Newsletter Newsletters Events Eventi Podcasts Video Africanews
Loader
Seguiteci
Pubblicità

Controlli età online: bambini si disegnano baffi finti in volto e il trucco funziona

Un terzo dei minori aggira i controlli di età online: ecco come ci riesce
Un terzo dei minori aggira i controlli di età online: ecco come ci riesce Diritti d'autore  Credit: Pexels
Diritti d'autore Credit: Pexels
Di Theo Farrant
Pubblicato il
Condividi Commenti
Condividi Close Button

Un nuovo rapporto rivela che molti minori nel Regno Unito aggirano i sistemi di sicurezza online usando date di nascita false, documenti prestati e perfino baffi finti sorprendentemente realistici.

Un terzo dei minori afferma di aver aggirato i controlli di età online negli ultimi due mesi. Alcuni ci sono riusciti disegnandosi baffi finti in volto per ingannare i software di riconoscimento facciale.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Il rapporto di Internet Matters (fonte in inglese), intitolato The Online Safety Act: Are Children Safer Online?, ha intervistato 1.270 minori tra 9 e 16 anni e i loro genitori in tutto il Regno Unito, per verificare se la storica legge britannica sulla sicurezza online garantisca davvero una protezione efficace per i bambini.

Una madre ha raccontato ai ricercatori di aver sorpreso il figlio mentre usava una matita per sopracciglia per disegnarsi i baffi e superare il controllo di stima dell’età tramite riconoscimento facciale di una piattaforma. Il trucco ha funzionato: il sistema lo ha verificato come quindicenne, ma in realtà aveva 12 anni.

Cosa emerge dal rapporto?

Lo studio ha rilevato che il 46% dei bambini ritiene che i controlli di età siano facili da aggirare, mentre solo il 17% li giudica difficili.

Tra i metodi usati, secondo quanto riferito dai minori, figurano l’inserimento di una data di nascita falsa, l’uso del documento di un’altra persona, l’invio di video con il volto di qualcun altro e l’utilizzo di personaggi dei videogiochi per ingannare gli strumenti di riconoscimento facciale.

"Ho visto online dei video in cui prendono clip di personaggi dei videogiochi che girano la testa e le usano per la verifica dell’età", ha raccontato una bambina di 11 anni ai ricercatori.

I ragazzi più grandi si sentono più sicuri nel superare i controlli: il 52% dei tredicenni e oltre sostiene che la verifica dell’età sia facile da battere, contro il 41% dei bambini fino a 12 anni.

Le motivazioni più frequenti addotte per aggirare i controlli di età sono l’accesso a una piattaforma di social media per cui non hanno ancora l’età minima (34%), l’iscrizione a un videogioco o a una community di gioco online (30%) e l’uso di un’app di messaggistica (29%).

Dal rapporto emerge anche che poco più di un quarto dei genitori, il 26%, ha permesso al proprio figlio di aggirare i controlli di età, e il 17% li ha aiutati attivamente a farlo. I genitori hanno spiegato di averlo fatto quando ritenevano che i contenuti fossero adeguati all’età del figlio.

"Ho aiutato mio figlio ad aggirarli. Era per giocare a un videogioco che conoscevo bene e con cui mi sentivo tranquilla", ha raccontato la madre di un tredicenne.

L’Online Safety Act funziona davvero?

Nel Regno Unito l’Online Safety Act è entrato in vigore nel luglio 2025. La legge impone alle piattaforme di social media, ai siti di giochi online e ad altri servizi di introdurre misure di sicurezza adeguate all’età degli utenti più giovani.

Ci sono segnali che la normativa stia avendo qualche effetto. Circa il 68% sia dei genitori sia dei figli dichiara di aver notato nuove misure di sicurezza sulle piattaforme usate dai minori, tra cui strumenti di segnalazione potenziati, avvisi sui contenuti e limitazioni a funzioni come le dirette in streaming.

Nonostante ciò, quasi la metà dei bambini (49%) afferma di aver subito danni online nell’ultimo mese. Tra questi, l’esposizione a contenuti violenti (12%), a contenuti che promuovono canoni fisici irrealistici (11%) e a contenuti razzisti, omofobi o sessisti (10%). Tutti elementi che dovrebbero essere vietati dai Codici di sicurezza per i minori previsti dalla legge.

Nei gruppi di discussione i bambini hanno anche raccontato di aver visto sui loro social video dell’assassinio dell’attivista politico di destra Charlie Kirk. "L’ho visto su Snapchat. Sono scoppiata a piangere e l’ho detto subito a mia madre", ha raccontato una ragazza di 14 anni.

Il rapporto raccomanda che la tutela dei minori sia integrata fin dall’inizio nella progettazione delle piattaforme online, invece di essere aggiunta dopo, in risposta ai danni già avvenuti. Suggerisce inoltre che l’accesso dei minori ai servizi sia determinato dal livello di rischio che la piattaforma comporta e che "debba essere calibrato sulla loro fase di sviluppo, piuttosto che seguire un approccio uguale per tutti".

Il documento sottolinea anche il ruolo dei genitori nella sicurezza dei figli. Invita a fornire loro "indicazioni su come impostare i controlli parentali, fino a spiegazioni chiare e accessibili su come funzionano gli algoritmi e influenzano ciò che i bambini vedono online".

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti

Notizie correlate

Biohub di Mark Zuckerberg: può creare modelli AI delle cellule umane per curare tutte le malattie?

Xiaomi, auto elettriche cinesi progettate in Germania: la spinta verso l’Europa nel 2027

Processo Meta che può cambiare i social: tutto quello che c'è da sapere