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Il calcio britannico annuncia boicottaggio verso i social media

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I club inglesi dicono basta agli insulti razzisti e proclamano un vero e proprio boicottaggio di 3 giorni nei confronti dei social media.

L'astensione dalla comunicazione, che inizia questo venerdì 30 aprile fino al lunedì successivo, concerne la premiere league, la serie b britannica e la superlega femminile.

L'intero movimento britannico ha deciso un passo così importante dopo che alcune squadre come gli scozzesi dei Rangers e gli inglesi di Birmingham e Swansea, avevano deciso di silenziare i loro account a causa degli attacchi contro i lor tesserati Yan Dhanda, Ben Cabango e Jamal Low.

Non va meglio ad alcuni giocatori del Manchester United come Anthony Martial e Marcus Rashford, oltre a Reece James, del Chelsea, ed altri che sono stati attaccati in modo volgare e violento.

Jürgen Klopp, allenatore Liverpool: "Accade spesso su social media, ma resta una cosa anormale quello che alcuni possano offendere nascondendosi dietro una tastiera e un nome fasullo. Bisogna risolvere questo problema".

José Mourinho, ex-allenatore Tottenham Hotspur: "Non credo sia solo un proble a di ragazzini che offendono. Sono i grandi media che debbono seriamente decidere di combattere questo modo di fare e vincere per tutti noi questa battaglia".

L'undici febbraio in una lettera aperta al capo di Twitter, Jack Dorsey, e a quello di Facebook , Mark Zuckerberg, i responsabili del calcio britannico avevano chiesto di prendere contromisure per evitare questo gioco al massacro, ma Twitter aveva risposto che non aveva nessuna intenzione di imporre limiti o censure ai commenti dei conti anonimi.