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La Manica, "C'erano i corpi dei migranti che galleggiavano": il racconto del soccorritore

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Di Euronews
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Membri delle associazioni per la difesa dei migranti a Calais
Membri delle associazioni per la difesa dei migranti a Calais   -   Diritti d'autore  Michel Spingler/AP

La geografia dei viaggi della speranza è cambiata e sposta il suo baricentro al nord: 31.500 persone hanno tentato di partire dalla Francia per la Gran Bretagna dall'inizio dell'anno e 7.800 persone sono state salvate in mare, cifre raddoppiate da agosto.
Molti non ce la fanno, come nel caso dei 27 migranti partiti da Calais e annegati mentre tentavano di raggiungere le coste britanniche a bordo di un gommone.
Le ricerche nel Canale della Manica sono continuate per ore.

Il racconto del soccorritore

Charles Devos è il responsabile regionale dell'associazione Lifeboat SNSM. Racconta quello che ha visto: "In mare, è stato drammatico. C'erano corpi che galleggiavano: è stato molto, molto scioccante. Quindi, abbiamo recuperato tutte le persone che abbiamo visto a bordo. Abbiamo tirato su sei persone.Erano tutte morte. C'era una donna, purtroppo una donna incinta, e un giovane di 18 o forse 20 anni. Il resto erano uomini adulti".

A Calais si guarda alla Manica come a un cimitero. I residenti hanno illuminato la notte con le candele: un omaggio alle tante vite spezzate, tra le quali ci sono anche quelle di cinque donne e una bambina.

Mehdi Dimpre risiede a Calais. Dice di non accettare che queste tragedie possano accadere: "È grave, mi fa arrabbiare, non è normale che queste cose succedano. E non è normale che, a livello politico, si sia arrivati".

Arrestati 4 sospetti trafficanti di uomini

Il ministro dell'Interno francese Gerald Darmanin ha annunciato l'arresto di quattro sospetti trafficanti di uomini, accusati di essere direttamente collegati alla traversata, che ha provocato il più alto numero di morti dal 2018.

Il Regno Unito ha sollecitato un'azione più dura da parte della Francia per impedire ai migranti di intraprendere il viaggio. La questione si è aggiunta alle crescenti tensioni post-Brexit tra Gran Bretagna e Francia, in particolare sui diritti di pesca.

"La risposta deve ovviamente venire anche dalla Gran Bretagna", ha detto Darmanin, chiedendo "una risposta internazionale coordinata molto dura".

Dall'inizio dell'anno, più di 1 500 'passeur' sono stati intercettati dalla polizia e dalla gendarmeria. La Francia agisce e fa la sua parte, ma la risposta deve essere coordinata ed europea.

Nei colloqui telefonici, Johnson e Macron hanno concordato sulla "urgenza di intensificare gli sforzi congiunti per prevenire queste traversate mortali".