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C'è luce alla fine del tunnel: buone le previsioni di crescita nella zona euro dopo la pandemia

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EU commissioner for 'Economy' Paolo Gentiloni
EU commissioner for 'Economy' Paolo Gentiloni   -   Diritti d'autore  KENZO TRIBOUILLARD/AFP
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C’è una luce alla fine del tunnel per l'economia della zona euro. Lo afferma la Commissione europea, che prevede che la produzione tornerà al livello pre-pandemia prima di quanto previsto.

L’economia dell'area dell'euro crescerà del 3,8 % quest'anno e nel 2022.

Una previsione che prende in considerazione il processo di vaccinazione, ha spiegato il commissario all’economia, Paolo Gentiloni. Tuttavia, ha aggiunto che ci sono ancora molte incertezze, comprese le varianti del virus covid-19.

"Quello che ha cambiato sostanzialmente le nostre previsioni è stata la svolta dei vaccini, onestamente. A novembre abbiamo avuto la certezza che i diversi vaccini sarebbero stati disponibili nel 2021, il che non era affatto chiaro pochi mesi prima. Siamo ancora in un inverno difficile ma abbiamo una prospettiva di crescita per la seconda parte di quest'anno e per il 2022", ha affermato.

Si prevede che la Spagna e la Francia registreranno la crescita più rapida quest'anno, rispettivamente al 5,6% e al 5,5%, dopo aver subito forti perdite di produzione lo scorso anno.

Per Gentiloni una delle sue maggiori preoccupazioni è l'impatto della pandemia sull'occupazione e la coesione sociale.

"Nel complesso possiamo dire che una reazione forte e veloce ha ridotto l'impatto sociale, ma questa riduzione non deve essere sopravvalutata. Il fatto che vediamo una pochissima crescita della disoccupazione non dice tutta la verità. L’Unione europea e i governi nazionali devono impegnarsi per evitare cicatrici profonde nel tessuto sociale".

Gentiloni ha sottolineato che i primi segnali di ripresa dovrebbero vedersi all'inizio dell’estate, quando si alleneranno le restrizioni.

Per quanto riguarda l'Italia la Commissione europea stima che per il 2021 il PIL italiano dovrebbe crescere del 3,4 %, dopo la pesante contrazione dell’8.8% registrata del 2020 a causa della pandemia. Una crescita dovuta soprattutto alle misure di sostegno intraprese dal governo per attenuare le ricadute della pandemia sui posti di lavoro e le piccole e medie imprese.

A tal proposito il Commissario Gentiloni avverte: è troppo presto per ritirare quelle misure di sostegno e si dice fiducioso circa la capacità del presidente incaricato Mario Draghi di agire nella giusta direzione.

Bruxelles inoltre prevede che il PIL reale tornerà ai livelli del 2019 entro la fine del 2022.

Bisogna ricordare, però, che queste previsioni non prendono in considerazione l’effetto del Recovery Plan che dovrebbe aggiungere uno 0,6% alla crescita del PIL nei prossimi anni.

Journalist • Elena Cavallone