Russia: le sanzioni affondano anche il mondo dello sport

Atleti russi penalizzati dal divieto di partecipare alle competizioni internazionali
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Di Euronews
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Gli atleti russi sono banditi dalle competizioni internazionali, ma in tanti vorrebbero gareggiare sotto una "bandiera neutra"

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La guerra in Ucraina, tra le altre cose, ha avuto ripercussioni sul mondo dello sport russo, che sta vivendo un periodo buio.

Le sanzioni imposte a Mosca dopo l'invasione hanno chiuso le porte delle principali competizioni mondiali ai suoi atleti. San Pietroburgo non ha potuto ospitare la finale della Champions League lo scorso anno. 

Secondo Nikolai Yeremenko, direttore del quotidiano Soviet Sport, un anno non basta per parlare di cambiamenti drastici anche se si possono già trarre conclusioni sui singoli sport. "Il calcio russo si sta rapidamente deteriorando, ma siamo ancora lontani dalla rovina completa, anche se c'è un rapido declino del (suo livello di) divertimento e tante altre cose”, ha sottolineato.

Il calcio è da sempre la passione di Ivan e Andrey. Continuano ad allenarsi, ma confessano che non è più come prima: "È diventato noioso da guardare. Non c'è la Champions League, nessuna possibilità di assistere alle partite, solo la Premier League russa".

Con una decisione controversa, il Comitato olimpico internazionale sta valutando la possibilità di consentire agli atleti russi di competere ai Giochi sotto una bandiera neutrale. Ipotesi inaccettabile per il Comitato russo, al contrario di quanto pensano alcuni atleti. Ucraina e Unione Europea si oppongono alla partecipazione degli atleti russi per impedire atti di propaganda da parte del regime di Mosca.

Tra questi c'è Aleksey Yakimenko, medaglia olimpica: "Il compito dell'Occidente è fare in modo che siano gli stessi atleti a rifiutare i Giochi. Penso che la maggior parte degli atleti sia favorevole a competere come neutrale. Ed è comprensibile, perché si impegnano molto nell'allenamento, a costo della salute, e vogliono dimostrare al mondo di essere tra i migliori”.

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