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Billie Holiday, il documentario sulla vita della signora del jazz

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Billie Holiday, il documentario sulla vita della signora del jazz
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Non è vero che "le donne odiavano il jazz e non si capisce il motivo", come suggerisce la bella canzone di Paolo Conte.

Musica di libertà ed emancipatrice, il jazz è anche donna laddove all'ascolto subentra anche la fase creativa, che affida le 'blue notes', le poliritmie, gli scarti ritmici e le fughe nell'improvvisazione ad alcune interpreti senza tempo.

Holiday, una vita per il jazz nel ricordo di colleghi e amici

"Cantava solo la verità, non conosceva altro" ricorderà di lei l’amica e cantante Sylvia Syms.
Billie Holiday non era solo una voce calda e perturbante: a raccontare, in tutta la sua complessità, la vita della signora del jazz è il regista britannico James Erskine, che mette insieme in un documentario - come tasselli di un puzzle - diverse interviste su nastro mai ascoltate prima.

Sono le voci di chi la conosceva bene, tra cui colleghi musicisti come Charles Mingus, Sylvia Sims e Count Basie, ma anche amici, compagni di scuola, agenti dell’FBI e amanti, che meglio definiscono i contorni di una leggenda americana, catturando la sua profondità e complessità.
Il documentario "Billie" attinge dunque a 200 ore di interviste inedite che la giornalista raccolse alla fine degli anni ’60 per ricostruire la vita controversa di Billie Holiday e farne una biografia mai edita.

La battaglia per i diritti civili

Linda Lipnack Kuehl si era concentrata anche sulla canzone di Holiday "Strange Fruit", registrata nel 1939. Un brano sul linciaggio dei neri americani.

Cokmenta Michele Smith, vice presidente, Concord / Billie Holiday Estate: "Billie ha toccato molti diversi aspetti della vita in relazione ai diritti civili, diritti LGBTQ, diritti degli animali. Voglio dire, era un'attivista prima che la parola fosse popolare. Penso che in questo film lo si veda. Credo che la sua eredità sia quella di essere stata una combattente, una sopravvissuta. E sono onorata e apprezzo il fatto che questo sia venuto fuori attraverso questo film".

Billie Holiday conobbe una vita di abusi: droga, alcol, relazioni violente.

Perché tanti grandi del jazz muoiono così presto, le viene chiesto da un giornalista.

L'unico modo per rispondere alla domanda - disse Holiday - è che cerchiamo di vivere 100 giorni in un giorno.

Billie Holiday morì nel 1959 a 44 anni con 0,70 dollari in banca.