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Tutte le sfide dell’Iran: presidenziali, crisi economica e sanitaria

Di Anelise Borges  & Margherita Criscuolo
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Venerdì gli iraniani si recheranno alle urne per eleggere il nuovo presidente nel bel mezzo della crisi economica, aggravata dagli effetti devastanti della pandemia di Covid 19. L’Iran ha registrato 3 milioni di casi e 82.000 morti, ma le stime suggeriscono che il numero potrebbe essere molto più alto, come spiega la corrispondente di Euronews, Anelise Borges, a Teheran.

Nell’unità di terapia intensiva dell’ospedale Ebnesina della capitale, le elezioni sono un pensiero remoto: i medici sono più preoccupati dall'eventualità di dover far fronte a una quarta ondata della pandemia.

Secondo il direttore Arash Anisian bisognerebbe vaccinare “almeno 40 milioni di persone per rompere la catena di trasmissione”, ma finora gli iraniani vaccinati sono solo quattro milioni.

Motivo di grande preoccupazione, questo, anche per Javad Nazari, medico intensivista che, in 15 mesi, ha assistito circa 80 pazienti al giorno, sei giorni alla settimana.

L'Iran è stato il Paese del Medio Oriente più colpito dalla pandemia di Covid 19: come nel resto del mondo anche qui il personale sanitario è stremato. I medici, a causa delle sanzioni imposte a Teheran, hanno avuto l’impressione di dover affrontare la pandemia contando solo sulle proprie forze.

“Nei primi due, tre mesi - afferma Anisian - abbiamo avuto molti problemi con i dispositivi di protezione individuale, le mascherine, i farmaci per i pazienti e alcune attrezzature come quelle per la ventilazione meccanica non invasiva. Senza poter effettuare transazioni di denaro, nessuno ci ha venduto niente”.

Chi vincerà le elezioni presidenziali di venerdì dovrà affrontare più crisi contemporaneamente: le trattative con l'Occidente sul nucleare, la crisi economica e l’emergenza sanitaria.