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Israele-Gaza: attacchi aerei e lanci di missili non si arrestano, ONU "allarmata dall'escalation"

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Di Redazione italiana  Agenzie:  ANSA
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Israele-Gaza: attacchi aerei e lanci di missili non si arrestano, ONU "allarmata dall'escalation"
Diritti d'autore  Khalil Hamra/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.

Migliaia di palestinesi hanno preso i propri bambini e oggetti personali per fuggire dalle loro case mentre Israele colpisce la parte nord della Striscia di Gaza con attacchi aerei.

Sterminata una famiglia di sei persone nella propria abitazione, danneggiati pesantemente alcuni quartieri, durante quella che era stata definita come un'operazione per sgomberare i tunnel dai militanti.

"Siamo allarmati dalla continua escalation di violenza nei Territori Palestinesi Occupati e in Israele - dice Jens Laerke, portavoce dell'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) - il numero delle vittime continua a salire su entrambe le sponde del conflitto e i civili stanno soffrendo".

Con l'intensificarsi degli sforzi internazionali per un cessate-il-fuoco, Israele sembra voler infliggere il massimo dei danni possibili al gruppo militante islamico Hamas.

Sono 150 gli obiettivi colpiti a seguito degli attacchi aerei di Israele a Gaza: il numero delle vittime continua a salire, l'ultimo bollettino ufficiale ne conta 122, tra questi 31 erano bambini.

Circa duemila, invece, i razzi lanciati finora da Gaza in senso opposto: l'Esercito israeliano afferma di aver colpito posizioni strategiche di Hamas, mentre altri razzi sono stati lanciati nel nord di Israele dal Libano meridionale, area sotto la sorveglianza dell'UNIFIL, forza militare di interposizione dell'ONU.

Il bilancio provvisorio degli arresti in seguito agli scontri militari (tra palestinesi e israeliani a Gerusalemme e nella Striscia di Gaza) e dei disordini causati sia da militanti di estrema destra dello Stato ebraico che dalle tensioni tra ebrei e arabi israeliani in diverse città è di 375 persone.

Intanto, nelle ultime ore un carico di armi di Hezbollah, milizia libanese filo-iraniana, è stato colpito da un attacco aereo israeliano al confine tra Siria e Libano.

Egitto e Turchia prendono posizione

L'Egitto ha chiesto ai Paesi occidentali di esercitare pressioni su Israele affinché accetti una tregua: da segnalare anche la presa di posizione del presidente turco Erdogan, che definisce Israele uno "Stato terrorista".

La cronaca di un incredibile errore: così nasce una fake-news

In precedenza, il portavoce militare israeliano Jonathan Conricus aveva fatto sapere - contrariamente a quanto comunicato in un primo momento - che "attualmente non ci sono truppe di terra all'interno della Striscia di Gaza".

"L'aviazione e le truppe di terra stanno attualmente conducendo attacchi su obiettivi nella Striscia", ha aggiunto Conricus, adducendo "un problema di comunicazione interno".

Il quotidiano "Times of Israel" prova a spiegare la clamorosa gaffe dell'Esercito israeliano, che la notte scorsa attraverso un suo portavoce ha prima annunciato l'avvio delle operazioni di terra a Gaza e dopo un paio d'ore ha precisato che invece le truppe non erano mai entrate nella Striscia, adducendo "un problema interno di comunicazione".

"Le forze di difesa israeliane - scrive il giornale sul suo sito web - sembrano aver indotto erroneamente i media stranieri a credere che l'esercito avesse lanciato un'invasione di terra nella Striscia durante il suo massiccio bombardamento del nord di Gaza. Nella sua dichiarazione iniziale in inglese, l'esercito ha espresso in modo ambiguo dove si trovavano le sue forze di terra durante l'attacco, dicendo che 'le truppe aeree e di terra dell'IDF stanno attualmente attaccando nella Striscia di Gaza'.

Quando è stato chiesto di chiarire la questione, ovvero se ci fosse stata un'invasione di terra, il portavoce dell'IDF Jonathan Conricus ha risposto: 'In effetti, le forze di terra stanno attaccando a Gaza. Questo vuol dire che sono nella Striscia'".

