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Iran, raid Usa-Israele su petrolchimico e nucleare: ucciso Asghar Bagheri delle Forze Quds

Un uomo tiene in mano una foto del defunto ayatollah iraniano Ali Khamenei durante un raduno filogovernativo in una piazza di Teheran, 5 aprile 2026
Un uomo tiene in mano una foto del defunto ayatollah iraniano Ali Khamenei durante un raduno filogovernativo in una piazza di Teheran, 5 aprile 2026 Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Gabriele Barbati & AP
Pubblicato il
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Raid di Usa e Israele colpiscono i complessi petrolchimici di Marvdasht e Assaluyeh in Iran. L'Aiea lancia l'allarme per la centrale nucleare di Bushehr. Ucciso a Teheran Asghar Bagheri, comandante operazioni speciali della Forza Quds, mentre i Pasdaran affermano di avere colpito una nave Usa

Le Forze di difesa israeliane hanno eliminato Asghar Bagheri, comandante dell'Unità per le Operazioni Speciali della Forza Quds, durante un attacco aereo mirato su Teheran, un colpo ulteriore alla catena di comanda a Teheran già decimata in oltre un mese di guerra.

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Bagheri era dal 2019 a capo dell'unità, considerata il braccio operativo all'estero delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Pasdaran) e resa letale da Qassem Soleimani, il comandate ucciso dagli Usa nel 2020 in Iraq. Insieme a lui, è stato ucciso Majid Khadami, capo del dipartimento di intelligence dei Pasdaran, assestando un colpo ulteriore alla catena di comando del regime.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha rivendicato le operazioni, dichiarando che l'Idf continuerà a colpire chiunque minacci la sicurezza nazionale. Secondo i rapporti militari, Bagheri era responsabile del trasferimento di armi sofisticate verso i confini israeliani e aveva coordinato attacchi diretti contro soldati e civili.

L'eliminazione di questi alti dirigenti segna una fase di estrema aggressività nel conflitto, volta a smantellare l'asse dell'intelligence e delle operazioni speciali iraniane su scala globale.

Offensiva sulle infrastrutture energetiche e allarme per i siti nucleari

Parallelamente alle operazioni mirate, Stati uniti e Israele hanno colpito complessi petrolchimici strategici nel sud del Paese. L'agenzia Fars ha confermato l'attacco al sito di Marvdasht, dove le fiamme sono state domate limitando i danni strutturali.

Questi raid si aggiungono a quelli precedentemente rivendicati contro gli impianti di Assaluyeh e le infrastrutture legate al giacimento di South Pars, cuore pulsante dell'economia energetica iraniana. Il ministro della Difesa, Israel Katz, ha ribadito l'ordine di colpire con tutta la forza le infrastrutture nazionali iraniane per neutralizzare la capacità bellica di Teheran.

L'Aiea da parte sua ha espresso profonda preoccupazione dopo che le analisi satellitari hanno rivelato attacchi a soli 75 metri dal perimetro della centrale nucleare di Bushehr. Sebbene l'impianto non abbia subito danni diretti, il direttore Rafael Grossi ha avvertito che l'attività bellica in prossimità di grandi quantità di combustibile nucleare espone la regione al rischio di un grave incidente radiologico.

Nel frattempo, la risposta iraniana si è spostata sul piano marittimo: i media di Teheran affermano che i Pasdaran hanno costretto al ritiro la nave d'assalto statunitense Lha-7 e attaccato una portacontainer israeliana nell'Oceano Indiano. L'escalation ha coinvolto anche i paesi limitrofi, con Ue, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti in massima allerta per la difesa dei propri spazi aerei.

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