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Settore del trasporto aereo, boom di passeggeri: quasi tornati ai livelli pre-pandemici

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Image Diritti d'autore Cyril Zingaro/AP
Diritti d'autore Cyril Zingaro/AP
Di Michela Morsa
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A dirlo i nuovi dati dell'Associazione internazionale del trasporto aereo. L'industria sta anche tornando rapidamente alla redditività, nel 2023 +1%

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Con quella che viene definita una spettacolare ripresa, il numero di passeggeri del trasporto aereo è quasi tornato ai livelli pre-pandemici. A dirlo i nuovi dati annunciati a Istanbul, durante l'assemblea generale, dall'Associazione Internazionale del Trasporto Aereo, secondo la quale il settore, a livello globale, sta anche tornando alla redditività.

Nel 2019 le compagnie aeree avevano trasportato la cifra record di circa 4,54 miliardi di viaggiatori. Con le restrizioni imposte dall'arrivo della pandemia da Covid-19, il turismo e le compagnie aeree avevano subito un forte contraccolpo, con perdite per oltre 130 miliardi di euro solo nel 2020.

Quest'anno la ripresa è stata impressionante, anche grazie all'impulso dato dalla riapertura dei voli nazionali e internazionali in Cina. E si prevede che i passeggeri raggiungeranno i 4,35 miliardi entro la fine del 2023.

Il fatturato globale delle compagnie aeree dovrebbe raggiungere gli 803 miliardi di dollari, alla portata degli 838 miliardi del 2019, secondo la Iata, che ha quindi rivisto al rialzo le sue precedenti proiezioni (779 miliardi). 

L'associazione prevede anche un modesto aumento dei profitti operativi, intorno all'1,2%. L'utile netto dovrebbe quindi essere di 9,8 miliardi di dollari, il doppio di quanto previsto in precedenza. L'associazione ha anche rivisto le stime di perdita per il 2022, dimezzandole a 3,6 miliardi

Questi primi margini, per quanto molto bassi, saranno i primi dall'inizio della pandemia e segnano un grande risultato rispetto ai 42 miliardi di dollari persi nel 2021 e al baratro del 2020 (137,7 miliardi). 

I fattori della ripresa

Il direttore generale della Iata, Willie Walsh, ha spiegato quali fattori hanno portato a una performance finanziaria migliore del previsto da parte delle compagnie aeree. 

"La maggiore redditività è sostenuta da una serie di sviluppi positivi. Questi includono il fatto che la Cina ha eliminato le restrizioni Covid-19 prima del previsto. I ricavi da trasporto rimangono al di sopra dei livelli pre-pandemia, anche se i volumi non lo sono. E i costi stanno iniziando a diminuire. I prezzi della paraffina, ancora elevati, si sono ridotti nella prima metà dell'anno", ha spiegato Walsh.

Secondo la Iata, nel 2023 le compagnie aeree dovrebbero spendere circa 215 miliardi di dollari per il carburante, pari al 28% dei loro costi, con un prezzo medio della paraffina di 98,5 dollari al barile. Nel 2022, il prezzo è stato di 135,6 dollari, con una spesa di quasi il 30% dei costi, rispetto al 24% del 2019. 

Ripresa a macchia di leopardo

Non tutte le regioni geografiche torneranno all'attivo quest'anno. Saranno solo le compagnie aeree nordamericane, europee e mediorientale a guadagnare dei margini, con profitti cumulativi rispettivamente di 11,5, 5,1 e 2 miliardi di dollari. 

Mentre le compagnie aeree della regione Asia-Pacifico, dell'America Latina e dell'Africa resteranno in deficit, con perdite di 6,9, 1,4 e 0,5 miliardi di dollari.

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