Più di 700 voli privati hanno volato da e per il Festival di Cannes per l'evento dell'anno scorso, bruciando due milioni di litri di carburante
Il Festival di Cannes finisce al centro di una nuova polemica ambientale e politica. Mentre la crisi globale del carburante causata dalle tensioni nello Stretto di Hormuz continua ad aggravarsi, attivisti climatici, ex piloti e gruppi di milionari hanno chiesto alle star presenti sulla Croisette di evitare i jet privati e scegliere invece voli di linea in classe economy o il treno.
L’appello arriva in un momento particolarmente delicato per il trasporto aereo internazionale. Le compagnie aeree di tutto il mondo hanno già cancellato circa 13mila voli previsti per maggio, mentre crescono i timori per possibili carenze di carburante, aumenti dei prezzi e ripercussioni sugli aiuti umanitari e sulle operazioni di emergenza.
Secondo gli esperti, la scarsità di carburante potrebbe presto compromettere anche il trasporto di cibo e i soccorsi nelle aree colpite da crisi umanitarie, con il rischio di carestie in alcune regioni del pianeta.
Quanto inquinano i jet privati a Cannes
A rilanciare il dibattito è una nuova ricerca dell’Ong Transport and Environment (T&E), secondo cui durante l’edizione 2025 del Festival di Cannes i jet privati avrebbero consumato circa due milioni di litri di cherosene fossile.
Una quantità enorme, equivalente – secondo lo studio – alle emissioni prodotte da un’auto a combustione media che percorre 30 milioni di chilometri, ovvero circa 750 volte il giro della Terra lungo l’equatore.
Le emissioni generate dai voli privati legati all’evento sarebbero inoltre comparabili a quelle prodotte da 14mila passeggeri di voli commerciali andata e ritorno tra Parigi e Atene.
I dati hanno alimentato le richieste di introdurre restrizioni più severe sui voli privati durante grandi eventi internazionali come il Festival di Cannes.
Ex piloti e milionari contro i voli privati delle celebrità
Tra le voci più critiche c’è quella di Katie Thompson, ex pilota di jet privati, che definisce “scandaloso” l’utilizzo di carburante per voli di lusso mentre il mondo affronta emergenze climatiche e umanitarie.
“Non ci sono assolutamente scuse per andare in giro su un jet privato mentre molteplici crisi si stanno svolgendo davanti ai nostri occhi”, ha dichiarato.
Thompson ha invitato le celebrità a seguire l’esempio dell’attore Pedro Pascal, che lo scorso anno ha raggiunto Cannes utilizzando un normale volo commerciale invece di un jet privato.
Anche Anthony Viaux, ex pilota Air France con oltre vent’anni di esperienza, ha criticato duramente il comportamento delle star internazionali: “I ricchi e i famosi che bruciano carburante scarso per andare a un festival cinematografico non sono solo fuori luogo, ma osceni”.
L’Unione europea sotto pressione sulla carbon tax
La polemica coinvolge direttamente anche l’Unione europea. Gli attivisti chiedono infatti a Bruxelles di eliminare quelle che definiscono “clamorose scappatoie” nel sistema europeo di scambio delle emissioni ETS.
Attualmente, gran parte dei jet privati e tutti i voli internazionali risultano esclusi dal pagamento della carbon tax che invece viene applicata ai passeggeri dei voli commerciali interni all’Ue.
Secondo Julia Davies, membro del gruppo Patriotic Millionaires UK, il sistema fiscale europeo favorisce ingiustamente i più ricchi. “I jet privati sono un lusso che solo pochissimi possono permettersi, eppure molti di questi voli non pagano tasse sul carburante o sulle emissioni”, ha spiegato.
Davies sostiene che, in piena crisi energetica e climatica, l’Europa dovrebbe introdurre misure immediate per limitare i voli privati e destinare il carburante disponibile ai servizi essenziali, come ambulanze, soccorsi e trasporti sanitari.
Estate difficile per il trasporto aereo europeo
La crisi del carburante rischia ora di colpire anche milioni di turisti europei in vista dell’estate. Con l’aumento delle tensioni geopolitiche e le difficoltà di approvvigionamento energetico, molte compagnie aeree stanno già riducendo rotte e frequenze.
Il timore degli operatori del settore è che i disagi possano intensificarsi nei prossimi mesi, proprio durante l’alta stagione turistica.
Nel frattempo il Festival di Cannes, simbolo del glamour internazionale, si ritrova nuovamente al centro del dibattito globale su clima, lusso e sostenibilità.