già in passato, scontri tra bande legate all’estrazione clandestina hanno provocato decine di vittime nelle township intorno a Johannesburg, confermando la persistenza di un conflitto che intreccia povertà, illegalità e controllo delle risorse minerarie.