Parole che Conricus, tra l'altro, ha ripetuto anche al corrispondente dell'ANSA a Tel Aviv che lo ha chiamato per avere conferma diretta dell'avvio dell'intervento di terra.

Ma, continua "Times of Israel", sebbene dire che l'esercito era dentro Gaza "fosse tecnicamente corretto", è stato fuorviante: "Alcune truppe dell'IDF erano effettivamente posizionate in un'enclave tecnicamente all'interno del territorio di Gaza, ma a tutti gli effetti sotto il controllo israeliano. Per questo la loro presenza lì non poteva rappresentare un'invasione di terra".

"Tutto ciò - conclude il Times of Israel - ha portato alla diffusione di notizie false in tutto il mondo, incluso da parte del New York Times e del Washington Post, secondo cui Israele aveva lanciato una campagna di terra nella Striscia di Gaza, cosa che invece non aveva fatto".

Ancora bombardamenti, il bilancio si aggrava

Tel Aviv minaccia Hamas e ha mobilitato altri 9.000 riservisti, portando il totale a 16.000.

Dopo una nuova notte di attacchi aerei israeliani a Gaza e razzi palestinesi lanciati in territorio israeliano, gli appelli per un cessate il fuoco sembrano non trovare nessuno ad ascoltarli.

L'agenzia Safa Press riferisce di "nuovi raid israeliani su Gaza" in particolare "contro la parte orientale e settentrionale di Gaza City".

La tv Al Jazeera segnala anche segnalati colpi di artiglieria e bombardamenti ella città di al-Fakhari, a est di Khan Yunis.

Per tutta la notte, circa 160 aerei dell'Esercito israeliano hanno colpito oltre 150 "obiettivi sotterranei" nel nord della Striscia di Gaza, riferisce un comunicato delle Forze armate d'Israele, citato dal "Guardian".

Parallelamente ai raid aerei forze di terra, artiglieria e truppe corazzate si sono schierate lungo il confine e hanno sparato centinaia di proiettili di artiglieria e carri armati.

L'obiettivo degli attacchi, si legge ancora nel comunicato, era la rete dei tunnel sotterranei di Hamas, della quale "sono stati distrutti molti chilometri".

Il ministero della sanità di Gaza, citato da fonti locali, ha fatto sapere che i morti nella Striscia continuano inesorabilmente a salire, sette sono invece le vittime in Israele.

Una convivenza ormai impossibile

Le immagini di Lod, città gravemente colpita dai razzi palestinesi, sono soltanto uno dei simboli dell'ondata di violenza scoppiata in Israele da venerdì scorsi, l'ultimo del Ramadan, con gli scontri avvenuti a Gerusalemme sulla Spianata delle Moschee.

Lod, Bay Yam e Giaffa sono tre città "multiculturali" dove la convivenza tra israeliani e palestinesi sta diventando impossibile.

"Continueremo finchè sarà necessario"

In difficoltà, anche politicamente, il premier israeliano Benjamin Netanyahu, accusato dall'opposizione di aver perso il controllo della situazione.

Benjamin Netanyahu, primo ministro israeliano: "Cittadini d'Israele, abbiamo a che fare con una campagna su due fronti. Il primo fronte è Gaza. Ho detto che avremmo preteso un prezzo molto pesante da Hamas e dalle altre organizzazioni terroristiche.

Lo stiamo facendo e continueremo a farlo con grande forza. Non è detta l'ultima parola e questa operazione continuerà finché sarà necessario per restituire la tranquillità e la sicurezza allo Stato d'Israele".

Tutti parlano di cessate il fuoco, ma nessuno ascolta

Il Segretario di Stato americano Antony Blinken ha incontrato il presidente palestinese Abu Mazen per chiedergli il cessate il fuoco.
Anche Il presidente russo Vladimir Putin e il Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres hanno chiesto la fine dei combattimenti.

Gli Stati Uniti, il più grande alleato di Israele, si sono detti profondamente preoccupati per la situazione nella regione mediorientale. Ma il presidente Joe Biden continua ad appoggiare Netanyahu.

E al Congresso, il Partito Democratico, che controlla entrambe le camere, sostiene decisamente la posizione di Israele.