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In Kenya un asilo per gli elefantini orfani

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Di Debora Gandini
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Kenya, l'orfanotrofio per gli elefantini
Kenya, l'orfanotrofio per gli elefantini   -   Diritti d'autore  Jerome Delay/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.
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Forse non tutti lo sanno ma il 12 agosto si celebra la Giornata Mondiale per gli Elefanti. Istituita dall’idea di una regista canadese, Patricia Sims, e della Fondazione per la reintroduzione degli elefanti, il World Elephant Day è stato ufficialmente lanciato nel 2012. In Kenya da tempo però c’è chi si prende cura degli elefantini rimasti orfani a causa del bracconaggio.

Dal 1977 nel Nairobi National Park esiste il The David Sheldrick Wildlife Trust, intitolato all’omonimo naturalista inglese, che si occupa della salvaguardia dei cuccioli di questi mammiferi. “Vengono allattati, svezzati, seguiti in tutto ciò di cui hanno bisogno, racconta uno dei custodi. Sono animali molto gentili e intelligenti, molto simili in certi aspetti a noi essere umani. Anche se sono enormi non dobbiamo avere paura”

Una volta cresciuti, gli elefanti vengono rimessi in libertà nel loro habitat naturale, entro lo spazio protetto del Parco nazionale dello Tsavo. In questo orfanotrofio si segue un programma di soccorso e riabilitazione anche per i rinoceronti che insieme agli elefanti sono due specie minacciate costantemente e che hanno bisogno di tutto il supporto possibile.

Angela Sheldrick, CEO di Sheldrick Wildlife Trust fa notare che grazie alla Fondazione sono stati allevati nel corso degli anni più di 260 elefanti orfani, dando loro la possibilità di crescere nella natura, anche quella più selvaggia, e di reintegrarsi nel loro habitat. La Fondazione Sheldrick Wildlife Trust ha istituito numerose iniziative in tutto il Kenya, dove sono attive anche squadre di volontari e veterinari per garantire trattamento d’emergenza agli animali malati e feriti, salvando centinaia di vite ogni anno.

Poco tempo fa nell’ambito delle iniziative di contrasto al bracconaggio, furono date alle fiamme 105 tonnellate di avorio (provenienti da 8mila animali) e una tonnellata di corni di rinoceronte, per un valore stimato di 150 milioni di dollari. Il materiale accatastato nella pira accesa dal presidente Uhuru Kenyatta proveniva sia dalle zanne sequestrate a bracconieri e commercianti, sia da quelle raccolte dagli elefanti morti per cause naturali.