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Arte al supermercato: cinque artisti tra scatole e ortaggi

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Arte al supermercato
Arte al supermercato   -   Diritti d'autore  Luca Palamara
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E’ una questione di nutrimento. Sculture e installazioni d’arte spuntano tra gli scaffali ed i banconi di questo supermercato nel centro di Napoli. Gli artisti vogliono affermare che nutrire lo spirito è importante come nutrire il corpo, specialmente durante una pandemia.

E se le persone non possono godere dell’arte nei musei, allora l’arte incontra le persone lì dove si svolge la loro vita quotidiana, dove vanno a fare la spesa.

Luigi Solito – Gallerista e co-ideatore del progetto ‘Aggiungi al carrello’

L’opera si completa quando qualcuno la vede. Al centro della creazione dell’opera d’arte c’è l’uomo che la osserva. Nel momento in cui gli artisti per più di un anno non hanno potuto esibirsi nei musei e nelle gallerie private, a noi è parso doveroso cercare una soluzione.”

Aldo Carlotto – Socio del supermarket Gourmeet

Tutta la selezione di opere direi che si è perfettamente integrata con un contesto anomalo, che non è sicuramente la galleria d’arte e questo ha consentito il famoso ‘effetto wow’, cioè la sorpresa delle persone che frequentano quotidianamente la superfice.”

Andare al supermercato per fare la spesa e trovarsi circondati da opere d’arte non è un’esperienza di tutti I giorni ma, tuttavia, è qualcosa che dà forza in questi tempi difficili.

I cinque artisti che espongono in questo supermercato fanno interagire le loro opere con l’ambiente circostante attraverso il tema comune del nutrimento.

Christian Leperino – Artista

E’ una donna pregna, incinta, proprio per portare il significato dell’importanza dell’arte che è sempre intesa, per quanto mi riguarda, come nutrimento. Quindi l’arte, come la donna che genera, è sempre generatrice di vita, di bellezza.”

Francesca Matarazzo di Licosa – Artista

Con questo lavoro io vorrei far comprendere a tutta una parte di persone che il nutrimento principale di un essere umano è quello spirituale, non è solo quello fisico. Quindi, avendo chiuso i musei e tutte le gallerie è stato un danno soprattutto mentale ed emotivo nei confronti della collettività.”

L’arte può aiutare tutti a superare questo momento difficile, ma non a stomaco vuoto.