Repubblica Ceca, in piazza contro l'innalzamento dell'età pensionabile

Proteste a Praga
Proteste a Praga Diritti d'autore Kamaryt Michal/AP
Di Debora Gandini
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Circa 2000 lavoratori sono scesi in piazza a Praga e il motivo è il possibile aumento dell'età pensionabile a 68 anni, 4 anni in più rispetto all’età prevista in Francia

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Anche nella Repubblica Ceca si manifesta contro la riforma delle pensioni proposta dal governo. Circa 2000 lavoratori sono scesi in piazza a Praga e il motivo è il possibile aumento dell'età pensionabile a 68 anni, 4 anni in più rispetto all’età prevista in Francia. Davanti ai manifestanti, Romand Durco, capo del sindacato Kovo che ha organizzato la manifestazione, ha ammonito il governo al grido ''Ci difenderemo”.

"Non riesco a immaginare che a 68 anni correrò ancora da una parte all’altra dei reparti dell’ospedale per prendermi cura dei pazienti, dice un’infermiera. Le persone dovrebbero andare in pensione in modo da potersi ancora godere la vita. Ecco perché il limite del pensionamento è così importante".

I sindacati chiedono principalmente il pensionamento anticipato per le professioni più usuranti e impegnative sottolineando anche delle riserve anche su un altro tempo, quello sulla normativa euro 7, ovvero i nuovi standard sulle emissioni, misura che potrebbe portare a perdite di posti di lavoro e licenziamenti.

Secondo Josef Stredula, leader della Confederazione sindacale della Boemia e della Moravia fa notare che “grazie a questa protesta, alla reazione dei cittadini si potrà fermare la riforma. Mi piacerebbe risolvere la questione attraverso il dialogo. Se non si riuscirà ad arrivare a una svolta il problema sarà ancora più grande".

Alla manifestazione hanno preso parte leader dei partiti di opposizione, anche quelli non presenti in paramento, tra cui Andrej Babis, il populista miliardario capo del partito centrista 'Sì''. Presenti anche esponenti del Partito della Democrazia Diretta (anti-migranti) e del Partito Comunista. Babis, un ex primo ministro, ha invitato i sindacati a organizzare grandi proteste, promettendo il suo sostegno.

Ora i sindacati vogliono negoziare con il governo sulla riforma. Se non ci saranno aperture la prospettiva è quella di proteste più massicce in tutto il paese. 

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