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Tragedia del Mottarone, i vigili rimuovono la cabina

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Di redazione italiana
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Mottarone
Mottarone   -   Diritti d'autore  Luca Bruno/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved

Partite le operazioni per rimuovere la cabina della funivia Stresa-Mottarone precipitata domenica 23 maggio, quando sono morte 14 persone e c'è stato un solo superstite delle persone a bordo, il piccolo Eitan di 5 anni.

L'intervento è stato preceduto da settimane di lavoro in quota dalle squadre dei Vigili del fuoco.

I resti della cabina, che è stata ricoperta con un telo, e altro materiale saranno trasportati a valle da un elicottero Erickson S64, al campo sportivo di Gignese e poi, con un camion, fino al Tecnoparco di Fondotoce-Verbania, dove saranno riposti in un capannone.

La diretta delle operazioni di rimozione, che avverranno con l'elicottero Erickson S64, sarà disponibile dalle ore 9 sul sito www.vigilfuoco.tv al seguente link: https://www.vigilfuoco.tv/diretta-riservata

La 'gru volante' a sei pale sta trasportando il carico, circa una tonnellata e mezza, al campo sportivo di Gignese, dove sarà poi trasferito con un camion nel capannone della Provincia al Tecnoparco di Verbania-Fondotoce.

Indagati

Sono 14 gli indagati per il capo servizio Gabriele Tadini (unico ai domiciliari), il titolare Luigi Nerini e il direttore di esercizio Enrico Perocchio, accusati di disastro, omicidio plurimo, lesioni gravissime, rimozione di sistemi di sicurezza attentato alla sicurezza dei trasporti.

Nelle settemina seguite alla tragedia si sono aggiunti i nomi di responsabili e tecnici di 4 aziende che hanno fatto negli anni la manutenzione, a cominciare dalla Leitner di Vipiteno (Bolzano) che finisce essa stessa nel registro degli indagati con le Ferrovie del Mottarone che gestisce l’impianto. Leader mondiale negli impianti a fune, Leitner ha assicurato la «massima disponibilità a collaborare» con gli inquirenti nella «ferma consapevolezza» di aver rispettato le norme.

Stando all'accusa  i freni di emergenza della cabina erano stati disattivati con i forchettoni se così non fosse stato la tragedia sarebbe stata evitata nel momento in cui la fune traente si è rotta.

Spetterà ai periti tracciare i contorni della tragedia e stabilire inoltre perché il cavo d'acciaio si sia rotto quel maledetto 23 maggio.

Freni

Dato per assodato che il disastro si sarebbe potuto evitare se i freni di emergenza della cabina non fossero stati disattivati con i «forchettoni», cosa di cui sono accusati il capo servizio Gabriele Tadini (unico ai domiciliari), il titolare Luigi Nerini e il direttore di esercizio Enrico Perocchio, la domanda a cui rispondere è: perché si è rotta la fune traente che ha innescato la tragedi  e di chi sono le responsabilità? La risposta arriverà dalla perizia già disposta dal gip Elena Ceriotti le cui operazioni cominceranno giovedì prossimo, ma si prevede dureranno mesi. 

**Eitan, unico sopravvissuto **

Unico sopravvissuto alla tragedia è il piccolo Eitan e  la sua storia rischia di diventare una tragedia nella tragedia. Nel disastro il bambino ha perso entrambi i genitori 

Eitan è il bambino di cinque anni, unico sopravvissuto nella tragedia del Mottarone, in cui, tra le vittime, ci sono anche i suoi genitori e il fratellino.  E per un destino beffardo che avrebbe dovuto spegnere i riflettori all'indomani delle dimissioni di Eitan dall'ospedale, il nome e la vicenda del piccolo han continuato a riempire le cronache italiane e internazionali.

Affidato alla zia materna, Eitan è stato portato in Israele dal nonno paterno decisione presa al di fuori di ogni concordato legale  - la famiglia di Eitan era di origini israeliane - e la fine della storia verrà scritta da un tribunale di Tel Aviv, dove si sono tenute già diverse udienze.