ULTIM'ORA
This content is not available in your region

Brexit, l'Ue vuole un accordo entro mercoledì

euronews_icons_loading
Brexit, l'Ue vuole un accordo entro mercoledì
Diritti d'autore  JOHN THYS/AFP
Dimensioni di testo Aa Aa

La corsa contro il tempo per trovare un accordo sulla Brexit da oggi ha una nuova scadenza: mercoledì prossimo. Almeno questa sembra essere la conclusione dell'incontro con gli ambasciatori dei Ventisette Stati membri e gli europarlamentari con il caponegoziatore per la Brexit dell'Unione europea Michel Barnier. Nell'incontro di oggi Barnier ha riferito ai rappresentanti di ogni Stato dell'Ue, i nodi irrisolti e il contenuto delle dieci ore di negoziazioni che si sono tenute con la controparte britannica nel finesettimana.

Bruxelles vorrebbe giungere al prossimo summit europeo di giovedì e venerdì prossimi con un accordo di massima per archiviare, almeno per il momento, il tema della Brexit. Anche perché al vertice ci sarà un altro braccio di ferro a dominare gli sforzi diplomatici e sarà quello quell'approvazione del bilancio pluriennale europeo 2021-2027 e il Recovery fund.

Londra ha comunque rifiutato questa nuova scadenza imposta in modo unilaterale da parte dell'Ue, riservandosi il diritto di negoziare “il migliore accordo possibile” fino alla fine. Ma la fine è davvero vicina; il 31 dicembre scade il periodo di transizione e per tutti sarebbe meglio avere un accordo prima di Natale. Il premier britannico Boris Johnson e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si sono sentiti più volte durante il finesettimana e una nuova chiamata è prevista anche per oggi.

Intanto continuano le negoziazioni anche sul tavolo tecnico con il ministro britannico per la Brexit, Michael Gove, giunto a Bruxelles, per parlare dei nodi non ancora sciolti. Tra i più ostici c'è quello sugli aiuti di governo nel settore dell'energia e dell'aviazione che potrebbe portare Regno Unito e Unione europea a rivolgersi pesanti (e costose) accuse di violazione delle regole della libera concorrenza. Le due parti non avrebbero nemmeno concordato su quale tribunale fare riferimento in caso di simili dispute.

Ma la chiave di svolta, a questo punto, sembra essere più che altro politica, per questo le due parti continuano a tirare la corda senza spezzarla.Trovare un accordo sulla Brexit, però, secondo gli analisti, sembrerebbe poco plausibile. Come osserva Jon Worth, giornalista ed esperto di Brexit, il fatto che Boris Johnson non abbia avuto alcuna conversazione telefonica con il presidente francese Emmanuel Macron, o con il primo ministro olandese Mark Rutte, non sarebbe un buon segno.