La decisione della task force ugandese per arginare Ebola è in contrasto con le linee guida dell’Oms. Ad oggi i casi segnalati dall'Uganda sono sette
Le autorità ugandesi hanno ordinato mercoledì la chiusura della frontiera con la confinante Repubblica Democratica del Congo, mentre i casi sospetti di un raro tipo di Ebola sfiorano quota 1.000 nel Paese confinante.
La decisione della task force ugandese per l’Ebola arriva mentre emergono altre varianti del virus e fa seguito all’aumento di operatori sanitari locali esposti al contagio da parte di pazienti congolesi che avevano attraversato il confine prima che l’epidemia fosse conclamata il 15 maggio.
Secondo il ministero ugandese della Sanità, gli spostamenti attraverso il confine con il Congo saranno autorizzati solo in casi di emergenza, compresi quelli legati alla risposta all’epidemia, al trasporto di merci o a motivi di sicurezza.
Cos'ha previsto il ministero della Sanità dell'Uganda
"L’Uganda chiude temporaneamente, con effetto immediato, il confine con la Repubblica Democratica del Congo. Le uniche eccezioni riguardano le squadre autorizzate per la risposta all’Ebola, le operazioni umanitarie, il trasporto di alimenti e merci e le questioni di sicurezza.
Ma anche in questi casi saranno applicati rigorosi protocolli di screening sanitario e monitoraggio lungo il confine", ha dichiarato Diana Atwine, segretaria permanente del ministero della Sanità.
Atwine ha aggiunto: «Chiunque entri dal Congo in condizioni di emergenza sarà sottoposto a un isolamento obbligatorio di 21 giorni».
La chiusura della frontiera va però contro le indicazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). L’Oms, pur avendo dichiarato l’epidemia un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale, ha sconsigliato la chiusura dei confini, pur riconoscendo che i Paesi vicini sono ad alto rischio di contagio.
Le chiusure "spingono la circolazione di persone e merci verso valichi di frontiera informali che non vengono controllati, aumentando così le possibilità di diffusione della malattia", ha affermato l’agenzia Onu.
Quanti sono i casi sospetti segnalati in Uganda
L’Uganda ha segnalato sette casi di Ebola, incluso il primo caso, un uomo di 59 anni morto a Kampala, la capitale, il 14 maggio. Nella Repubblica Democratica del Congo, alle prese con la sua 17esima epidemia di Ebola, sono stati registrati circa 228 decessi.
Sebbene il numero dei casi in Uganda non stia esplodendo, è in aumento quello dei residenti esposti all’infezione tramite gli operatori sanitari.
Rintracciare e isolare i contatti dei malati di Ebola è considerato fondamentale per fermare la diffusione della malattia, che di solito si manifesta con febbre emorragica.
Il virus si trasmette attraverso il contatto stretto con i fluidi corporei di pazienti malati o deceduti. Gli esperti avvertono che gli operatori sanitari e i familiari che assistono i malati sono esposti al rischio più elevato.
Il confine tra Uganda e Congo si estende per 765 chilometri ed è attraversato da numerosi sentieri che aggirano i valichi ufficiali, poiché molte persone attraversano ogni giorno la regione per far visita ai familiari o per commerciare.