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Brexit: nuova fumata nera

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Brexit: nuova fumata nera
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Virtualmente sfumata, a un'ora dalla scadenza ufficiale, la speranza di rimettere un accordo commerciale sulla Brexit al Parlamento Europeo. Non è bastata l'ennesima maratona di colloqui fra il capo negoziatore britannico David Frost e quello dell'Unione Europea, Michel Barnier, per strappare un via libera entro i termini tecnici, richiesti per una ratifica entro la data limite del 31 dicembre.

Si va quindi ai supplementari, ma sul cruciale nodo della pesca le parti sono ancora distanti. Bruxelles offre compensazioni pari al 25% dei proventi. Una quota lontana dal 60% reclamato da Londra, che tramite il premier Boris Johnson parla di "richieste UE incompatibili con la nostra indipendenza".

Spianata da Parigi, che sabato invitava a non sacrificare interessi così importanti ad esigenze di calendario, la strada che si profila è ora quella di negoziati ad oltranza. Anche se sempre più flebile, la speranza è quella di raggiungere in extremis un accordo provvisorio entro il 31 dicembre, che sarebbe poi ratificato soltanto in un secondo momento. Un'ultima spiaggia, per evitare che dal 1° gennaio scatti la temutissima tagliola di dazi e quote .