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Gaza, botta e risposta militare tra Israele e Hamas: ecco chi ne fa le spese

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Gaza, botta e risposta militare tra Israele e Hamas: ecco chi ne fa le spese
Diritti d'autore  Khalil Hamra/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.
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Ci sono i video, resi pubblici dall'esercito israeliano, che mostrano l'offensiva militare nella Striscia di Gaza. Gli attacchi aerei hanno centrato diversi obiettivi sensibili e - sostiene Israele - nei raid sono stati uccisi "diversi terroristi operativi".

Sul fronte opposto Hamas ha lanciato una raffica di razzi, in profondità, nel territorio israeliano. Un'escalation incessante proprio mentre i negoziatori egiziani cercavano di mediare con le parti.

"Le azioni difensive delle batterie Iron Dome ci consentono di effettuare attacchi - ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu - l'IDF ha già colpito centinaia di obiettivi e presto supereremo i 1.000. Colpiamo Hamas mentre difendiamo i nostri cittadini".

Continuiamo a colpire Hamas per difendere i nostri cittadini
Benjamin Netanyahu
primo ministro israeliano

Botta e risposta: in mezzo c'è la popolazione civile

Oltre ad Hamas e agli obiettivi sensibili, Israele ha però colpito anche i civili. A Um el-Nasser nel nord della Striscia una famiglia intera, tra cui una donna incinta, è stata sterminata. Lo afferma, in base ad informazioni preliminari, la stampa locale.

Dall'inizio delle ostilità, il bilancio, provvisorio, è di oltre 100 vittime palestinesi e 7 morti israeliani.

Nella foto ⬇️: Un paramedico palestinese si avvicina al corpo di un morto sepolto tra le macerie della casa crollata, appartenente alla famiglia al-Tanani, distrutta in seguito a un attacco aereo israeliano a Beit Lahia, nella Striscia di Gaza settentrionale, il 13 maggio 2021.

QUSAY DAWUD/AFP or licensors
GazaQUSAY DAWUD/AFP or licensors

Anche Hamas continua nella sua offensiva.

La decisione di sparare razzi su Tel Aviv, Gerusalemme, Dimona, Ashqelon e qualsiasi altra città dai nostri territori è più facile per noi che bere dell'acqua
Abu Obaida
portavoce ala militare di Hamas

Mentre alcuni attacchi missilistici di Hamas hanno raggiunto Tel Aviv, in città si è scatenata la guerriglia urbana. I voli sono stati cancellati o deviati dal principale aeroporto del Paese.

L'esercito israeliano ha richiamato in tutto, a partire dai giorni scorsi, circa 12mila riservisti e bloccato tutte le licenze.
Il rapporto di forza non cambia: se Hamas ha lanciato circa 130 razzi, la maggior parte dei quali intercettati dall'Iron Drome, il sistema di difesa israeliano, sono stati oltre 600 gli attacchi da parte di Israele.
Nel conflitto che si inasprisce sono sempre i minori ad avere la peggio: secondo l'Unicef, sono 17 i bambini palestinesi rimasti uccisi (il bilancio delle autorità locali è però salito a 27 vittime) e 2 quelli israeliani.

Tre razzi lanciati dal Libano

La tensione cresce in tutta l'area: tre razzi sono stati sparati verso Israele dal sud del Libano, da una zona prossima alle basi militari del contingente italiano di Unifil, la missione Onu a ridosso della linea di demarcazione con lo Stato ebraico. Secondo media locali, i razzi sono partiti da piattaforme mobili piazzate in un campo agricolo e nascoste tra il fogliame alto e denso di piantagioni di banane nei pressi di Qleila, a 10 chilometri dalla base di Shamaa del contingente italiano, responsabile del Settore occidentale (Sector West) dell'Area di responsabilità (AoR) della missione Onu.

I tre razzi sono stati lanciati dal Libano nel Mar Mediterraneo al largo della costa della Galilea. Nessun gruppo ha rivendicato l'attacco.

Nel tweet Unifil: "A seguito di segnalazioni di lancio di razzi dal sud del Libano in Israele, il capo missione #UNIFIL @stefanodelcol è in contatto con @Lebarmyofficial & @IDF __sollecitando la massima moderazione per evitare un'ulteriore escalation".

UNIFIL in coordinamento con #LAF sta potenziando il controllo di sicurezza nell'area.Gli Stati Uniti sostengono una discussione aperta degli eventi in Israele al Consiglio di sicurezza dell'Onu all'inizio della prossima settimana: lo ha dichiarato il Segretario di Stato Usa, Antony Blinken, che si è detto profondamente preoccupato per le perdite di vite umane tra i civili, soprattutto bambini, e ha rilanciato la necessità di lavorare per la cessione delle ostilità tra le parti.