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Medio Oriente: Israele uccide leader Hamas e avanza in Libano, nuovo raid Usa in Iran

Un uomo cammina tra edifici distrutti dai raid israeliani a Burj al-Shemali, vicino alla città portuale di Tiro, Libano, 26 maggio 2026. (AP
Un uomo cammina tra edifici distrutti nei raid aerei israeliani a Burj al-Shemali, vicino alla città portuale meridionale di Tiro, in Libano, martedì 26 maggio 2026. (AP) Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Isidoro Patalano & Jeremiah Fisayo-Bambi
Pubblicato il
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Israele elimina Mohammed Odeh, capo militare di Hamas, e avanza in Libano oltre il Litani contro Hezbollah. Intanto, un raid Usa colpisce il sud dell'Iran scatenando l'ira di Teheran in una delicata fase di stallo dei negoziati

Le tensioni in Medio Oriente si riaccendono su più fronti alla vigilia dell'Eid al-Adha, la Festa del Sacrificio, un'importante festività del calendario musulmano.

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Israele ha ucciso martedì sera il nuovo leader dell'ala militare di Hamas, Mohammed Odeh, a meno di due settimane dalla sua investitura, dopo aver rimpiazzato Izz al-Din al-Haddad, anch'egli ucciso in attacchi israeliani.

Lo ha annunciato il ministro della Difesa di Tel Aviv, Israel Katz, in un post su X.

"Il comandante del quarto braccio armato di Hamas a Gaza è stato eliminato ieri e mandato a incontrare i suoi complici nel profondo dell'inferno", ha scritto Katz.

"Ci siamo impegnati a eliminare tutti coloro che hanno guidato il massacro del 7 ottobre, e così sarà: sono tutti condannati a morte, ovunque si trovino".

Fonti di Hamas nella Striscia di Gaza hanno confermato la notizia al quotidiano panarabo Asharq al-Awsat.

Il comandante è stato ucciso dalle forze israeliane in un raid aereo che ha colpito un appartamento nel quartiere di Rimal, nel centro di Gaza City, ha fatto sapere Hamas.

Il corpo è stato ritrovato e le fonti hanno aggiunto nell'attacco sono rimasti uccisi anche la moglie e i figli.

Mohammed Odeh sarebbe "uno degli artefici" degli attacchi del 7 ottobre 2023, secondo quando riferito dai due leader israeliani.

Nella stessa sera le Idf hanno effettuato anche un secondo attacco sulla città, provocando almeno tre vittime e 12 feriti. Lo hanno riferito funzionari dell'ospedale al-Shifa.

Israele avanza in Libano: scontri con Hezbollah

Sul fronte libanese, l'esercito israeliano si è scontrato martedì con il gruppo armato Hezbollah, sostenuto dall'Iran. Le truppe di Tel Aviv si sono spinte oltre la linea dello strategico fiume Litani avanzavando più a nord.

Il fiume è diventato un confine di fatto in Libano, con ampie aree a sud sotto controllo militare israeliano, nonostante il cessate il fuoco in vigore da oltre un mese.

Il premier israeliano ha promettesso un "ampliamento delle operazioni nel Paese".

"L'Idf sta operando con ingenti forze sul terreno e sta conquistando aree controllate. Stiamo fortificando la zona di sicurezza per proteggere le comunità del nord", ha annunciato Netanyahu.

"Allo stesso tempo, stiamo conducendo un enorme sforzo nazionale per promuovere soluzioni creative e innovative contro i droni esplosivi".

Gli scontri avvengono nel pieno di un cessate il fuocomediato dagli Stati Uniti in vigore da metà aprile, e nonostante i negoziati di pace in corso a Washington, con la quarta tornata di colloqui diretti in programma per il 2 e 3 giugno.

Secondo il ministero della Sanità libanese, almeno 31 persone sono state uccise negli ultimi attacchi, tra cui diversi bambini.

L'esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito nella notte oltre 100 obiettivi di Hezbollah in tutta la regione e nell'area orientale della valle della Beqaa, precisando di aver preso di mira depositi, centri di comando e punti di osservazione utilizzati per attaccare le truppe israeliane e i residenti del nord di Israele.

Un uomo nei pressi di un edificio distrutto da un attacco aereo israeliano nel villaggio di Burj al-Shemali, vicino alla città di Tiro, Libano, 26 maggio 2026
Un uomo nei pressi di un edificio distrutto da un attacco aereo israeliano nel villaggio di Burj al-Shemali, vicino alla città di Tiro, Libano, 26 maggio 2026 Mohammed Zaatari/AP

Uno dei raid israeliani avrebbe colpito il villaggio orientale di Mashghara, uccidendo 12 persone, tra cui diversi membri della stessa famiglia, ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale libanese Nna.

Un altro attacco in un villaggio poco a nord del fiume ha ucciso 12 persone, tra cui diversi membri della stessa famiglia.

Negli ultimi giorni Israele ha intensificato i raid sulla città di Nabatiyeh e sull'omonima provincia, appena a nord del fiume e martedì ha avvertito gli abitanti della città di andarsene.

Usa attaccano il sud dell'Iran scatenando l'ira di Teheran

Scontri anche lungo lo Stretto di Hormuz tra Washington e Teheran, mentre i negoziati sono in fase di stallo.

Gli Usa ha deciso di sferrare un attacco nel sud dell'Iran, nell'area di Bandar Abbas, colpendo un sito per il lancio di missili e alcune navi per la posa delle mine.

Il comando americano in Medio Oriente lo ha definito un raid di "autodifesa", ma Teheran lo ha definito una "flagrante violazione" del cessate il fuoco che, non resterà "senza risposta".

Le trattative per un cessate il fuoco vanno avanti da settimane e, nonostante entrambe le parti parlino di progressi, non c'è stata di fatto una vera svolta.

Nei giorni scorsi, il presidente americano Donald Trump aveva annunciato una "imminente" firma degli accordi, salvo poi chiedere ai negoziatori di "non affrettare" le trattative.

Il nodo cruciale dei negoziati è la questione del nucleare iraniano, con Washigton che, sotto pressione israeliana, chiede che Teheran non abbia a disposizione una capacità nucleare. Ma l'Iran non è disposto a rinunciarvi, affermando che tale capacità gli serve per "scopi civili".

In questo ambito, il raid improvviso da parte degli Usa viene letto anche come l'ennesimo tentativo di Trumo di fare pressione su Teheran affinché acceleri con i negoziati.

"L'America non avrà più un punto sicuro per le sue malefatte e per l'installazione di basi militari nella regione", ha minacciato la guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, avvertendo che la propria risposta stavolta andrebbe ben al di là della regione.

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