Newsletter Newsletters Events Eventi Podcasts Video Africanews
Loader
Seguiteci
Pubblicità

Perù, elezioni segnate dall’insicurezza: Fujimori avanti su Sánchez

La candidata Keiko Fujimori, del partito Fuerza Popular, saluta dopo aver votato nel secondo turno delle elezioni presidenziali a Lima, in Perù, il 7 giugno.
La candidata Keiko Fujimori, del partito Fuerza Popular, saluta dopo aver votato al secondo turno delle presidenziali a Lima, in Perù, il 7 giugno. Diritti d'autore  Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved
Diritti d'autore Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved
Di Christina Thykjaer Agenzie: AP
Pubblicato il
Condividi Commenti
Condividi Close Button

La candidata conservatrice Keiko Fujimori è in vantaggio su Roberto Sánchez, con oltre metà dei voti scrutinati, in elezioni segnate da timori per criminalità ed economia

L'identità del prossimo presidente del Perù restava sconosciuta diverse ore dopo la chiusura dei seggi elettorali domenica. Nel frattempo le autorità procedevano lentamente con lo scrutinio dei voti per eleggere il nono capo di Stato del Paese in appena dieci anni.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

I dati diffusi dagli organismi elettorali attribuivano un leggero vantaggio alla politica conservatrice Keiko Fujimori sul deputato nazionalista Roberto Sánchez, con il 58% delle schede scrutinate. Una sfida segnata dalla crescente preoccupazione dei cittadini per l’insicurezza e l’aumento della criminalità.

Secondo i risultati provvisori, Fujimori aveva raccolto 5,96 milioni di voti, pari al 52,6%, mentre Sánchez otteneva 5,36 milioni di consensi, il 47,4%. Vista la ristrettezza del margine, il risultato definitivo potrebbe richiedere diversi giorni.

A differenza del primo turno, non si sono registrati incidenti rilevanti tali da ritardare l’apertura o la chiusura dei seggi. Tuttavia, a Lima l’affluenza è sembrata inferiore rispetto alle precedenti consultazioni, con poche code in molti seggi nonostante il voto sia obbligatorio.

Fujimori, figlia dell’ex presidente Alberto Fujimori, deceduto, e Sánchez, stretto alleato dell’ex capo di Stato Pedro Castillo, sono arrivati al ballottaggio dopo essersi imposti su altri 33 candidati alle elezioni di aprile, sebbene nessuno dei due sia riuscito a superare il 20% dei voti. Le autorità elettorali hanno impiegato più di un mese per confermare ufficialmente le loro vittorie in quel primo turno.

L’insicurezza, la principale preoccupazione degli elettori

La criminalità, e in particolare le estorsioni, è rimasta la principale preoccupazione dei cittadini durante la campagna. Un sondaggio nazionale realizzato nel 2025 dall’Istituto nazionale di statistica e informatica (INEI) ha rivelato che l’84% degli abitanti delle aree urbane temeva di diventare vittima di un reato nei 12 mesi successivi.

Gli esperti attribuiscono il crescente potere della criminalità organizzata in Perù ai profitti ottenuti dai gruppi criminali legati all’estrazione illegale d’oro nelle Ande e in Amazzonia. Le proposte dei candidati per combattere la criminalità, però, non sono riuscite a convincere una parte significativa dell’elettorato, che continua ad associare entrambi gli aspiranti a figure politiche controverse.

I risultati ufficiali del primo turno hanno mostrato che Fujimori ha ottenuto il 17% dei voti e Sánchez il 12%. Più di sei settimane dopo, un sondaggio nazionale di Ipsos indicava percentuali di sostegno simili per entrambi, mentre circa tre elettori su dieci restavano indecisi.

Fujimori continua a essere associata all’eredità autoritaria e segnata dalla corruzione del governo di suo padre, Alberto Fujimori, che ha guidato il Perù negli anni Novanta. Nel 1994 è diventata first lady dopo la separazione dei genitori. Sánchez, dal canto suo, è uno degli alleati più stretti dell’ex presidente Pedro Castillo, in carcere e percepito da molti peruviani come una figura legata alla corruzione e all’instabilità politica. Durante i 16 mesi del suo mandato si sono registrati oltre 70 cambi ministeriali.

Magali Quiquia, venditrice ambulante di 44 anni, ha spiegato di aver votato scheda bianca perché nessuno dei candidati la convinceva. «Cinque anni fa Castillo mi ha deluso per la corruzione, e Roberto Sánchez è lo stesso», ha affermato. Ha criticato anche Fujimori, ritenendo che «non abbia fatto nulla», nonostante il suo partito abbia una forte rappresentanza nel Congresso.

Il voto è obbligatorio per i peruviani tra i 18 e i 70 anni. Chi non si reca alle urne rischia multe fino a 32 dollari. Oltre 27 milioni di persone erano chiamate a votare. Di queste, circa 1,2 milioni risiedono all’estero, soprattutto negli Stati Uniti e in Argentina.

Le proposte di Fujimori e Sánchez per combattere la criminalità

Per gran parte della sua quarta campagna presidenziale, Keiko Fujimori ha incentrato il proprio messaggio sulla lotta alla criminalità. Tra le sue proposte figurano l’introduzione di tecnologie per tracciare i casi di estorsione, la militarizzazione delle frontiere e il rafforzamento della presenza di polizia ed esercito nelle aree considerate ad alto rischio.

La candidata, 51 anni, ha promesso anche che, se sarà eletta presidente, i detenuti saranno obbligati a lavorare e a «restituire qualcosa alla società». Nell’unico dibattito tenuto prima del ballottaggio, ha difeso la gestione del padre e ha assicurato che sconfiggerà la criminalità nello stesso modo in cui il governo di Alberto Fujimori mise fine a Sendero Luminoso, l’organizzazione armata che ha seminato il terrore in Perù per decenni.

Sánchez, ex ministro e particolarmente popolare nelle aree rurali, ha promesso di combattere la corruzione all’interno delle forze di polizia e di promuovere riforme che permettano alle Forze armate di collaborare più strettamente alle attività di sicurezza.

Il candidato, 57 anni e noto per il cappello contadino a tesa larga che gli ha regalato Pedro Castillo, ha affermato durante il dibattito di essere disposto a esplorare «tutte le opzioni per creare occupazione e sviluppo», ribadendo però il suo sostegno agli investimenti provenienti dalla Cina.

Ha cercato inoltre di rassicurare gli investitori, assicurando che non nazionalizzerà gli asset delle multinazionali impegnate nell’estrazione di minerali e gas in Perù. Heidi Ramírez, residente a Lima di 41 anni, ha raccontato di essere rimasta indecisa fino all’arrivo al seggio. Alla fine, dopo aver parlato con alcuni amici che sono riusciti a convincerla, ha deciso di votare per Sánchez.

L’ambasciatore degli Stati Uniti in Perù, Bernie Navarro, ha visitato domenica un seggio elettorale a Lima. All’uscita ha dichiarato all’emittente Latina che la sua presenza aveva l’obiettivo di «osservare e garantire che ci sia trasparenza».

Il vincitore del ballottaggio assumerà la presidenza del Perù per un mandato di cinque anni il prossimo 28 luglio.

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti

Notizie correlate

Il Perù sceglie il nono presidente in dieci anni: spoglio in corso, Fujimori in vantaggio

Clown del Perù riempiono le strade di Lima per la sfilata del Giorno delle risate

Perù, terremoto di magnitudo 6,1 scuote la provincia di Ica e il sud del Paese