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Nemmeno il Covid ferma Sanremo 2021. "Un Festival per il Paese"

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Di Debora Gandini
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Il dibattito è sempre lo stesso: Sanremo sì, Sanremo no. Mesi di polemiche e dibattiti accesi tra chi chiedeva il rinvio della kermesse canora e chi invece sosteneva a spada tratta il Festival della canzone italiana. E alla fine il Festival della canzone italiana è sopravvissuto a tutto. Alle zone rosse, ai bollettini sui contagi, ai decreti e alle restrizioni. Meglio così. Si legge sui social. E qui si torna al punto di partenza. Ogni anno la stessa storia. L’emergenza sanitaria e la crisi economica non hanno scalfito le due tifoserie, i pro e i contro Sanremo. E non importa se la platea è vuota e gli applausi sono finti. Gli altri ingredienti ci sono tutti e sono sempre gli stessi: la scalinata, i conduttori, i super ospiti, i big, gli esordienti e i momenti strappalacrime, le presunte provocazioni e le ripetute gag.

Una cosa è cambiata. Anche nel tempio sacro della musica italiana, il Teatro Ariston meno vistoso del solito. La pandemia ha messo in ginocchio l’intero settore dello spettacolo, penalizzato dalla chiusura dei locali e dall’assenza di aiuti concreti.

Intanto se i conti si fanno sempre alla fine, alcuni si possono già abbozzare. Secondo le stime, i costi totali di Sanremo 2021 dovrebbero aggirarsi intorno ai 17 milioni e 400mila euro, 600mila in meno dello scorso anno. Ma questa volta non ci saranno gli introiti provenienti dai biglietti. Ma In fondo Sanremo è sempre Sanremo. Anche se quest’anno lo slogan più adatto sembra essere questo: è tutto un equilibrio sopra la pandemia.