Il ministro delle Finanze Lars Klingbeil e il titolare degli Esteri Johann Wadephul ci sono già stati, ora è il momento della visita inaugurale del cancelliere Friedrich Merz in Cina
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz (Cdu) è atterrato a Pechino per una visita ufficiale di due giorni che lo porterà a incontrare il presidente cinese Xi Jinping e il premier Li Qiang. Il viaggio in Cina precede di poche ore una tappa altrettanto cruciale: venerdì Merz volerà a Washington per un nuovo incontro con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
"La politica estera, economica, interna e di difesa non può più essere separata", ha dichiarato Merz prima della partenza. Il cancelliere ha ribadito che la cooperazione economica con Pechino resta fondamentale, ma deve basarsi su «regole concordate» e su una concorrenza equa e trasparente.
Economia e sicurezza al centro del viaggio
A Pechino, Merz sarà ricevuto con una grande delegazione di imprenditori tedeschi, segnale della rilevanza strategica della visita. Dopo un pranzo ufficiale con Li Qiang, il cancelliere parteciperà alla riunione del Comitato consultivo d’affari sino-tedesco. In agenda non solo commercio, ma anche catene di approvvigionamento, tecnologie chiave e accesso alle materie prime.
Il messaggio di Berlino è chiaro: ridurre le dipendenze unilaterali dalla Cina senza interrompere i rapporti. "Questo è particolarmente vero per le catene di fornitura, le tecnologie e le materie prime", ha sottolineato Merz, ricordando che sfide globali come il cambiamento climatico e la stabilità dell’ordine commerciale mondiale richiedono cooperazione.
Nel pomeriggio è previsto un faccia a faccia con Xi Jinping, durante il quale si discuterà anche di relazioni bilaterali e questioni di sicurezza. La visita si concluderà con tappe simboliche e industriali: dalla Città Proibita a stabilimenti di aziende tedesche come Mercedes-Benz e Siemens Energy, oltre alla società cinese di robotica Unitree.
Germania tra due potenze
La visita arriva in un momento di profonda ridefinizione degli equilibri commerciali. La Cina è oggi il principale partner commerciale della Germania, mentre gli Stati Uniti occupano il secondo posto. Tuttavia, il crescente deficit commerciale con Pechino - dovuto all’aumento delle importazioni e al calo delle esportazioni tedesche - alimenta tensioni interne ed europee.
Bruxelles osserva con attenzione. La Cina è accusata di pratiche concorrenziali sleali e di sostenere indirettamente la Russia nella guerra in Ucraina. Settori chiave tedeschi, come l’automotive e la chimica, soffrono la pressione competitiva cinese, soprattutto nell’elettromobilità, dove Pechino ha accumulato un vantaggio significativo.
Se l’ex ministra degli Esteri Annalena Baerbock aveva assunto una linea più critica sui diritti umani, Merz tenta ora un approccio pragmatico, cercando di “camminare su un filo” tra interessi economici e valori politici.
Il dossier americano: dazi e tensioni transatlantiche
Conclusa la missione in Cina, Merz volerà negli Stati Uniti per un nuovo confronto con Donald Trump. Le relazioni transatlantiche sono tese, complice la politica doganale americana e il congelamento di recenti accordi commerciali.
Il presidente della commissione commercio del Parlamento europeo, Bernd Lange, ha ventilato la possibilità di sospendere la ratifica dell’accordo commerciale con Washington se non vi saranno garanzie certe sul rispetto degli impegni.
Merz, intervenendo al congresso della Cdu, ha però ribadito la collocazione strategica della Germania: più vicina agli Stati Uniti che alla Cina sul piano dei valori fondamentali come libertà di opinione e di religione. "Non possiamo, europei e americani, fare qualcosa di meglio insieme?", ha chiesto alla platea.
Un equilibrio ancora tutto da costruire
Il doppio viaggio del cancelliere evidenzia la complessità della posizione tedesca: mantenere aperti i mercati cinesi per salvaguardare posti di lavoro e competitività, senza incrinare ulteriormente i rapporti con Washington.
Nel giro di pochi giorni, Merz si troverà a dialogare con le due maggiori potenze mondiali, consapevole che economia e sicurezza sono ormai inscindibili. L’esito di questa missione diplomatica potrebbe influenzare non solo la politica commerciale tedesca, ma l’intero equilibrio tra Europa, Cina e Stati Uniti.