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Cosa resta del vertice Cpe di Yerevan: assenze pesanti, guerra e sfide globali

La Comunità politica europea in Armenia.
La Comunità politica europea in Armenia. Diritti d'autore  European Union, 2026.
Diritti d'autore European Union, 2026.
Di Jorge Liboreiro
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Dalla partecipazione di Mark Carney, che ha fatto parlare di sé, al brusco rimprovero di Roberta Metsola, Euronews illustra i sei punti salienti della Comunità politica europea in Armenia

L’ottava riunione della Comunità politica europea (Cpe), ospitata a Yerevan, in Armenia, ha messo in luce le profonde tensioni e trasformazioni che attraversano il continente. Nato nei primi mesi della guerra tra Russia e Ucraina, il formato si conferma uno spazio informale di dialogo, più orientato a incontri bilaterali che a decisioni vincolanti.

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Accanto alle consuete foto di rito, il vertice ha però offerto discussioni sostanziali su sicurezza, energia e rapporti internazionali. Ecco i principali punti emersi.

L’assenza pesante di Friedrich Merz

Tra i temi più discussi, l’assenza del cancelliere tedesco Friedrich Merz, protagonista di una recente controversia geopolitica. Le sue dichiarazioni sull’Iran hanno irritato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha reagito annunciando il ritiro di 5.000 soldati americani dalla Germania e minacciando nuovi dazi sulle auto europee.

Una mossa che potrebbe colpire duramente l’economia tedesca, fortemente dipendente dall’export automobilistico. A Yerevan, i leader europei hanno evitato di alimentare ulteriormente le tensioni transatlantiche.

Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha parlato di “delusione” da parte americana, mentre l’Alto rappresentante Kaja Kallas ha ribadito l’impegno europeo a rafforzare la difesa comune.

Il protagonismo di Mark Carney

A colmare il vuoto lasciato da Merz è stato il primo ministro canadese Mark Carney, primo leader non europeo a partecipare a un vertice Cpe. La sua presenza ha attirato grande attenzione, con numerosi incontri bilaterali.

Carney si è presentato come sostenitore di un ordine internazionale basato su regole, in contrapposizione a visioni più transazionali. Ha inoltre rilanciato l’idea di una cooperazione tra “medie potenze” per bilanciare il peso globale di Stati Uniti e Cina.

Volodymyr Zelensky e la guerra al centro del vertice

La guerra in Ucraina è rimasta il tema centrale del vertice. Il presidente Volodymyr Zelensky ha avuto numerosi incontri bilaterali, tra cui con Keir Starmer, chiedendo un rafforzamento del sostegno militare.

Zelensky ha inoltre sollecitato l’apertura dei negoziati per l’adesione all’Ue e invitato i leader europei a mantenere una linea dura sulle sanzioni contro la Russia.

Un punto particolarmente delicato è stato quello dei possibili negoziati con Mosca: il leader ucraino ha chiesto una posizione europea unitaria nei futuri colloqui.

Scontro diplomatico con Ilham Aliyev

Momenti di tensione si sono registrati quando il presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev ha criticato duramente il Parlamento europeo, accusandolo di diffondere “calunnie”.

La risposta è arrivata dalla presidente del Parlamento, Roberta Metsola, che ha difeso il ruolo democratico dell’istituzione.

Nonostante lo scontro, la partecipazione di Aliyev è stata vista come un segnale positivo nel processo di pace con l’Armenia dopo anni di conflitto.

Energia e dipendenze: l’Europa sotto pressione

Uno dei temi più urgenti è stato quello delle dipendenze energetiche ed economiche. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha avvertito che la dipendenza dai combustibili fossili rende l’Europa vulnerabile.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha ampliato il discorso, mettendo in guardia anche dalla dipendenza dalla Cina e dagli Stati Uniti, soprattutto in ambito difensivo.

Entrambi hanno sottolineato la necessità di rafforzare l’autonomia strategica europea senza però chiudersi al mondo.

Verso un nuovo asse Ue-Regno Unito

Il vertice ha anche offerto un’occasione per rilanciare i rapporti tra Unione europea e Regno Unito dopo la Brexit.

Von der Leyen e Keir Starmer hanno discusso della possibile partecipazione britannica a un fondo europeo da 90 miliardi di euro per il sostegno all’Ucraina. I negoziati sono ancora in corso, ma entrambe le parti vedono in questo dialogo un passo verso una collaborazione più stretta.

Il vertice Cpe di Yerevan ha confermato che l’Europa si trova in una fase di profonda ridefinizione. Tra tensioni geopolitiche, nuove alleanze e sfide economiche, il continente cerca un equilibrio in un contesto globale sempre più instabile.

Più che produrre decisioni immediate, la Comunità politica europea si conferma uno spazio strategico per costruire relazioni e orientare il futuro politico del continente.

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