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Furti di rotaie nei depositi Rfi del Casertano, 5 arresti

Di ANSA
Ai domiciliari tre dipendenti Rete Ferroviaria e due della Sirti
Ai domiciliari tre dipendenti Rete Ferroviaria e due della Sirti
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(ANSA) – NAPOLI, 01 MAR – Avrebbero sottratto almeno 40
tonnellate di materiale ferroviario, del valore di centinaia di
migliaia di euro, dai depositi di Rfi situati nel Casertano. E’
l’accusa a carico di cinque persone – tra cui tre dipendenti di
Rete Ferroviaria Italiana e due di Sirti Spa, importante società
che lavora per Rfi – finite agli arresti domiciliari nell’ambito
di un’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere, che
ha scoperto l’esistenza di un’associazione criminale, formata
appunto da dipendenti di Rfi infedeli, titolari di imprese di
raccolta metalli o che lavorano per Rete Ferroviaria Italiana,
“specializzati” in furti di rotaie, bobine di rame, scambi,
casse induttive, e tutti quegli oggetti presenti nei depositi
ferroviari che potessero essere rivenduti. Per altri dieci
indagati, quasi tutti piccoli imprenditori, il Gip di Santa
Maria Capua Vetere ha emesso la misura dell’obbligo di
presentazione alla polizia giudiziaria.
Le indagini sono state realizzate, tramite intercettazioni
telefoniche e ambientali e immagini dei sistemi di
videosorveglianza dei depositi, dagli investigatori della
Polizia Ferroviaria della Campania, che hanno anche eseguito le
misure cautelari. I poliziotti hanno iniziato a capire che c’era
qualcosa di più ampio dietro i tanti furti avvenuti in depositi
del Casertano: ben dodici quelli accertati nel corso delle
indagini, denunciati a Caserta, Santa Maria Capua Vetere,
Aversa, Villa Literno, con danni alla società che gestisce la
rete ferroviaria per centinaia di migliaia di euro. Determinante
anche la collaborazione della Protezione Aziendale di Rfi.
Dall’inchiesta è emerso che la “testa” del sodalizio era proprio
all’interno di Rfi; quattro gli operai coinvolti, addetti alla
manutenzione ferroviaria. Erano loro – è emerso – ad entrare con
badge e telecomandi nei depositi; poi, con l’aiuto dei mezzi
messi a disposizione dagli imprenditori complici, asportavano il
materiale che veniva rivenduto grazie ai titolari di imprese di
raccolta metalli. (ANSA).

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