Inchiesta del governo giordano sull'esplosione al porto di Aqaba che ha provocato almeno 13 vittime e circa 260 feriti
Il governo giordano ha annunciato un'indagine approfondita sull'esplosione che lunedì ha provocato almeno 13 morti, di cui 5 stranieri, e circa 260 feriti nel porto di Aqaba sul Mar Rosso.
Il primo ministro Bisher al-Khasawneh ha visitato i feriti. Tra di loro numerosi cittadini asiatici.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l'incidente è avvenuto a causa della caduta di un serbatoio di cloro. Una gru stava caricando la cisterna su una nave quando, per motivi ancora da accertare, il braccio meccanico l'ha fatta cadere, provocando un'enorme esplosione, che ha sprigionato un fungo di fumo giallo tossico.
La maggior parte delle attività del porto è ripresa nelle scorse ore. Il luogo dell'incidente viene bonificato e ispezionato.
Il fumo tossico sprigionato dall'esplosione
Le autorità sanitarie hanno esortato la popolazione a rimanere in casa e a chiudere porte e finestre. L'area residenziale più vicina è a 25 chilometri di distanza.
Aqaba si trova sulla punta settentrionale del Mar Rosso, accanto alla città israeliana di Eilat, che si trova appena oltre il confine. Entrambe sono destinazioni popolari per le spiagge e le immersioni.
I servizi di emergenza di Eilat hanno dichiarato in un comunicato che non c'è stato alcun impatto sulla città, ma che la situazione viene costantemente monitorata.