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La Commissione europea propone un giro di vita sulla propaganda elettorale

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Di Sandor Zsiros  & Alberto de Filippis
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La Commissione europea propone un giro di vita sulla propaganda elettorale
Diritti d'autore  Kenzo Tribouillard/AFP or licensors

La Commissione europea ha presentato piani per costringere le piattaforme online come Facebook a etichettare chiaramente la propaganda politica a pagamento per evitare multe.

La pubblicità online sta diventando una specie di giungla che usa metodi sporchi secondo Bruxelles.

Vera Jourova, vicepresidente della Commissione europea: "Una volta adottata questa legge, gli utenti saranno in grado di distinguere chiaramente gli annunci dai contenuti organici perché i contenuti a pagamento saranno etichettati chiaramente. I cittadini potranno sapere perché stanno vedendo un annuncio, chi lo ha pagato, quali dati sono stati utilizzati per identificare gli utenti".

I giganti del web dovrebbero rivelare quali dati sono stati utilizzati e astenersi dall'usare dati sensibili per indicizzare le persone con pubblicità politiche. Alcuni hanno criticato l'iniziativa come una mossa pericolosa che creerebbe un ministero europeo della verità. Questo non è il caso dei piani attuali secondo un esperto.

Doru Frantescu, Votewatch Europe: "Non è stato proposto alcun meccanismo concreto che metta in pericolo la libertà di parola, sarebbe un controllo dei fatti molto sistematico, diciamo, fatto dalle autorità stesse, ma penso che finiremo per avere un meccanismo morbido, una specie di co-regolamento tra autorità e piattaforme per garantire che il contenuto non sia fuorviante, non manipolativo e trasparente per quanto riguarda chi lo ha postato".

Le regole sugli annunci elettorali devono essere approvate dai deputati e dai leader dell'UE e probabilmente entreranno in vigore entro il 2024.

Il piano fa parte di un più ampio giro di vite nella Big Tech per proteggere la democrazia e arriva poche settimane dopo le nuove rivelazioni di illeciti segnalati dalla ex esperta di Facebook Frances Haugen.