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Ue, tra corsa ai vaccini e festini gay. Ecco di cosa si parla a Bruxelles

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Ue, tra corsa ai vaccini e festini gay. Ecco di cosa si parla a Bruxelles
Diritti d'autore  Czarek Sokolowski/AP
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Diritti Lgbt

Il partito nazionalista ungherese Fidesz, questa settimana, ha dovuto constatare che la sua agenda reazionaria contro la comunità Lgbt non è praticabile, neanche per i suoi stessi fondatori.

Di sicuro non lo è per l'eurodeputato di Fidesz, József Szájer, sorpreso durante un festino gay con venti uomini a Bruxelles venerdì scorso. In tempi normali in Belgio una festa simile, tra adulti consenzienti, non avrebbe nulla di illegale, ma la sfortuna di Szajer, è che ha infranto le restrizioni anti Covid.

Szajer, è stato tra gli autori della riforma costituzionale ungherese a favore della famiglia tradizionale introducendo molti limiti ai diritti delle persone Lgbt. Negando così ai suoi cittadini un clima liberale di cui sembra invece apprezzarne i valori nella sua vita privata.

Vaccino

Donald Trump sembra aver perso anche la competizione per arrivare prima al vaccino contro il coronavirus. Questa settimana, il Regno Unito ha autorizzato l'acquisto e la somministrazione del vaccino anti Covid-19 prodotto dall'americana Pfizer in collaborazione con la tedesca BioNTech, diventando così il primo Paese occidentale ad iniziare la lunga campagna di immunizzazione.

Lunedì prossimo verrà distribuito il primo lotto di dosi dando la priorità ad operatori sanitari e anziani, ma il primo ministro, Boris Johnson, invita comunque alla prudenza. L'arrivo del vaccino non è un liberi tutti, “la battaglia contro il coronavirus – ha detto Johnson - non è ancora finita".

Recovery fund

Quanto ai fondi per superare la crisi economica, sembra ormai evidente che arriveranno prima i vaccini che i soldi del Recovery fund.

In realtà le risorse ci sarebbero, ma manca l'approvazione unanime per sbloccarle, con il veto di Polonia e Ungheria che non vogliono essere obbligate a rispettare lo Stato di diritto per ricevere i fondi. Il tempo per le negoziazioni sta ormai volgendo al termine, così come la pazienza della presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen che per superare lo stallo ha lanciato una stilettata a Varsavia e Budapest: "In caso di dubbi di natura giuridica – ha detto von der Leyen - esiste un luogo predisposto a cui rivolgersi e questa istituzione è la Corte di giustizia europea. Non si può discutere di leggi a spese di milioni di europei che aspettano disperatamente il nostro aiuto nel mezzo di una pandemia e di una crisi profonda ".

Polonia euroscettica

Cosa trattiene la Polonia in Europa mentre cresce l'euroscetticismo nel governo ultraconservatore di Mateusz Morawiecki ? Molti media intravedono i rischi di una “Polexit”, una Brexit in salsa polacca. Ma non Tomasz Bielecki, corrispondente da Bruxelles della Gazeta Wyborcza, uno dei principali giornali polacchi.

“Se la Polonia uscisse dall'Unione europea, le prospettive sarebbero molto cupe – ha tagliato corto Bielecki - ma al di là della retorica politica euroscettica, più dell'80% della popolazione polacca vuole rimanere nell'Unione europea”.

Per ora quindi il rischio di una “Polexit” sembra scongiurato.