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Vertice UE: intesa sui certificati vaccinali

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Di Elena Cavallone
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Vertice UE: intesa sui certificati vaccinali
Diritti d'autore  Olivier Hoslet/AP

Velocizzare le vaccinazioni e mantenere una linea dura con le case farmaceutiche, queste le conclusioni del vertice europeo in cui i 27 capi di stato e di governo hanno anche raggiunto un’intesa per istituire dei certificati vaccinali che consentirebbero il ritorno alla libera circolazione delle persone.

La Presidente della Commissione europea, Ursula Von Der Leyen, indica un orizzonte temporale per la sua realizzazione: “abbiamo bisogno di almeno tre mesi per lo sviluppo tecnico di un sistema interoperabile a livello europeo - spiega-. C'è molto lavoro da fare da parte della Commissione a livello europeo e molto lavoro da fare tecnicamente per gli Stati membri a livello nazionale ".

Il certificato verrebbe rilasciato a coloro che hanno ricevuto il vaccino, a chi si è sottoposto a un test PCR negativo o a coloro che hanno già sviluppato gli anticorpi.

La sua realizzazione non dovrebbe essere difficile a livello tecnico: esistono già dei pass per le vaccinazioni, ad esempio per la febbre gialla, che vengono utilizzati quando si viaggia in altri paesi. Si tratterebbe di adattare i pass e renderli digitali.

Il tema dei certificati sembra assumere ancora più importanza se si pensa alle divisioni tra alcuni paesi membri dell'UE, tra cui Germania, Austria e Repubblica Ceca, sulle chiusure delle frontiere per evitare la trasmissione del virus e delle varianti.

Il Belgio e la Germania difendono le loro politiche sulle restrizioni di viaggio, nonostante le critiche della Commissione Europea ma tutto ciò solleva lo spettro di lunghe code alle frontiere, che potrebbe mettere in pericolo il mercato unico.

Altra priorità dei leader è l’aumento della produzione dei vaccini e garantire una fornitura costante delle dosi promesse dalle case farmaceutiche.

Finora le vaccinazioni in Europa stanno procedendo a passo di lumaca: delle 51,5 milioni di dosi consegnate agli Stati membri, ne sono state somministrate solo 29, 17 ovvero l'8 per cento della popolazione europea adulta.

Di questo passo vaccinare il 70 per cento della popolazione adulta europea (255 milioni di persone) entro la fine dell'estate sembra difficile.

Charles Michel, il Presidente del Consiglio europeo ha ribadito il sostegno alla Commissione europea nel lavorare con l'industria farmaceutica per "identificare gli intoppi nella produzione, garantire le catene di approvvigionamento e aumentare la produzione. Vogliamo inoltre più prevedibilità e trasparenza e che le aziende farmaceutiche rispettino i loro impegni".

La Commissione europea ha siglato accordi con diverse aziende per oltre 2,6 miliardi di dosi di vaccino ma finora solo tre sono stati autorizzati: quelli di Pfizer-BioNTech, Moderna e AstraZeneca. Per il vaccino Johnson & Johnson si dovrà aspettare il mese prossimo.