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Venezuela-Guyana, Delcy Rodríguez all’Aia per difendere l’Essequibo davanti alla Corte internazionale

Delcy Rodríguez, presidente ad interim del Venezuela. Immagine di file.
Delcy Rodríguez, presidente ad interim del Venezuela. Immagine di file. Diritti d'autore  Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved
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Di Juan Carlos de Santos Agenzie: AFP
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La presidente ad interim Delcy Rodríguez alla Corte internazionale di giustizia dell'Aia, nonostante le sanzioni dell'Ue. Arriva per difendere la posizione del Venezuela nella disputa territoriale con la Guyana

La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, è arrivata nei Paesi Bassi per guidare la delegazione venezuelana nelle udienze della Corte internazionale di giustizia (Cig) sulla storica disputa territoriale con la Guyana per la regione dell’Essequibo.

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Si tratta del primo viaggio in Europa della leader venezuelana da quando ha assunto la guida del Paese dopo la cattura di Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti nel gennaio 2026. Rodríguez, già vicepresidente del precedente governo, dal 2018 è inserita nella lista delle sanzioni dell’Unione europea, che prevede restrizioni all’ingresso nel territorio comunitario. Tuttavia, la partecipazione alle udienze della Corte dell’Aia ha consentito un’eccezione diplomatica.

L’obiettivo della visita è difendere la posizione di Caracas nella controversia sull’Essequibo, territorio di circa 160 mila chilometri quadrati amministrato dalla Guyana ma rivendicato dal Venezuela. La regione, che rappresenta oltre due terzi del territorio guyanese, è diventata centrale negli equilibri geopolitici sudamericani dopo la scoperta di enormi giacimenti petroliferi offshore.

Al suo arrivo nei Paesi Bassi, Rodríguez ha ribadito la linea del governo venezuelano: “È stato chiarito molto bene che l’unico ad avere titolo su questo territorio è il Venezuela”, ha dichiarato ai media ufficiali, parlando di “diritti storici” del Paese sulla cosiddetta Guayana Esequiba.

La disputa tra Caracas e Georgetown risale al XIX secolo. La Guyana sostiene la validità del lodo arbitrale del 1899, che fissò il confine durante il periodo coloniale britannico e che considera definitivo. Il Venezuela, invece, ritiene nullo quel verdetto e richiama l’Accordo di Ginevra del 1966, che secondo Caracas rappresenta l’unica base legale per una soluzione negoziata della controversia.

Le udienze davanti alla Corte internazionale di giustizia sono iniziate il 4 maggio e si concluderanno con l’ultima sessione pubblica prevista per lunedì all’Aia. Una decisione definitiva del tribunale potrebbe arrivare nei prossimi mesi, anche se Caracas continua a contestare la giurisdizione della Corte sul caso.

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