Review of the Year 2022: la crisi fa avanzare gli estremismi

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Il bilancio di 12 mesi, tra guerra e crisi economica: tornano gli estremismi in Europa

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Storicamente, le guerre e le crisi sociali ed economiche hanno favorito la crescita degli estremismi a livello politico.

Il 2022 è una dimostrazione di questo fenomeno. Durante l'anno i discorsi di campagna elettorale e dei vincitori delle elezioni sono stati segnati dall'invasione russa dell'Ucraina.

Orbán, il più vicino al Cremlino

In Ungheria, il premier Viktor Orbán ha vinto il quarto mandato consecutivo dopo una campagna elettorale caratterizzata dalla sua posizione controversa sull'invasione russa dell'Ucraina.

Il suo discorso di vittoria sembrava voler schernire Volodymyr Zelensky, il leader ucraino. 

Secondo Orbán, il risultato elettorale in Ungheria è stato un chiaro messaggio all'Unione europea sul fatto che il suo marchio di politica cristiana, conservatrice e patriottica "non rappresenta il passato, ma il futuro". 

Il nazionalista e conservatore Orbán è considerato il leader più favorevole al Cremlino tra i 27 Paesi dell'Unione europea.

La destra avanza in Francia

In Francia, Emmanuel Macron è riuscito a ottenere una vittoria alle elezioni presidenziali, ma è tornato a disputare il secondo turno con Marine Le Pen, che ha ottenuto un risultato storico.

La sua rivale - candidata anti-immigrazione e nazionalista che vuole trasformare l'Unione europea in una 'alleanza di nazioni' - ha ottenuto più voti di qualsiasi altro candidato di estrema destra nella storia della Repubblica francese.

Più di 12 milioni di persone hanno scelto Le Pen, circa 5 milioni in più rispetto alla sua ultima candidatura alle presidenziali del 2017: un picco nelle preferenze che descrive il tentativo riuscito di portare il suo partito, il Rassemblement National, nel mainstream politico.

L'estrema destra ago della bilancia in Svezia

Come di consueto nei Paesi scandinavi, dalle elezioni non emergono vincitori immediati, sono necessarie coalizioni per formare un governo.

In Sveziatre partiti di centro-destra hanno raggiunto un accordo su una coalizione di minoranza che dipende dal sostegno parlamentare dei Democratici di Svezia, primo partito di estrema destra ad avere un'influenza diretta sull'esecutivo.Il più grande partito di destra svedese - i Democratici di Svezia, contrari all'immigrazione - non è un membro formale della coalizione, ma un alleato attivo nella definizione delle politiche governative.

Meloni, l'Italia che vira a destra

In Italia, Giorgia Meloni - prima donna a ricoprire la carica di primo ministro del Paese - ha dato vita al primo esecutivo di estrema destra dalla fine della seconda guerra mondiale.

Tra le promesse della campagna elettorale figurano la riduzione delle tasse e una politica migratoria da ripensare nell'ambito di una più ampia solidarietà europea sul fronte degli arrivi e della gestione delle richieste di asilo. La premier ha anche chiarito che continuerà a sostenere l'Ucraina e le sanzioni contro la Russia.

Regno Unito instabile

L'anno politico nel continente europeo è stato segnato anche dall'instabilità nel Regno Unito.

Boris Johnson si è dimesso dopo una serie di scandali che hanno sporcato il suo mandato, in particolare il cosiddetto "partygate''. L'ex primo ministro è stato scoperto a violare le regole sul lockdown poste dal suo stesso governo. 

Johnson ha dunque lasciato la scena a Liz Truss che ha dato vita a uno dei governi meno longevi della storia del Paese: appena un mese e mezzo dopo aver assunto l'incarico, Truss ha annunciato le sue dimissioni da leader del partito conservatore al governo. Rishi Sunak è ora il primo ministro del Regno Unito.

Brasile e Stati Uniti, percorsi diversi

Fuori dall'Europa, l'evento più importante è il ritorno di Lula da Silva in Brasile.

Il candidato di sinistra ha battuto Jair Bolsonaro al secondo turno delle elezioni presidenziali. Bolsonaro ha pagato il prezzo di una gestione fallimentare durante la pandemia e del peggioramento della situazione economica nel Paese.

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Negli Stati Uniti, i repubblicani hanno riconquistato il controllo della Camera dei Rappresentanti, strappando la vittoria nelle elezioni di midterm. 

L'ex presidente Donald Trump, che punta a una rielezione per il secondo mandato non consecutivo, ha annunciato che cercherà la candidatura repubblicana alle presidenziali del 2024.

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