Stati Uniti, Iran e mediatori regionali hanno discusso i termini di un cessate il fuoco di 45 giorni secondo media. L'Iran ha confermato il negoziato rifiutando la versione Usa del piano. Nuove minacce di Trump se il regime non arriverà a un accordo nelle prossime ore
L’Iran ha confermato di avere ricevuto un piano di cessate il fuoco di avere inviato una controproposta ai mediatori, affermando che non riaprirà lo Stretto di Hormuz in cambio di un "cessate il fuoco temporaneo".
La presa di posizione riguarda la decisione di Donald Trump di prorogare fino a martedì l'ultimatum per un accordo dopo avere ricordato che gli Stati Uniti sono "in trattative approfondite" con l'Iran e che "ci sono buone probabilità, ma se non sono d'accordo, distruggerò tutto quello che c'è", ha dichiarato il presidente.
Il presidente aveva prorogato l'ultimatum di 10 giorni di quasi 24 ore, annunciando la nuova scadenza sul social network Truth per le 20 di martedì ora della costa est americana.
Dopo le dichiarazioni arrivate da Teheran, la Casa Bianca ha precisato che il piano per un cessate il fuoco di 45 giorni fra Usa e Iran è "una delle tante idee" sulle quali si discute al momento, secondo quanto riferito da un funzionario al giornalista Barak Ravid della testata Axios.
Lo stesso presidente si è intrattenuto brevemente con i media nel pomeriggio americano, in occasione dell'Easter Egg roll, prima di un incontro allargato previsto per la serata italiana. La proposta dell'Iran "è significativa, ma non sufficiente" ha detto, rispondendo a una domanda che ciò che vuole da Teheran "è prendere il petrolio".
Se il regime non arriverà a un accordo, ha ribadito il presidente Usa, "non avranno più ponti, non avranno centrali elettriche, non avranno più nulla", intendendo che i bombardamenti punteranno le infrastrutture civili, un'intenzione già denunciata dall'Iran e da organizzazioni internazionali come un potenziale crimine di guerra.
"La scadenza di domani (martedì ndr) è definitiva", ha detto Trump.
Le ipotesi di accordo su tregua e Hormuz diffuse dai media
Axios aveva riferito di una bozza sui cui lavoravano i mediatori per un cessate il fuoco di 45 giorni e la riapertura dello Stretto di Hormuz.
Anche l'agenzia Reuters ha parlato lunedì tuttavia negoziati stato avanzato, tanto da riportare del piano inviato dal Pakistan a Teheran e Washington che prevede, tra l'altro, la fine delle ostilità e la riapertura completa dello Stretto di Hormuz "entro 15-20 giorni".
L'agenzia iraniana Tasnim ha smentito inizialmente gli sforzi per una tregua e definito Axios un mezzo di comunicazione del Mossad". Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, poi, ha fatto sapere che l'Iran ha formulato una controproposta e che verrà resa nota a tempo debito.
Dall'altra parte Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Aragchi ha avuto lunedì un colloquio telefonico con il collega francese Jean-Noel Barrot, in cui ha condannato le minacce statunitensi di colpire infrastrutture civili.
Secondo vari media, funzionari iraniani hanno detto esplicitamente ai mediatori che non vogliono essere coinvolti in una situazione simile a Gaza o in Libano. Significa una situazione in cui c'è un cessate il fuoco sulla carta, ma gli Stati Uniti e Israele colpiscono nuovamente ogni volta che vogliono.
I mediatori stanno inoltre lavorando ad altre misure di rafforzamento della fiducia da parte degli Stati Uniti che potrebbero soddisfare alcune delle richieste dell'Iran, preoccupati che le misure di ritorsione dell'Iran in risposta a un attacco Usa-Israele alle infrastrutture energetiche del Paese sarebbero devastanti per gli impianti petroliferi e idrici degli Stati del Golfo.
Quanto alla navigazione fuori dal Golfo Persico, diverse navi francesi, indiane, turche e pakistane hanno ottenuto il permesso di attraversare lo Stretto di Hormuz, ha riferito Al Jazeera, in cambio del pagamento di pedaggi che la Repubblica Islamica ha affermato di riscuotere a titolo di risarcimento per i danni di guerra.
Atteso intervento di Trump nella serata italiana
Trump ha minacciato di distruggere le infrastrutture critiche per i civili in Iran se non riuscirà a raggiungere un accordo con il governo iraniano. L'Iran ha minacciato di reagire attaccando le infrastrutture in Israele e negli Stati del Golfo e sottolineato attacchi a obiettivi civili potrebbero costituire un crimine di guerra.
In questo senso gli Stati Uniti e Israele hanno messo a punto un piano operativo per una massiccia campagna di bombardamenti sugli impianti energetici iraniani, secondo il Jerusalem Post e secondo due fonti ben informate. Tuttavia, le fonti hanno sottolineato che la proroga della scadenza da parte di Trump mirava a dargli un'ultima possibilità di raggiungere un accordo.
D'altra parte i negoziati si svolgono parallelamente alle operazioni militari. Almeno una trentina di persone è morta nei raid di domenica e lunedì sulla provincia di Teheran da parte dell'aviazione di Israele e degli Stati Uniti. Secondo l'agenzia Fars sono morti anche bambini. I bombardamenti hanno preso di mira tra l'altro varie istituzioni universitarie e accademiche, ufficialmente per legami con programmi militari e difesa.
Sono stati attaccati anche tre aeroporti nella capitale, secondo le autorità militari di Israele dove sono stati confermati quattro morti negli attacchi di domenica su Haifa. Media statali di Teheran riportano che l'Iran ha lanciato lunedì attacchi contro siti Usa negli Emirati Arabi Uniti e in Kuwait.
Della linea dura fanno parte centinaia di arresti all'interno dell'Iran. Le autorità hanno annunciato di avere fermato 235 persone, considerate affiliate a gruppi ostili o traditori, e di avere messe in carcere 93. Si aggiorna il bilancio della guerra anche in Libano: nove persone sono morti negli attacchi israeliani delle ultime ore nel sud del Paese.